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Buttigliera

Infortunio nello stabilimento dolciario, i sindacati: "E' una lavoratrice esterna, bisogna rivedere la catena degli appalti"

Morabito di Cgil e Calella di Cisl intervengono dopo il soccorso di stamattina ad una donna delle pulizie

Infortunio nello stabilimento dolciario, i sindacati: "E' una lavoratrice esterna, bisogna rivedere la catena degli appalti"

E' una donna delle pulizie (e non come indicato dalle prime sommarie informazioni un operaio interno) la vittima di un infortunio sul lavoro accaduto questa mattina nello stabilimento Sfoglia Torino di Buttigliera d'Asti.

La donna è stata operata al Cto per una riduzione della frattura e delle lesioni al braccio riportate durante la pulizia di una sfogliatrice in cui si è incastrato. Non è mai stata in pericolo di vita ma le ferite riportate sono comunque importanti.

Sulla vicenda sono intervenuti i sindacati.

«L'ennesimo incidente che riguarda una lavoratrice in appalto - scrive Beppe Morabito, segretario Cgil di Asti - C'è sicuramente da rivedere come viene gestita la catena degli appalti dal punto di vista della sicurezza sul lavoro. Chi controlla l'operato dei lavoratori mettendoli in sicurezza, quale formazione é stata fatta e quali le informazioni date per evitare operazioni che possono essere a rischio di infortunio. Un tema che richiama le parti sociali e istituzionali non solo a confrad esigere che vengano messi in atto fatti concreti al fine di evitare infortuni e morti sul lavoro. La CGIL è vicina alla lavoratrice e sarà al suo fianco per tutto quello che concerne le procedure legate al suo infortunio».

Per Stefano Calella, segretario aggiunto Cisl: «L’incidente nell'azienda dolciaria di Buttigliera conferma che il rischio non abita solo nei cantieri edili o in agricoltura. Come CISL territoriale, denunciamo che anche negli impianti fissi e nei servizi alle imprese la soglia di guardia  è ancora bassa. Quando un lavoratore rimane vittima di un macchinario in un sito industriale stabile, è evidente che qualcosa nella catena della sicurezza si è spezzato.
Non è accettabile che la routine porti a sottovalutare i pericoli. Serve formazione specifica sul campo, manutenzione rigorosa e una cultura del rischio che non lasci spazio alla fatalità.
Chiediamo un impegno concreto per rafforzare i controlli e garantire che ogni lavoratore, dal manifatturiero al multiservizi, operi in un ambiente protetto. La sicurezza non è un costo da tagliare, ma il pilastro imprescindibile di un lavoro dignitoso. Fermare la scia di infortuni deve essere la priorità assoluta per istituzioni, sindacato, imprese e società civile
Auguriamo alla lavoratrice una rapida guarigione e senza conseguenze permanenti».

(Foto di copertina generata da intelligenza artificiale)

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