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I consigli di
Comunicazione digitale

Ogni piccola o media impresa ha una storia: la web agency H.AL di Asti ti aiuta a raccontarla

Annalisa e Stefano, responsabili dell’agenzia, spiegano i segreti per posizionarsi bene sul web: «Ogni impresa ha i suoi punti di forza da far conoscere nel modo giusto»

Fondata ad Alessandria 13 anni fa come casa di produzione cinematografica, specializzata nella produzione e realizzazione di video istituzionali, documentari e video aziendali, oggi la H.AL è una delle più dinamiche web agency di Asti. Un’azienda, guidata con professionalità e competenza, da Annalisa e Stefano, due esperti nel settore della comunicazione digitale che hanno deciso, dopo l’esperienza alessandrina, di espandere il raggio d’azione di H.AL nell’ottica di poter garantire ai clienti un affiancamento pressoché totale nei progetti di posizionamento digitale sul web, sui social network, ma anche nello sviluppo di strategie di marketing on line e promozione del proprio brand.

Un percorso, quello di Annalisa e Stefano, che li ha visti operativi prima a Pavia (città natale di Stefano) poi, dal 2019, ad Asti dov’è nata Annalisa e dove H.AL ha scelto di aprire la nuova sede per offrire tutti i suoi servizi profilati su misura del cliente. A fare la differenza, dando un valore aggiunto al metodo di lavoro della web agency, sono i trascorsi universitari di entrambi: due lauree umanistiche che si confrontano, caso per caso, in un progetto dove la comunicazione è al centro di tutto, ma quello che cambia sono gli strumenti a disposizione.

Ed è qui che entra in gioco il mix di conoscenze universitarie e competenze tecniche acquisite sul campo: Stefano ha lavorato a lungo come consulente nella gestione progettuale, sviluppo e implementazione di portali on line per erogare bandi e servizi, mentre Annalisa vanta una lunga esperienza come videomaker e scrittura di video istituzionali. Entrambi si sono poi perfezionati frequentando numerosi corsi di web marketing e progettazione siti web, ma sempre puntando alla scrittura come strumento indispensabile per sviluppare i progetti di cui si occupano.

Oggi troppe piccole e medie imprese si mettono in vetrina on line senza avere un’idea chiara o una strategia per sviluppare un obiettivo. Il compito di H.AL è quello di dare loro questa strategia, ma prima ancora di far maturare, se manca, una consapevolezza dei punti di forza aziendali.

«Abbiamo iniziato guardando realtà aziendali che partivano da zero, che non esistevano sul web e che avevano necessità si trovare un interlocutore disponibile a seguirle passo passo – spiegano Annalisa e Stefano – In questi casi si inizia sviluppando un sito e contestualmente si cura la “web reputation”. Le nostre lauree umanistiche ci danno, secondo noi, un grande vantaggio quando si deve raccontare il valore aggiunto di un’azienda in maniera chiara, professionale e soprattutto coinvolgente».

È lo storytelling quello che i consumatori cercano, non una mera e fredda elencazione dei prodotti venduto, ma quello che c’è dietro al prodotto, il valore aggiunto, le competenze, la storia di un’attività che spesso gli stessi imprenditori non riescono a fare emergere.

«Ogni nostro lavoro inizia sempre da un’intervista strategica durante la quale dobbiamo trovare il meglio del cliente – continuano i due esperti – Ascoltando la storia dell’azienda, che preferiamo sempre raccogliere dal vivo, nella sede dell’attività, vengono fuori esperienze bellissime, uniche, che identificano il cliente differenziandolo da tutti gli altri. Quindi definiamo il percorso di comunicazione migliore per far emergere queste peculiarità, creiamo testi originali, stando anche attenti alla SEO (l’ottimizzazione dei motori di ricerca ndr) che serve per il posizionamento del cliente su Google».

Annalisa e Stefano realizzano un piano di comunicazione strategico ex novo, ma capita che aziende, già presenti on line, chiedano loro di intervenire perché non soddisfatte dal numero di visualizzazioni sul sito o da una pressoché mancante interazione con i potenziali clienti. «In questi casi, facendo un’attenta analisi dei loro strumenti di comunicazione, si scopre che hanno un sito molto datato, magari sviluppato dieci anni fa, non aggiornato e con testi del tutto inadeguati per garantire non solo l’attenzione dei clienti, ma anche una buona indicizzazione da parte di Google o dei motori di ricerca. Anche in questo caso interveniamo con una riscrittura dei testi e risolvendo le varie criticità tecniche sulle piattaforme».

È proprio una visione d’insieme a 360° nella strategia per comunicare il brand aziendale che si riscontrano, spesso, problemi considerati di poco conto, ma in realtà molto penalizzanti. Ci sono aziende che non badano a una corretta compilazione della scheda di Google My Business, altri che aprono pagine Facebook o su Instagram senza verificare la qualità dei post, delle foto, per non parlare dei testi pubblicati. Aziende che non hanno siti performanti, né adattabili a seconda del dispositivo con il quale si consultano (i design adattivi sono d’obbligo), ma anche attività che non guardano la “web reputation” ignorando del tutto le recensioni lasciate dagli utenti, anche quelle negative che potrebbero falcidiare la loro reputazione e, di conseguenza, il volume di affari realizzato.

«Suggeriamo sempre di rispondere ai commenti o alle recensioni, specie se negative, lasciate dagli utenti – sottolineano Stefano e Annalisa – Può capitare di ricevere recensioni non positive, ma occorre presidiare i canali di comunicazione e rispondere, con garbo. Quando si comunica on line bisogna saper gestire anche le critiche, in maniera trasparente. Facendolo si dimostra di essere professionali e la risposta può diventare un buon biglietto da visita. È necessario ricordare, infatti, che il pubblico è il miglior brand ambassador che ci sia: coinvolgerlo sui social è fondamentale e se una persona si trova bene con te parlerà bene della tua attività».

Va da sé che le piccole e medie imprese non possono essere su tutti i social (Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin, TikTok) con lo stesso risultato operando nello stesso modo. Ogni social network ha logiche e dinamiche diverse e richiede un approccio specifico nel modo di comunicare. «Attraverso l’intervista strategica che realizziamo a ogni cliente definiamo quale sia il social network più adatto alle sue esigenze – spiegano dalla H.AL web agency – Per il pubblico italiano funzionano bene Facebook e Instagram, oppure Linkedin anche se in questo caso è un social usato molto per il B2B (business-to-business). Facebook e Instagram vanno molto bene perché dietro hanno un’architettura efficace per pubblicare i post sponsorizzati così da permettere a tutti di promuoversi investendo cifre in maniera ottimale. TikTok è molto diverso perché per promuoversi bisogna spendere cifre abbastanza elevate e si rivolge a un target molto giovane».

Annalisa e Stefano raccontano che per pubblicare sui social non esistono frequenza e orari standard, ma di solito si consiglia di prevedere tre post alla settimana portando avanti un’idea chiara sull’argomento di cui si scrive. «Poi ci sono momenti dell’anno in cui il ritmo delle pubblicazioni può aumentare, ad esempio durante il Black Friday, sotto le feste, ma anche in occasione dell’anniversario di apertura dell’attività. Ecco perché è fondamentale, quando si gestisce la comunicazione on line, preparare un piano editoriale che copra almeno quattro mesi, definendo linee guida e argomenti in maniera precisa e accurata».

Tutto questo senza dimenticare l’analisi dei dati sia lato social, sia lato sito come i famosi analytics, che alla H.AL vengono raccolti, analizzati e spiegati ai clienti con report precisi e puntuali, adatti anche a chi non è pratico di questi argomenti. «Si tratta di un passaggio fondamentale quando si vuole comunicare in maniera seria e funzionale – aggiungono i due esperti della web agency astigiana – Noi siamo molto trasparenti in questo e condividiamo tutti i dati con i clienti mostrandolo loro le grafiche e le piattaforme dalle quali li estrapoliamo».

Ci sono aziende che vogliono essere sul web per raccontarsi, altre per vendere un prodotto specifico, altre ancora con un obiettivo che potrebbe essere quello di far crescere il numero dei follower nelle rispettive community. Certo l’e-commerce è stato, soprattutto negli ultimi due anni, un mantra spinto dalla crescita delle vendite on line durante la pandemia. «Aprire un e-commerce è un passo importante, – raccontano Annalisa e Stefano – ma attenzione a farlo se non si è strutturati in maniera adeguata. Non si apre un e-commerce se non si ha già una buona presenza on line e magari senza disporre di un adeguato budget per farsi pubblicità. Per molte attività a carattere locale noi suggeriamo una via di mezzo, ad esempio creare una landing page che permetta di vendere, magari determinati prodotti o servizi. Il web in questo caso va ad affiancare il canale di vendita tradizionale, non a sostituirlo. Il web non dev’essere considerato una sorta di scorciatoia per arricchirsi facilmente ed è impensabile, per le piccole o medie imprese, credere di fare concorrenza a colossi come Amazon. Invece bisogna saper adoperare, a proprio vantaggio, queste piattaforme».

Ma tutto passa sempre dal modo con cui un’azienda si racconta, come comunica il proprio brand e le proprie peculiarità. Raccontarsi on line, farlo bene, accreditarsi come aziende affidabili e attente al cliente sono passi imprescindibili per essere vincenti sul digitale. Farsi affiancare da H.AL di Asti significa percorrere una strada insieme ad un team che offre tutti gli strumenti necessari a farlo con serietà, competenza ed entusiasmo.

H.AL Web Agency può essere contattata consultando il sito https://www.halproductions.com, la pagina Facebook @H.ALProductions, via mail all’indirizzo Info@halproductions.com o al numero di telefono 351.613.1338.

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