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Ricorso

L'Anac certifica la correttezza del bando per la gestione degli impianti sportivi

Il ricorso all'Autorità anticorruzione era partito dal consigliere di minoranza Andrea Mattana Renon

Impianti sportivi Villanova

Il Comune ha promosso un bando europeo per la concessione della gestione degli impianti sportivi

Il bando europeo per la gestione degli impianti sportivi passa l’esame dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, che approva l’operato dell’amministrazione comunale. E’ noto che la scelta di portare a bando il progetto presentato dall’associazione “Le Torri”, che prevede la costruzione di una piscina, non è stata condivisa dal consigliere Andrea Mattana Renon. E’ stato proprio il consigliere di minoranza ad interpellare l’Anac per la verifica della sostenibilità economica del progetto e della trasparenza del bando.

L’Autorità si è pronunciata dopo un’istruttoria semplificata durante la quale ha acquisito informazioni dagli uffici e dalla Centrale unica di committenza Unione Monferrato Infernot che ha pubblicato il bando. L’Anac ha approvato l’operato dell’amministrazione comunale sottolineando che il Comune è “tenuto a garantire che l’ammontare del contributo pubblico (50 mila euro annui, n.d.r.) si mantenga congruo rispetto all’effettiva sostenibilità finanziaria del progetto, anche nel caso di variazioni. Lo stesso sarà, quindi, tenuto a verificare periodicamente l’andamento della gestione e ad intervenire sul contributo nelle diverse forme, non soltanto in aumento ma anche in riduzione, al fine di garantire la permanenza dei rischi trasferiti in capo al concessionario, qualora l’andamento della gestione dovesse registrare, in favore del concessionario, incrementi ed extraprofitti superiori a quanto preventivato”.

«L’organo di vigilanza ha confermato la piena conformità del capitolato speciale tecnico, ribadendo quanto già illustrato più volte nelle sedi consiliari competenti – afferma il sindaco Roberto Peretti – Resta il rammarico sull’adozione di iniziative potenzialmente dilatorie o tese a ostacolare l’attuazione dei programmi della maggioranza, che rischiano di compromettere il buon andamento dell’azione amministrativa e di arrecare un danno alla comunità, rallentandone le capacità di sviluppo e crescita. Il corretto svolgimento delle attività consiliare presuppone che ogni consigliere privilegi il confronto istituzionale, fondato su rispetto reciproco, argomenteazioni tecniche e sulla leale collaborazine tra tutte le componenti dell'assamblea. Il ricorso ad Autorità esterne, di fronte alla grande disponibilità a favorire il coinovolgimento e la trasparenza (prova ne è che le presidenze delle commissioni consiliari sono dei colleghi delle opposizioni), non contribuisce al sereno funzionamento dell'organo collegiale né la piena assunzione delle responsabilità connesse al mandato elettivo. Ribadiamo l’importanza del dialogo istituzionale, del rispetto delle deliberazioni consiliari e della collaborazione responsabile all’interno dell’assemblea, nell’interesse esclusivo della collettività».

Andrea Mattana Renon ritiene di aver ottenuto l’obiettivo della verifica: «L’istruttoria ha portato alla richiesta di chiarimenti e integrazioni alla stazione appaltante sulla procedura e ha richiamato l’amministrazione alla necessità di monitorare nel tempo la sostenibilità economica dell’operazione – dice il consigliere - Nel provvedimento si legge che la stazione appaltante ha dichiarato di “aver provveduto a pubblicare nella sezione Amministrazione Trasparente tutta la documentazione relativa alla procedura, prorogando in autotutela il termine di presentazione delle offerte”. Questo significa che la pubblicazione completa degli atti è avvenuta solo successivamente alla richiesta di chiarimenti. L'Autorità ha ritenuto necessario anche chiedere chiarimenti sulla sostenibilità economica perché “la stima dei flussi complessivi emergente dal piano economico finanziario del proponente sembrava non combaciare con il valore stimato della concessione indicato nel bando di gara”. Solo a seguito della richiesta dell’Anac la stazione appaltante ha fornito una spiegazione dettagliata dei ricavi stimati, indicando che il valore complessivo deriva da una previsione di circa 335.000 euro annui ottenuti sommando diverse attività dell’impianto, come padel, tennis, piscina, bar e altre attività sportive e ricreative. In altre parole, il valore complessivo della concessione non deriva da un singolo flusso economico certo, ma da una serie di stime di ricavo legate all’utilizzo futuro dell’impianto e alle attività che verranno sviluppate al suo interno. La mia segnalazione ha quindi attivato un controllo istituzionale su una procedura rilevante per il Comune e ha contribuito a rafforzare l’attenzione sulla trasparenza degli atti e sull’equilibrio economico della concessione».

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