Intervista
17 Dicembre 2025 12:04:00
Il campione di paracadutismo Alesssandro Binello
Un asso del paracadutismo ospite al FuoriLuogo. La Pinta di Sport, talk show del centro culturale di via Tosi ad Asti, ha accolto come gradito regalo natalizio per gli appassionati del settore, Alessandro Binello, maresciallo dell'Esercito e campione assoluto della disciplina.
Nato il 25/09/1993 ad Asti, è un formidabile atleta specializzato nella disciplina del paracadutismo. Nel suo curriculum compaiono i titoli di campione europeo nel 2022 di vertical formation skydiving, quello di vice campione mondiale nel 2023, vicecampione europeo nel 2024 e il terzo posto alla world cup nel 2025. Le sue discipline praticate nel paracadutismo: vertical formation skydiving, precisione in atterraggio, para-ski (combinata di slalom gigante e precisione in atterraggio in montagna). Alessandro ha anche portato la bandiera alla Festa della Repubblica nel 2025 davanti al Presidente Mattarella ai Fori Imperiali a Roma. Settemila lanci in carriera: questo l'incredibile dato che caratterizza il percorso di Alessandro. Un sogno, quello di vincere il titolo mondiale.

Alessandro, come nasce il tuo percorso sportivo?
La mia prima passione è stata il rugby. Una disciplina affascinante, che ho affrontato con la maglia del Monferrato, che ha assonanze con quello che poi si è rivelato essere il mio settore. Nella palla ovale si lavora su concetti come disciplina, lavoro di squadra, compattezza, senso di appartenenza, tutte caratteristiche comuni all'Esercito e al paracadutismo.
Ricordi ancora il tuo primo lancio?
Una grande emozione, è stata un'esperienza che mi ha colpito e ho deciso che non sarebbe stato un episodio isolato.
Quanto è importante lavorare sotto l'aspetto fisico e quello mentale nel tuo settore?
Fondamentale. Serve sicuramente una grande preparazione fisico-atletica e la capacità di rendere al meglio nel momento cruciale, quello del lancio e quello dell'allenamento, che facciamo spesso nella galleria del vento. Gareggiamo sia indoor che outdoor, ma la sessione di training è molto costosa, quindi è fondamentale essere al top in quelle circostanze. La vita lavorativa e anche quella sportiva sono caratterizzate da un comun denominatore, quello di saper essere performanti quanto conta, sotto pressione.

Hai mai provato a coinvolgere nella tua passione amici e famigliari?
Certo. Ovviamente la sensazione che si prova non è facile da descrivere, ci sono persone che si sono innamorate dell'esperienza e altre che invece hanno apprezzato meno, come tutte le discipline. In volo sembra di galleggiare, quasi come si fosse sull'acqua. Molti mi chiedono se sia possibile provare un lancio pur soffrendo di vertigini o avendo paura. Io dico di sì, anzi, mettersi alla prova in un contesto simile può essere un modo per superare barriere e scoprire qualcosa di nuovo, che può aiutarti anche a crescere come persona.

I prossimi appuntamenti sono la World Cup in Francia ad aprile, nel tunnel del vento, e poi il Campionato del Mondo fuori (dall'aereo, ndr) che si terrà a ottobre negli Stati Uniti. Gli USA sono i nostri grandi avversari, vincere a casa loro sarebbe una grande impresa
Ci sono lanci che hai particolarmente a cuore ed altri che vorresti ripetere perchè non sono stati a tuo avviso perfetti?
Inizio dall'ultima parte. Ci sono stati sicuramente errori lungo il percorso, situazioni che potevano andare meglio. Tuttavia fanno parte del cammino e aiutano a crescere. Tra i momenti più belli le medaglie mondiali ed europee e la grande emozione di portare la bandiera al presidente Mattarella alla Festa della Repubblica.
In momenti come quello ti passa per la mente il timore di poter fallire?
Quello è il pensiero che accompagna la fase di preparazione a ogni lancio, a ogni competizione. Fa parte dello sport e della vita, l'importante è saper gestire le emozioni e dare il massimo. In gara o in attività di rilievo istituzionale, la paura si trasforma in quello che chiamiamo il rendimento sotto pressione, una capacità comune a tutti gli atleti ad ogni livello

Hai già fatto tanto nella tua carriera di atleta, ma immagino ci siano ancora capitoli importanti da scrivere...
Se sono qui a raccontare queste esperienze devo ringraziare con tutto il cuore la mia famiglia, che ha sempre assecondato il mio percorso senza timore. Devo anche ringraziare la Forza Armata, per aver sostenuto la mia crescita come uomo e per permettermi di disputare competizioni di così alto livello. Gli obiettivi ci sono sempre, come quello di vincere il Mondiale. I prossimi appuntamenti sono la World Cup in Francia ad aprile, nel tunnel del vento, e poi il Campionato del Mondo fuori (dall'aereo, ndr) che si terrà a ottobre negli Stati Uniti. Gli USA sono i nostri grandi avversari, vincere a casa loro sarebbe una grande impresa. Ci proveremo.
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