Sicurezza
29 Gennaio 2026 10:30:47
Uno scorcio dell'Istituto comprensivo di Villafranca d'Asti
La palestra dell’Istituto comprensivo di Villafranca è stata chiusa in via precauzionale dopo il riscontro di alcune crepe alla base di uno dei pilastri portanti. Il Comune ha avviato una serie di verifiche tecniche per accertarne le cause, mentre l’edificio resta interdetto all’uso per motivi di sicurezza.
Le anomalie, tre fenditure nel cemento armato di uno degli otto pilastri della struttura, erano state individuate già a dicembre durante un controllo del personale comunale. Da allora la situazione è monitorata attraverso l’installazione di appositi fessurimetri, strumenti che consentono di rilevare eventuali variazioni nell’ampiezza delle crepe nel tempo.
Nei giorni scorsi, alla luce delle segnalazioni tecniche, la dirigente scolastica Silvia Sinceri ha firmato un decreto che dispone l’interdizione della palestra, specificando il carattere esclusivamente cautelativo e preventivo del provvedimento. La decisione ha comportato la sospensione di tutte le attività didattiche ed extrascolastiche che si svolgevano nella struttura.
In attesa di ulteriori sviluppi, studenti e utenti dei corsi dell’Utea e dell’associazione di promozione sociale La Maison stanno utilizzando spazi alternativi all’interno della scuola, mentre la Pgs Stella Maris, impegnata nei campionati di volley, è alla ricerca di palestre disponibili sul territorio per garantire la continuità dell’attività sportiva.
Al momento, i controlli effettuati non hanno evidenziato un peggioramento del quadro: i fessurimetri non segnalano infatti un ampliamento delle crepe. Tuttavia, come spiegano i tecnici, per avere un’analisi più attendibile sarà necessario attendere almeno un mese e mezzo di monitoraggio.
Nel frattempo, l’amministrazione comunale sta predisponendo ulteriori accertamenti. «Stiamo lavorando per chiarire nel più breve tempo possibile le cause che hanno portato alla formazione delle crepe», spiega la sindaca Anna Macchia. «È atteso a breve il sopralluogo di un geologo, che effettuerà indagini sul terreno e sulle fondazioni, e di un ingegnere strutturale, incaricato di valutare le ragioni dell’indebolimento del pilastro. Solo sulla base dei risultati sarà possibile individuare le soluzioni tecniche necessarie a ripristinare le condizioni di piena sicurezza».
«Nel frattempo - specifica il sindaco Anna Macchia - stiamo predisponendo altre verifiche per andare a fondo sulla causa che ha determinato la presenza delle crepe. A tempi brevi è atteso il sopralluogo di un geologo, per predisporre indagini sotto terra e alle fondazioni, e di un ingegnere strutturale per accertare le ragioni dell'indebolimento del pilastro. I risultati degli studi consentiranno di mettere a punto le soluzioni tecniche per ripristinare le totali condizioni di sicurezza».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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