Nino_Marco_Orange
Sport
Calcio a 5

Caccialupi: “Orange pronti a lottare al vertice”

“La nostra volontà principale è stata quella di non stravolgere il roster ma completarlo con innesti mirati”

Il percorso sportivo è caratterizzato da cicli, che possono essere positivi, complessi, ricchi di traguardi prestigiosi ma anche di difficoltà. Quello dell’Orange Futsal Asti è da sempre accompagnato da ambizione e progettualità, e ha portato allo splendido traguardo dello scudetto 2016. Un punto di arrivo, e di ripartenza, dalla Serie D con la prima squadra, mantenendo quali capisaldi fondamentali lo splendido bacino giovanile, che ha sempre portato con sè risultati prestigiosi in ambìto nazionale, uno staff tecnico di elevata professionalità, e un nucleo societario competente. Tra le figure che hanno vissuto ogni singola sfumatura del club locale c’è sicuramente Marco Caccialupi, direttore generale di un sodalizio che, dopo un percorso a tappe fino alla Serie B, agli albori del campionato 2021-2022 dà la sensazione di essere pronto per tornare ad agguantare la Serie A2.
Marco, dopo una campagna acquisti come la vostra certamente non vi nascondete: siete pronti a lottare al vertice…
«Senza dubbio abbiamo allestito un roster di grande qualità, confermando coach Patanè e il suo staff. Il nostro obiettivo è lottare nelle zone alte e siamo convinti di poterlo fare. Sono arrivati atleti importanti ma il primo grande successo è stato confermare quasi tutta la rosa della passata stagione, in particolare giovani, come Rivella e Scavino, classe 2001 e 2002, che hanno ricevuto attestati di stima da club blasonati».
Un ingresso importante nella compagine societaria è stato sicuramente quello di Bruno Scavino e del “main sponsor” Brumar…
«Bruno è un imprenditore di grande rilevanza e un uomo di sport a 360 gradi. Sono anni che abbiamo aperto un dialogo collaborativo, il suo e il nostro obiettivo era quello di portare una squadra di calcio a 5 marcatamente astigiana nelle categorie nazionali. Per arrivare a quel traguardo serve però pazienza e lavoro. Alcune stagioni fa si è palesata la possibilità di una sorta di “fusione” tra l’Orange e il Città di Asti ma i tempi non erano maturi e i nostri under necessitavano di accumulare ancora esperienza. Oggi Bruno è entrato a far parte del nostro team, al fianco del patron Giovannone e del presidente Pascolati, per portare avanti l’obiettivo che inseguiamo da alcuni anni».
Ci descrivi i quattro volti nuovi della prima squadra?
«La nostra volontà principale è stata quella di non stravolgere il roster ma completarlo con innesti mirati. Terminata la stagione ci siamo confrontati con tutti i ragazzi e abbiamo cercato di colmare i “vuoti di sceneggiatura” e risolvere le piccole-grandi problematiche che si erano palesate durante la passata stagione, poi abbiamo lavorato sugli innesti. Il “toro” Torino è un gradito ritorno, un lottatore, Tropiano e Mendes portano in dote grande esperienza. Erik è un numero uno solido e di qualità, Rudy un brasiliano ormai marcatamente astigiano, uomo dal gol facile. Ibrahim Ghouati è un sogno realizzato: ho parlato prima delle Final Eight di Coppa Italia con l’L84 e sembrava davvero difficile riuscire ad acquistarlo. La volontà di “Ibra” di tornare in orange, rinunciando alla Serie A, ha fatto la differenza. Ha scelto con convinzione il progetto».
Sarà difficile gestire un roster così ricco?
«Per vincere serve qualità, non bastano 5 titolari. Ognuno sa che per tagliare traguardi importanti è fondamentale il sacrificio».
Il futuro di Itria che sfumature avrà?
«A Francesco auguro ogni bene, è un calcettista di grande abilità e può puntare alla Serie A. Abbiamo provato con ogni mezzo a far funzionale il nostro matrimonio sportivo, è mancata la giusta empatia. Non so dove giocherà, ma sono certo che in Serie B possa fare la differenza».

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo