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San Pietro, un poker di successi datato e poi seguito da un lungo digiuno

Tre dei quattro trionfi rossoverdi risalgono agli anni immediatamente successivi alla ripresa dell’evento

Bilancio positivo

Quattro vittorie nel Palio dal 1967 ad oggi: un bilancio complessivamente positivo, maturato nei primi anni dopo la ripresa della manifestazione. Stiamo parlando del Borgo San Pietro, che i suoi trionfi li ha costruiti ed ottenuti tutti dal 1967 al 1983, quando la corsa ancora si svolgeva sull’ovale della grande piazza Campo del Palio. In Piazza Alfieri i rossoverdi non hanno mai vinto. Il loro digiuno dura da 37 anni, un’eternità, alla quale il Borgo guidato da Mario Raviola avrebbe fortemente cercato di porre termine nel 2020. Tutti sappiamo però come sono andate le cose: la situazione emergenziale legata al Covid-19 ha costretto al rinvio della corsa e San Pietro dovrà attendere un altro anno per riprovarci.

E’ firmata Aceto la prima vittoria

Riviviamo i magici anni in cui il Borgo ad est della città, popoloso ed entusiasta, dominava la piazza.
Nel 1967, con Piero Visconti Rettore, il debutto regala ai rossoverdi il quinto posto in finale, con fantino Edo Fumi su Simba. L’anno successivo iniziano i fuochi d’artificio: alla guida del Comitato vi è Giuseppe Visconti, che ingaggia il formidabile Aceto. A causa della pioggia il Palio rischia di non essere disputato. Viene addirittura stampato dal Comune il manifesto di rinvio dell’evento al 22 settembre. Alla fine, pur tra mille incertezze, il sindaco Marchia opta per far svolgere la corsa. Andrea Degortes ed il suo Stereo corrono la terza batteria. Le tribune, nonostante la pioggia, sono stracolme Il fantino parte in testa ed amministra al meglio il suo cavallo sulla pista fradicia d’acqua. I tempi d’attesa tra la terza batteria e la finale sono stretti. Al via dato dal mossiere Giulianini Aceto lascia tutti lì e con il suo Stereo fa subito comprendere che mai e poi mai qualcuno avrebbe potuto infastidirlo. E’ il primo storico trionfo dei rossoverdi.

Il bis rossoverde è opera di Saro Pecoraro

L’anno seguente, Rettore il confermatissimo Giuseppe Visconti, la storia si ripete. San Pietro viene nuovamente sorteggiato nella terza batteria. Rosario “Saro” Pecoraro, detto Tristezza, siciliano di Lercara Friddi (Palermo), getta subito la maschera e domina la corsa su Skygirl, vincendo per dispersione. La finale è dura ed appassionante:“Tristezza” deve fare i conti con il temibile Canapino (San Rocco) e con l’emergente Nino Manca (Santa Maria Nuova). Il fantino rossoverde, ancora bravissimo al via, difende strenuamente la prima posizione dall’attacco di Canapino che quasi arriva ad affiancarlo. Sul palo Pecoraro conserva una lunghezza scarsa di margine. Il Drappo di Gea Baussano, già Maestro del Palio l’anno precedente, approda in casa “sanpietrina”.

Anno 1973: Rinaldo Spiga detta legge

Finale mancata nel ‘70 e ‘71, ultimi due anni del rettorato di Giuseppe Visconti. A subentrargli nel 1972 è Sergio Sconfienza, altra figura carismatica del Borgo, che però esordisce con un’eliminazione in batteria. Il tempo di correggere il tiro facendo tesoro degli errori commessi ed ecco che arriva il terzo Drappo. Anno 1973: Sconfienza si rivolge alla scuderia Simonazzi e ingaggia Rinaldo Spiga quale fantino. Non ha soverchi problemi la monta rossoverde per raggiungere la finale, disputando la seconda batteria. “Spingarda” s’invola subito con Torretta e Tanaro e senza dover spingere oltre misura centra l’obiettivo. Lo spettacolo arriva dopo, nella corsa che assegna il Drappo. Santa Maria Nuova, vincitrice l’anno precedente, è nuovamente grande favorita. I rosazzurri montano Graziano Grego su Sherr Call, la cavalla scelta da Simonazzi e dalla dirigenza di San Pietro è Avella. Spiga parte in testa e conduce per un giro e mezzo, Grego, causa una mossa problematica, perde terreno ed è costretto ad una rimonta forsennata. Quando arriva in scia del rivale rossoverde lo attacca con decisione, prima in rettilineo e poi in curva, Grego tenta addirittura di appoggiarsi al fantino di San Pietro, commettendo un errore piuttosto grave poiché Spiga gli scarica addosso una terribile serie di nerbate disarcionandolo. Il Palio finisce lì: l’abbinata Spiga-Sconfienza, con la supervisione di Simonazzi, regala il terzo Drappo al Comitato rossoverde.

Annate in chiaroscuro

Nel 1974 diventa Rettore dei rossoverdi Mario Accossato, ma con scarsa fortuna. Identico discorso l’anno a seguire, quando viene eletto Andrea Visconti. Quest’ultimo si riscatta l’anno successivo, montando Giuseppe Mulattieri. Finale raggiunta e portata a termine al quinto posto. Nel 1977 alla guida del Comitato rossoverde troviamo Gabriella Visconti che ingaggia Angelo Garbarino: i sogni di gloria si spengono in batteria. Inizia nel 1978 il mandato da Rettore di Giovanna Maggiora, che resterà in carica fino al 1983. Debutto con finale e terzo posto ottenuto dal fantino Luigi Sassano. Monta confermata anche nel 1979 e nuova possibilità di successo dopo il superamento della batteria. L’accoppiata “sanpietrina” si piazzerà quarta. Dopo un deludente 1980 Giovanna Maggiora sfiora il trionfo nel 1981: Innocenzo Schiavone su Chanal per un soffio non arriva a beffare sul palo Renato Magari, fantino di Montechiaro. La voglia di vincere nel Borgo rossoverde resta immutata e l’anno dopo, con Schiavone emigrato a Don Bosco, la scelta cade su Domenico “Mimmo” Ginosa. L’abbinata rossoverde viene penalizzata da una mossa per lo meno dubbia e deve rimontare. Ginosa e Chanal sono commoventi e arrivano in extremis ad insidiare Mariolino Beccaris, vincitore per San Secondo: seconda consecutiva piazza d’onore.

Mimmo Ginosa conquista il quarto Drappo

Tanti sforzi trovano meritato premio nel 1983. Mimmo Ginosa monta Cringleford e deve nuovamente inseguire in finale. Superati Santa Caterina e San Secondo, i più veloci alla caduta del canapo, resta da dirimere la questione con Ruiu, fantino di San Rocco. Ginosa prevale all’uscita dell’ultima curva, attaccando il rivale biancoverde che finisce a terra. Quarto Drappo che approda in casa rossoverde: ai tempi un record assoluto. Giovanna Maggiora è la prima donna a vincere il Palio da Rettore. Da allora la dea bendata non ha più rivolto la propria benevola attenzione sul Comitato “sanpietrino”. Ricordiamo fantini e Rettori (e ovviamente i vari piazzamenti) che in questo lungo lasso di tempo hanno scritto la storia del Borgo. Terzo posto nel 1984 e ottavo l’anno a seguire per Mario Ribero, rispettivamente con Renato Magari su Cringleford e Adolfo Manzi, detto Ercolino, su Andrea De. Nel 1987 a Ribero subentra Luigi Visconti, subito quinto in finale con Mimmo Ginosa su Pietrina. Nulla di fatto nel 1988 e 1989 per Visconti, il cui testimone viene raccolto nel 1990 da Anna Vigazzola: finale non raggiunta.

Piazza d’onore con Cantone e Blue Baker

Nei successivi tre anni di rettorato di Valerio Sabatini (1991-1993) i rossoverdi non riescono mai a superare la batteria. Identica sorte per Mauro Nivolo nel ‘94. Dal 1995 al 1999 il manico del Comitato viene affidato a Gualtiero Gasti, che debutta con un’eliminazione in batteria ma si piazza sesto nel ‘96 con Loris Armosino e secondo nel 1998 con Cesare Cantone su Blue Baker, la cui notevole rimonta non viene premiata: vince Castell’Alfero.  Dodici mesi dopo è Gigi Bruschelli, detto Trecciolino, su Blue Baker a raggiungere la finale, chiudendo in ottava posizione. Mauro Nivolo sarà Rettore dei rossoverdi (seconda esperienza personale) nei due Palii del 2000 e in quello del 2001: tre finali centrate su tre, con rispettivamente un quinto posto (Minisini su Blue Baker, Giubileo), un sesto posto (sempre con Minisini ma su Zecky, Ordinario) e nuovamente un quinto posto (2001, fantino ancora Minisini). Tocca poi ad Anna Gazzano guidare il Comitato rossoverde. Non le riesce però di approdare all’ultimo atto della manifestazione sia nel 2002 che nel 2003.

Sforzi non premiati

Obiettivo che centra invece Anna Maria La Mattina l’anno seguente, con fantino Alessandro Chiti su Vistamare: sesto posto. Torna Nivolo per un triennio, 2005-2007, con finale raggiunta solamente nel 2006 fantino Alessandro Chiti. Non dice bene a Luigi Visconti nel 2008 e a Paola Fogliati nel 2009, così come a Nivolo nel biennio 2010-2011.
Traguardo che però centrerà l’anno dopo con Antonio Siri, portando a casa la simbolica “acciuga” del nono posto. Nel biennio 2013-2014 il Rettore dei rossoverdi è Loredana Beltrame, che nel secondo anno di mandato conquista la quinta posizione con Andrea Farris. Poca fortuna per Alessandro Sabatini nel 2015 e 2016, così come per Anna Maria La Mattina nel 2017. Il bastone del comando passa poi nelle mani di Mario Raviola, Rettore attualmente in carica. Con Carlo Sanna fantino arrivano l’eliminazione nel 2018 e la finale raggiunta nel 2019, purtroppo compromessa da una contestatissima mossa.