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Giorgia Mancone. “Il mio rettorato? Un’esperienza costruita poco alla volta”

E’ alla guida del Rione San Paolo dall’ottobre del 2018. Molte le idee in cantiere, alcune delle quali già realizzate

Terzo anno alla guida degli “oro-rosso”

Terzo anno per Giorgia Mancone (foto sopra) alla guida del Comitato Palio del Rione San Paolo. Dopo un’annata sicuramente non facile vista la situazione emergenziale legata al diffondersi del Covid-19 ed al conseguente ed inevitabile annullamento della corsa 2020, era auspicabile una ripartenza tranquilla e propositiva. Quanto sta accadendo nel nostro paese, con un preoccupante aumento giornaliero di contagi non induce invece all’ottimismo. Un aspetto questo toccato nel corso dell’intervista al Rettore “oro-rosso”.

Il Rione

A Giorgia Mancone abbiamo chiesto innanzitutto di raccontarci il suo avvicinamento al Rione San Paolo.
«Ho iniziato – debutta – seguendo mia figlia che faceva parte del Gruppo Sbandieratori e Musici. Il mio era quindi un apporto essenzialmente esterno. Una volta tesserata mi sono sempre più avvicinata al Comitato, appassionata ed attratta in particolare dalle manifestazioni. Gradualmente il mio impegno è andato crescendo, finché nell’ottobre del 2018 sono stata eletta Rettore, incarico che ricopro ancora attualmente e nel quale di recente sono stata confermata.»
I primi tempi nella carica di Rettore hanno comportato difficoltà?
«E’ stato un salto nel vuoto, inutile negarlo. Non avevo esperienza, ma giorno dopo giorno l’ho costruita e continuo a farlo. Mi sono rapportata con persone diverse, sia nel mio Comitato sia all’interno del Collegio dei Rettori. Il mio primo e finora unico Palio disputato è stato quello del 2019, l’anno in cui il sindaco Rasero aveva proposto diverse opzioni di svolgimento della manifestazione e che infine aveva visto l’attribuzione di due Drappi.»

Idee e proposte

Quali sono state le idee e le proposte portate in seno al Comitato dopo essere stata eletta?
«Ho puntato forte sulle manifestazioni, sullo spirito di aggregazione e sul potenziamento degli eventi. Ritengo che il Rione debba viaggiare al passo con i tempi, valutando le proposte dei “vecchi”, tra virgolette, del Comitato, ma prendendo nel contempo in considerazione le idee dei più giovani. Credo inoltre che che la crescita del Rione viaggi di pari passo con l’immagine che riusciamo a trasmettere dello stesso.»
I numeri del vostro Comitato sono in crescendo?
«Si, stavamo crescendo, purtroppo però la paura del Covid ha indotto qualcuno a lasciare, soprattutto tra i più giovani. Una situazione della quale ha fatto le spese soprattutto il gruppo degli Sbandieratori e dei Musici, che in futuro andrà sicuramente rafforzato.»

Il mandato: appoggi ricevuti?

All’inizio del mandato da Rettore quali sono stati, e da parte di chi in particolare, gli appoggi ricevuti?
«Non mi sono appoggiata su una persona in particolare, ho preferito puntare sul gruppo. Abbiamo lavorato tutti insieme, la gestione del Comitato del mio Rione è comune poiché tutto è discusso da tutti.»
Parliamo di Federico Arri, il fantino che ha montato per voi nel 2019 e che avrebbe difeso i vostri colori anche nel 2020….
«Nonostante il risultato della corsa non sia stato quello atteso con Federico abbiamo vissuto una bella esperienza. Io e lui abbiamo caratteri abbastanza simili e in un certo senso ci siamo accompagnati a vicenda nell’avventura del Palio 2019. Briccona da Clodia, la cavalla scelta, purtroppo non è arrivata all’appuntamento nelle migliori condizioni e siamo usciti in batteria. Nei giorni precedenti il Palio l’entusiasmo però era notevole, Federico veniva dalla vittoria dell’anno precedente e la nostra chiamata gli era giunta particolarmente gradita. Se nel 2020 la corsa si fosse svolta il nostro fantino sarebbe stato di nuovo lui. Ora è a Siena, dove sta seguendo giornalmente cavalli di sua proprietà. Ottimi soggetti. Presto ci risentiremo e ci confronteremo per pianificare al meglio la stagione che verrà.»

L’anno che verrà

Guardiamo avanti: ci apprestiamo a vivere un’annata paliesca per molti versi decisiva….
«Il Palio 2021 andrà preparato con la massima attenzione, sperando di poterlo vivere avendo già alle spalle il lungo e difficile momento che da tempo stiamo affrontando. Si dovrà lavorare sodo per un’edizione no-Covid. Se invece malauguratamente l’emergenza dovesse durare bisognerà essere pronti a correre in ogni caso, adottando tutte le limitazioni e le misure necessarie a garantire la sicurezza di chi quel giorno sarà in Piazza Alfieri. Il Palio, non dobbiamo mai dimenticarlo, è una vetrina di primo piano per la città. E’ la più importante manifestazione astigiana.»

Iniziative

Eventi in cantiere?
«Già lo scorso settembre eravamo riusciti a riaprire la nostra osteria-vineria, il Gat Rustì, richiamando tante persone a gustare i piatti della tradizione locale. Inoltre alla Cascina del Racconto, un ambiente a mio modo di vedere affascinante e da sfruttare al meglio, avevamo organizzato la mostra fotografica “Fortza Paris”, quale presentazione del libro di Marco Cheli ed Eleonora Mainò. Grande il lavoro compiuto, ma enorme la soddisfazione avendo avuto un notevole riscontro di visitatori. In occasione dell’arrivo della tappa del Giro d’Italia ad Asti, avevamo allestito allo Spazio Kor un evento con ospite Faustino Coppi, figlio del Campionissimo di Castellania. Purtroppo il precipitare della situazione legata al Covid non ha permesso la realizzazione dello stesso. Sicuramente vedremo di proporlo nella prossima primavera.»

Tempi andati

Un ricordo di Palio dei tempi andati?
«Ho sempre abitato in Via Cavour e ho bene in mente le lunghissime tavolate allestite in occasione della Cena Propiziatoria. Ecco, vorrei che la serata a tavola precedente il Palio tornasse ad essere un evento popolare e coinvolgente, in grado di richiamare tanta gente. Andrebbe recuperata quella cultura paliesca che nel tempo è andata un po’ a perdersi. Un patrimonio prezioso, da ritrovare, rafforzare e salvaguardare.»