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Bando europeo

Villanova, botta e risposta sul bando per la gestione degli impianti sportivi

Il consigliere di minoranza Mattana Renon lamenta irregolarità nel bando europeo e la mancanza di visibilità per la comunità locale. Il sindaco Peretti: «Nulla da nascondere».

Impianti sportivi Villanova d'Asti

Si apre il bando per l'affidamento degli impianti sportivi

Mancanza di trasparenza e procedure non rispettate per il bando della gestione degli impianti sportivi vengono denunciate dal consigliere comunale Andrea Mattana Renon. La concessione avrà una durata di trent’anni e prevede un contributo pubblico annuo fino a 50.000 euro, quindi il bando ha un valore stimato di circa 10 milioni di euro.

«Una scelta che vincola il Comune e la comunità locale per decenni e che, per dimensione e impatto, dovrebbe essere trattata con il massimo livello possibile di trasparenza e attenzione – sottolinea Mattana Renon - Ed è proprio qui che nasce il problema. La procedura è gestita dalla Centrale Unica di Committenza dell’Unione dei Comuni Il Monferrato degli Infernot, con sede in un’altra provincia (Alessandria), quindi esterna non solo al Comune di Villanova ma anche alla provincia di Asti. Chi, davvero, può venire a conoscenza di questo bando? Il bando non è pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Villanova, né nella sezione “Amministrazione Trasparente” né all’Albo Pretorio né tramite avvisi o comunicazioni rivolte direttamente ai cittadini. Il bando è rintracciabile solo passando da piattaforme tecniche specialistiche o da banche dati europee, strumenti che non fanno parte dell’informazione quotidiana di una comunità locale. Il risultato è evidente: una procedura da 10 milioni di euro che sul territorio è di fatto invisibile. Inoltre, alla luce della recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea del 5 febbraio 2026, che ha dichiarato incompatibile il meccanismo del diritto di prelazione del promotore nella finanza di progetto, il bando in oggetto non può proseguire».

Le critiche vengono rispedite al mittente dal sindaco Roberto Peretti. «Il Comune non ha niente da nascondere. L'amministrazione ha approvato il bando 16 gennaio – precisa Peretti - la pratica è stata trasmessa il 19 alla Cuc che l’ha pubblicata il 22 gennaio, quindi la procedura è formalmente corretta. Il problema è sorto dopo e non dipende da nessun altro che dalla stessa Corte di Giustizia Europea della cui sentenza terremo conto. Per la scelta della piattaforma è caduta su Fubine (in provincia di Alessandria) che ha reso pubblica l’iniziativa, semplicemente perché come Comune non abbiamo i requisiti di centrale di committenza per gare europee».

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