Motori
12 Marzo 2026 09:35:21
Un momento della serata
Nato come "Trofeo delle Merende", l’evento unisce da quindici anni l'adrenalina dei motori a nobili progetti benefici. Tra il ricordi ed emozioni, la gara piemontese si conferma un appuntamento dove la vittoria più importante si corre sul terreno della solidarietà e dell'amicizia.
Quella in programma nel week-end del 21 e 22 Marzo è Settima edizione, la terza dove l’appuntamento cuneese ha assunto la denominazione di Rally di Santo Stefano Belbo. Un evento sportivo che affonda le radici molto più indietro nel tempo, grazie a un’iniziativa che fin dagli albori ha unito il divertimento dei motori al nobile intento della solidarietà.
Era il 2010 quando un gruppo di amici appassionati di corse decise di istituire il “Trofeo delle Merende”, un evento itinerante pensato per ritrovarsi a fine stagione e gareggiare con auto alla portata di tutti, destinando una parte del ricavato a progetti benefici. Un occasione dove la solidarietà e l’aggregazione avevano trovato la loro collocazione ideale fra le pieghe di una passione
Dopo aver toccato Valle d’Aosta, Emilia-Romagna e varie zone del Piemonte – grazie alla Ronde di Montecaio, alla Jolly Ronde, alla prima edizione del Rally di Castiglione, al Rally Lana e al Grappolo – l’iniziativa nel 2019 era in procinto di trasformarsi in un vero e proprio rally day per il suo decimo compleanno: 40 km di prove speciali con base a Santo Stefano Belbo, frutto della joint venture tra l’organizzazione del Trofeo e il Cinzano Rally Team, promotore del Rally di Alba che in quell’anno vedeva la presenza di una leggenda come Sébastien Loeb con la Hyundai i20 Coupé WRC. Purtroppo il maltempo che colpì la zona della Valle Belbo provocando frane e smotamenti lungo il percorso obbligò a cancellare l’evento sportivo in programma il 7 e 8 dicembre .
L’appuntamento con il Rally Trofeo delle Merende fu rinviato al 2020, anno della pandemia, quando finalmente il 17 e 18 ottobre il rombo dei motori avvolse le colline di Cesare Pavese con il format di rally nazionale. Il periodo particolare impose il divieto di assembramenti: 53 km di speciali con due prove (“Consorzio dell’Asti DOCG” e “Santero 958”) da ripetere tre volte ciascuna. A un anno dalla scomparsa del pilota cuneese Roberto Botta, tre volte vincitore del Rally di Alba, venne istituita una Coppa a lui dedicata per il primo classificato. Già presenti, fin da questa prima edizione, anche i memorial per le classi R2, N3 e N2 dedicati a Francesco Pozzi e Omar Pedrazzoli, due amici rallisti scomparsi prematuramente, e il trofeo in memoria di Giovanni Malandra, membro dello staff del Merende scomparso l’anno prima, riservato al navigatore ossolano meglio piazzato nella classifica finale.
La solidarietà fu messa al centro appoggiando l’iniziativa “Io vinco nella ricerca” per promuovere gli studi per la cura contro la fibrosi cistica, attraverso soprattutto alla cena di benvenuto riservata agli equipaggi e amici della competizione che nel tempo diventerà la Cena delle Merende. Ad aggiudicarsi la vittoria assoluta furono l’imprenditore cuneese Alessandro Gino al via con Daniele Michisulla Škoda Fabia Rally2 evo di TamAuto davanti ai francesi Mathieu Franceschi e Lucie Baud, su Škoda Fabia R5. Stessa vettura per i terzi classificati: Mattia Pizio e Davide Cecchetto.
Fra le colline pavesiane si svolse anche l’edizione del 2021, il 23 e 24 ottobre, nuovamente con la validità di rally nazionale e con 53 km cronometrati con un percorso identico all’anno precedente. 123 le vetture al via, il Rally Trofeo delle Merende registrò il successo a sorpresa di Stefano Santero e Mirko Pelgantini al via sulla Škoda Fabia R5 del team Miele Racing, dopo il dominio iniziale di Jacopo Araldo e Lorena Boero, al debutto con la Hyundai i20 N Rally2 e ritirati sulla PS5. Santero e Pelgantini vinsero inoltre la Coppa Roberto Botta, precedendo Luca Arione e Luca Culasso con l’altra berlinetta ceca di Balbosca e l’enologo di Neive Massimo Marasso, navigato da Luca Pieri, sulla Fabia evo di Roger Tuning.
Nel 2022 il Rally Trofeo delle Merende assume la validità per la Coppa di Zona 1 ACI Sport, ed è l’ ultimo round prima della finale al Rally del Lazio, grazie alla collocazione all’1 e 2 ottobre. Rimane immutata la filosofia della manifestazione, con il sostegno alla fondazione “Io vinco nella ricerca” e la conferma di tutti i memorial e delle coppe dedicate agli amici scomparsi. Alla consolidata Cena delle Merende si aggiunge anche la consegna delle piante tartufigene ai sindaci dei Comuni interessati dalla competizione nell’ambito dell’iniziativa “Green Tyres” già partita al Rally di Alba. Il percorso si allunga a 62 chilometri cronometrati con le tre prove di “Robini”, “Bosia” e “Camo”; l’elenco iscritti tocca i 125 partecipanti ma il vincitore non cambia. Stefano Santero ritrova il feeling con la vettura boema di Miele e le note di Mirko Pelgantini, bissando il successo alla seconda apparizione nella classe regina. Piazza d’onore per Federico Santini e Marco Barsotti, che precedono Patrick Gagliasso e Dario Beltramo in un podio tutto Škoda Fabia R5. In difficoltà il valdostano Elwis Chentre, primo nella Zona quell’anno, che chiude solo settimo.
La città natale di Cesare Pavese ospita anche la quarta edizione che assume il nome di “Rally Santo Stefano Belbo – Trofeo delle Merende” e torna al format di rally nazionale con 53 km di prove speciali (“Bosia”, “San Carlo” e “Santo Stefano”) nelle giornate del 4 e 5 novembre. Sono 78 gli equipaggi al via di una manifestazione che ripropone una formula ormai rodata, in cui solidarietà e agonismo sono diventati un binomio indissolubile. Sul fronte sportivo è il pilota di Oleggio Mattia Pizio a cogliere il successo con Luca Simonini sulla Škoda Fabia Rally2 evo del team By Bianchi, bravo a rilevare il comando dal francese Mathieu Arzeno, in gara con la nuovissima Fabia RS di Balbosca e attardato sulla PS3 da una foratura prima dell’uscita di strada nella speciale successiva. Secondi Massimo Marasso e Tiziano Pieri (Fabia evo), più veloci nel finale di Patrick Gagliasso e Dario Beltramo (Fabia R5), ancora una volta terzi.
Il 2024 segna il ritorno nella Coppa di Zona 1 e anche la data torna nel mese di ottobre (5 e 6). Il percorso cronometrato arriva a circa 65 km con interessanti novità rigiardo le prove speciali che diventano “Mango”, “Loazzolo-Rocchetta” e la più tradizionale “San Carlo”. A beneficiare dei proventi benefici di questa edizione sono le associazioni “Le Coccole di Kira”, “La Collina degli Elfi” e “Sportabili” di Alba, mentre sono confermati i memorial e l’iniziativa “Green Tyres”.Tra le 110 vetture verificate c’è anche la Fabia RS di Balbosca portata in gara dall’ossolano Davide Caffoni, coadiuvato da Leone Natoli, che prendono la testa sulla PS5. Il primo colpo di scena è l’uscita di strada di Gino-Michi sulla Citroën C3 WRC dopo aver vinto la prova d’apertura a San Carlo. Anche i fratelli toscani Federico e Tatiana Santini provano a resistere con la più “vecchia” Fabia R5 ma devono cedere all’arrivo di Caffoni-Natoli. Terzi Luca Arione e Luca Culasso sulla Fabia Rally2 evo di Balbosca. Da segnalare anche la presenza del finlandese Matias Henkola, CEO di Secto Automotive, con una C3 WRC.
Quella del 2025 corsa nel week-end del 3 e 5 Ottobre è un edizione particolare del Rally di Santo Stefano Belbo. La prima senza Gil Calleri anima dell’organizzazione scomparso improvvisamente a giugno al quale il Cinzano Rally dedica l’omaggio commosso del Cinzano Rally Team . A lui viene infatti dedicata la gara, valida per la Coppa di Zona 1, con l’istituzione della Gil Calleri Cup per il primo equipaggio all’arrivo, oltre alla conferma del Trofeo delle Merende e di “Green Tyres”. Sono 270 le persone che partecipano alla consueta Cena, i cui proventi vengono devoluti al reparto di Oncologia dell’Ospedale di Alba-Bra, a “Sportabili” di Alba, all’associazione “La Collina degli Elfi” e alle “Coccole di Kira”, che si occupa di pet therapy: una vera gara di solidarietà grazie alla quale vengono raccolti 10mila euro . A sorpresa viene organizzata anche un’asta di una tuta originale di Max Verstappen, campione del mondo di Formula 1, grazie alla preziosa collaborazione di Sparco, che permette di raccogliere ulteriori 1.400 euro.
85 gli equipaggi che si sfidano lungo le prove di “San Carlo”, “Cossano-Rocchetta” e “Sant’Elena-Trezzo Tinella” per un totale di circa 62 km. Lotta a tre per staccare i pass decisivi per la finale nazionale al Rally Tirreno-Messina tra Elwis Chentre, Ivan Carmellino e Davide Caffoni, quest’ultimo fuori gara sulla PS4. Il successo va al pilota di Borgosesia, in coppia con Max Minazzi sulla Fabia RS di Roger Tuning, con cui si aggiudicherà anche la Coppa Italia, davanti a Mattia Pizio e Paolo Tozzini, vincitori del Trofeo Roberto Botta, che precedono Elwis Chentre e Max Bay, vincitori della Zona 1. Il sapore della festa è appannato da un velo di tristezza con il ricordo di “Gil” Calleri sulle note di Thunderstruck degli AC/DC, accompagnato dalle immagini della sua splendida carriera.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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