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Sport

Asti-Derthona, la sfida storica
Tutte le verità di Paolo Gherlone

E' il fine settimana dello storico derby piemontese. Sabato, nell'anticipo del Censin Bosia, galletti e leoncelli si sfidano alle 14,30 in un match determinante. Un punto nelle ultime tre gare

E' il fine settimana dello storico derby piemontese. Sabato, nell'anticipo del Censin Bosia, galletti e leoncelli si sfidano alle 14,30 in un match determinante. Un punto nelle ultime tre gare per i biancorossi: «Il mio auspicio è che possa essere una bella partita, Asti e Derthona rappresentano la storia del calcio dilettantistico piemontese e meriterebbero palcoscenici ben più importanti», il commento a riguardo del doppio ex Alessandro Baistrocchi, direttore generale dei galletti per due stagioni consecutive. Tempo di riflessioni in casa biancorossa (è intanto ufficiale l'ingresso del team manager Andrea Cordaro), con la parola al patron Pier Paolo Gherlone.

Pier Paolo, facciamo una valutazione sul cammino sin qui svolto dal tuo Asti?.
«Il bilancio non è negativo. Siamo partiti molto bene e forse ci siamo un po' illusi, nelle ultime gare, invece, la squadra è calata e non possiamo certo ritenerci soddisfatti per le prove offerte. Ho notato nei ragazzi poco mordente, un pizzico di rilassatezza, e tutta la dirigenza si attende una reazione importante nel prossimo match».

C'è una spiegazione a questo periodo di crisi?
«Abbiamo affrontato Sestri Levante e Sporting Bellinzago, due formazioni di vertice, e perdere con loro ci può stare. In particolare, domenica scorsa abbiamo anche costruito buon gioco, pur non trovando opportunità nitide da gol. Col Sancolombano, invece, abbiamo sbagliato partita. Non parlo mai di singoli ma permettetemi di dire che a noi pesa come un macigno l'assenza di Lo Bosco, non solo per i gol che fa, ma per l'aiuto che da ai compagni e il supporto che garantisce a Vicentin».

Tre anni di collaborazione con mister Ascoli, un dualismo che funziona, diciamo, bene?
«Eccome, Nicola ed Enrico (Pasquali, ndr) non sono assolutamente in discussione. Abbiamo grande stima per lo staff tecnico e per il lavoro che sta svolgendo, l'Asti proseguirà certamente a lungo con Ascoli al timone».

Per un dualismo che procede a gonfie vele, uno che potrebbe aver causato un addio eccellente. Quanto credi pesi la presenza di Franco Ricci come ds sulla scelta di Lillo Di Franco di dimettersi?
«Franco Ricci è un ottimo uomo di calcio, che è arrivato all'Asti per dare un contributo importante. Lui e Di Franco sono elementi preziosi per questa società, un binomio e non un dualismo, credo che Lillo sia deciso a lasciare per motivi di lavoro, è reduce da tanti anni intensi di calcio e forse ha bisogno di tirare un po' il fiato. Su Di Franco mi sento in dovere di aggiungere che è un caro amico, e gli sarò sempre grato per il supporto che ha dato ai galletti in uno dei momenti più difficili della loro storia, l'anno passato. In ogni caso non ho ricevuto da lui alcun foglio di dimissioni e mi auguro possa restare in questa "famiglia". Ne sapremo di più dopo il CDA del 17 novembre».

Viriamo ora sul nuovo ds. Con dicembre alle porte, che cosa hai chiesto a Ricci e ad Ascoli a livello di operazioni di mercato?
«Come ben sai non sono abituato a occuparmi dell'aspetto tecnico, Franco è molto più in gamba di me nelle operazioni di mercato. L'unico acquisto che chiesi a Di Franco in estate fu quello di Anderson, e mi ha accontentato. Per dicembre non ci saranno certo rivoluzioni, il budget rimarrà inalterato e la mia sola richiesta è stata quella di inserire in organico un centrocampista di qualità, come erano Pirrotta e Lewandowski l'anno passato. Senza nulla togliere a Merito e Campanaro, elementi importanti e di grande quantità, a noi serve un innesto in più in quel settore e lo faremo».

In società, in attesa di sapere se Di Franco si dimetterà, potrebbe però arrivare qualche volto nuovo. In città si mormora dell'ingresso di un personaggio famoso?.
«Facciamo chiarezza. Ho sempre sottolineato la mia totale apertura all'ingresso di qualche personaggio utile a supportarmi nella gestione del club, e potrebbe esserci a breve l'inserimento di alcuni imprenditori legati a Davide Alloi, già presente in società. Sul personaggio famoso posso solo dire che entro una quindicina di giorni potremmo definire una collaborazione con un ex calciatore, il cui nome però è top secret, con cui vorremmo instaurare un progetto ambizioso di scuola calcio. Sarebbe una gran bella cosa per Asti».

Ultima domanda, forse scomoda, ma necessaria. Tra le tanti voci emerse nell'Astigiano nelle ultime settimane c'è anche quella che parla di problematiche legate alla fidejussione di iscrizione al campionato della squadra. Che cosa commenti in merito?
«Noi ci siamo iscritti regolarmente con il deposito cauzionale (soldi versati, ndr) di 31000 euro. Abbiamo chiesto a un broker di Torino di fornirci una fidejussione per sbloccare quelle somme e averle indietro. Dalla Lnd abbiamo saputo che la bozza di fidejussione che avevamo inviato non era regolare e l'abbiamo pertanto ritirata. Ora ci riserviamo di fare approfondimenti e azioni come eventuale parte lesa».

Davide Chicarella

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