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Il titolo italiano Under 16 di Gemma Molino

La giovane atleta di origine astigiana racconta il successo con l’In Volley Piemonte

Coriandoli tricolore dal soffitto del PalaEur di Roma. In campo, giovani sorridenti gridano la loro gioia per aver vinto le Finali Nazionali under 16 di pallavolo femminile. Si avvolgono nelle bandiere, si stringono in abbracci, cercano di far durare il più a lungo possibile quegli attimi di felicità.

Sono immagini di domenica 5 giugno, quando la In Volley Piemonte di Cambiano, società torinese pluripremiata, ha conquistato il quinto titolo italiano della sua storia. Tra le campionesse d’Italia, Gemma Molino ha giocato come centrale. Vive a Poirino, ha origini astigiane da parte di mamma.

Come hai festeggiato lo scudetto?

È stata una grande emozione, vincere è sempre bellissimo. C’era però anche un velo di malinconia: sappiamo già che l’anno prossimo non giocheremo più tutte insieme. Siamo un po’ dispiaciute per questo.

Tu e le tue compagne avevate già vinto il titolo under 15 un anno fa, come confronteresti queste due vittorie?

Sono state diverse, anche per il modo in cui abbiamo giocato. Abbiamo cambiato allenatore, siamo cresciute. L’anno scorso abbiamo puntato molto sul gioco d’attacco, ad esempio sulle sovrapposizioni per mandare fuori tempo la difesa avversaria. Quest’anno siamo migliorate moltissimo in ricezione. In attacco abbiamo lavorato tanto su come sfruttare a nostro vantaggio le mani del muro.

C’è una squadra che più di altre trovi che vi abbia messo in difficoltà?

Credo l’Imoco Volley di Conegliano, che abbiamo battuto 3-1 in semifinale. Ci avevano studiato, hanno preparato molto bene la partita. Ci è voluta anche un po’ di fortuna per batterle.

Ti piace giocare centrale? Nel fare il tuo ruolo che cosa ti dà più soddisfazione?

Credo di essere una delle centrali più basse in circolazione. Ho meno fisico, per questo cerco di giocare veloce e di muovermi più rapidamente delle mie avversarie. Murare un attacco mi dà particolare soddisfazione: far tornare la palla sotto i piedi all’attaccante è davvero il massimo.

Che cosa pensi dei tuoi prossimi anni da giocatrice?

Mi piacerebbe proseguire almeno fino alla fine delle giovanili. Quest’anno con le under 18 siamo già arrivate settime ai Nazionali di Verona. Abbiamo fatto anche il campionato di B2: siamo retrocesse, ma non siamo arrivate ultime. Qualche punto lo abbiamo strappato.

C’è un momento di questo scudetto che pensi ricorderai più a lungo?

Due: noi tutte in cerchio a cantare “I campioni dell’Italia siamo noi” e quando ho stretto in mano la coppa.

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