08 Giugno 2014 09:00:00
«Con i ragazzi sono stato, come è il mio solito, molto chiaro prima dell'inizio della stagione: quest'anno Asti deve vincere il campionato. Non è pensabile mantenere questi assetti e
«Con i ragazzi sono stato, come è il mio solito, molto chiaro prima dell'inizio della stagione: quest'anno Asti deve vincere il campionato. Non è pensabile mantenere questi assetti e soprattutto questi costi se si continua a non vincere la competizione più importante. Se loro non cambieranno, e in fretta, registro, a fine stagione a livello societario trarremo le nostre conclusioni e con ogni probabilità decideremo di aprire un nuovo ciclo visto che questo, pur formato da grandissimi campioni, si è rivelato perdente». Con queste parole il vicepresidente orange Claudio Giovannone aveva espresso a chiare lettere il pensiero societario sul futuro dell'Asti Calcio a 5 nel post gara di una deludente Coppa Italia. I playoff scudetto, purtroppo, si sono conclusi con l'amara eliminazione in semifinale contro la Luparense. Il futuro prossimo ha i crismi di una mini rivoluzione, ma anche di una evoluzione. Sarà un Asti diverso per protagonisti, non certo per ambizione e voglia di primeggiare. Questo emerge dalle parole di una delle bandiere nero-arancio, quel Sinisa Milosevic prima giocatore, ora allenatore del settore giovanile e dirigente del sodalizio presieduto da Maria Cristina Truffa.Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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