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Tradizione

La storica fagiolata di San Defendente piace a tutti ogni anno di più

Le tradizione rimane al passo: per il primo anno servita anche la variante vegetariana

La storica fagiolata di San Defendente piace a tutti ogni anno di più

I paioli fumanti per la lenta cottura dei faseu

Sempre più partecipata la Storica Fagiolata di San Defendente, che anche quest’anno, il 2 gennaio, giunta alla sua 826ª edizione, ha richiamato a Castiglione d’Asti centinaia di persone per uno degli appuntamenti più attesi del territorio. Manifestazione che si celebra da oltre otto secoli e che continua a unire memoria storica e impegno volontario.

La tradizione si è aperta con la celebrazione della Santa Messa, seguita dalla caratteristica sfilata che ha visto il corteo con la Confraternita dei Batì, le figure storiche dei "poveri e ligere", le autorità e il parroco don Luigino Trinchero. Per mezzogiorno il tanto atteso momento: la benedizione dei legumi e il tradizionale incanto delle "Carità".

La prima festa dell’anno, dal Medioevo a oggi

La Fagiolata di Castiglione è considerata la prima festa dell’anno nell’Astigiano, subito dopo San Silvestro. Non si tratta però di una tradizione giovane: le sue origini documentate risalgono almeno al 1200, rendendola una delle manifestazioni popolari più antiche del Piemonte.

Un atto notarile stipulato nei chiostri del Duomo di Asti testimonia l’obbligo, da parte di un cittadino di Castiglione, di distribuire un’emina di legumi ai poveri ogni anno, insieme alla celebrazione di una messa in suffragio. Un gesto che, con ogni probabilità, affonda le radici in consuetudini ancora più antiche.

Dai Batì ai coscritti, fino alla Pro Loco

Per secoli la distribuzione dei legumi fu affidata ai Batì, i confratelli della Compagnia del Suffragio; dal 1917 furono invece i coscritti a occuparsene, raccogliendo fagioli e legna casa per casa.Dal 1981, con la nascita della Pro Loco fondata da Francesco Maggiora, la festa assunse ufficialmente il nome di “Storica Fagiolata”, mantenendo intatta la sua anima: nessuna vendita, solo offerte libere.

Da allora il corteo storico, la presenza delle ligere e la lenta cottura nei paioli di rame continuano a raccontare una storia di fame superata, comunità e accoglienza.

Oltre 600 porzioni e una novità importante

Anche quest’anno la risposta del pubblico è stata significativa: oltre 600 porzioni servite in piazza, a cui si aggiungono le numerose porzioni da asporto, versate in pentole e grilèt portati da casa.

I cuochi della Pro Loco hanno cucinato circa 400 chili di fagioli, conditi con oltre 150 chili tra costine e cotiche di maiale, accendendo i fuochi sotto le caudere già nelle ultime ore di buio, intorno alle 5.

Novità per la 826° edizione è stata l’introduzione della versione vegetariana della fagiolata: «Come novità per questa edizione – spiega il presidente della Pro Loco Giancarlo Valnegri – abbiamo proposto anche una variante vegetariana, per permettere a tutti di poter assaggiare il nostro piatto della tradizione».

Tirà e caritin: i dolci della tradizione

Durante la lunga cottura dei fagioli, i volontari si sono dedicati anche alla preparazione dei tirà e dei caritin, dolci tipici realizzati seguendo le antiche ricette legate alla figura del Dragun, lo storico panettiere che un tempo aveva il forno proprio sulla piazza.

Offerte destinate alla solidarietà

Come da tradizione, le offerte raccolte durante la Fagiolata saranno interamente devolute in beneficenza.

Una parte andrà, come accade da oltre trent’anni, alla mensa sociale di corso Genova, gestita dalle Suore della Pietà, l’altra parte del ricavato sarà destinata a Pulmino Amico, il servizio di trasporto gratuito dell’Associazione ASTRO rivolto ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.

Foto di Maria Grazia Billi 

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