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Bruno Scavino: le verità su Città di Asti e Canelli

Il presidente racconta le scelte estive e traccia il futuro del suo sodalizio

Bruno Scavino: le verità su Città di Asti e Canelli

La conclusione dell’avventura al Città di Asti di calcio a 5, un nuovo mister per affrontare con intatta ambizione il campionato di Eccellenza con il suo Canelli SDS: senza dubbio le ultime settimane sono state decisamente intense per Bruno Scavino, patron degli spumantieri, da anni investitore e mecenate dello sport astigiano. E’ tempo, in attesa di conoscere le date ufficiali dell’avvio della prossima stagione, di tirare somme e valutare scelte assieme al massimo dirigente, in attesa del responso supremo del terreno di gioco.

Presidente, partiamo dalla scelta del Città di Asti di non iscriversi in A2…

«Inizio con il sottolineare a chiare lettere che non si tratta di un fallimento, ma semplicemente di una scelta, di variazione di obiettivi. Sono entrato nel club con la voglia di portarlo in Serie A e, raggiunta l’A2 il mio traguardo prefissato era quello di raggiungere una fusione con l’Orange Futsal, che non si è concretizzato nell’estate del 2019. Mancando questo accordo sono venuti meno requisiti a mio avviso fondamentali, come la presenza di un florido settore giovanile, come i nero-arancio hanno, e di conseguenza anche gli scenari sono diventati diversi rispetto a quello che era il mio target».

Che bilancio fa delle stagioni nel futsal?

«Un bilancio positivo, anche se profondamente dispendioso a livello economico. Se non hai giovani da lanciare in prima squadra, astigiani doc su cui lavorare per poterli poi promuovere nelle categorie importanti, sei costretto a investire pesantemente su atleti stranieri. Conclusa questa esperienza arriveranno a breve nuovi progetti legati al settore del futsal, ma preferisco non parlarne ancora».

Spostiamoci al calcio: come è nata la scelta di Gardano quale mister del Canelli SDS?

«Il direttore tecnico Priamo lo stima da tempo, quest’anno i tempi sono divenuti maturi. Sono rimasto coinvolto dal suo entusiasmo e dalla sua voglia di mettersi in gioco sulla piazza di Canelli, con grande coraggio. E’ un tecnico professionista».

L’impressione è che Gardano sia destinato a un ruolo ampio, compreso quello di coordinatore del settore under, un obiettivo complesso, visto che sembra siate destinati a separare il settore giovanile del Canelli e quello del San Domenico…

«L’idea è quella di fare allenare gli astigiani ad Asti e i canellesi a Canelli, per favorire logistica e spostamenti e non creare difficoltà alle famiglie. Gardano starà molto sul campo, seguirà il settore under gialloverde mentre per quello azzurri stiamo valutando delle situazioni per farlo seguire nel migliore dei modi. La prima squadra si allenerà a Quarto nel pomeriggio».

Intervista completa sull’edizione di martedì 16 giugno, disponibile anche in digitale

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