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Tamburello a muro

Il Vignale trionfa al termine di una finale epica

Il conteggio dei “quindici” nei giochi di prolungamento ha condannato il Calliano

Mai come in occasione della finale disputata domenica a Grazzano entrambe le contendenti avrebbero meritato di festeggiare. Vignale e Calliano hanno dato fondo ad ogni energia in loro possesso in una battaglia interminabile, risolta soltanto dal conteggio del numero dei “quindici” nei giochi di prolungamento. Ed è stato il Vignale a prevalere per 13 a 9, dopo che i canonici dodici trampolini si erano chiusi sul 18 pari.

Equilibrio confermato pure nei giochi di prolungamento (3 a 3). Il Vignale ha così bissato il trionfo ottenuto l’anno passato, quando nell’ultimo atto della competizione ebbe ragione in maniera netta del Montechiaro sconfiggendolo per 19 a 4. La formazione alessandrina, guidata in panchina da Morrone e Francia, ha raddrizzato domenica nella seconda parte del confronto una situazione che si era fatta ingarbugliatissima, in quanto il Calliano, autore di una prestazione formidabile, aveva allungato con decisione ipotecando la conquista del titolo tricolore.

In Piazza Cotti le squadre sono scese in campo negli assetti previsti: Vignale con Maschio, Luca Tibaldero, Valle, Davide Tibaldero e Monzeglio; replica del team allenato da De Luca e Berruti con Bertone, Pavia, Arrobio, Musso e Prai.
Al cospetto di un pubblico foltissimo, con rumorose e nutrite rappresentanze di entrambe le tifoserie, il Vignale faceva suo il primo trampolino (2 a 1), ma era costretto poi a dare strada ad un motivatissimo Calliano, che prendeva in mano il pallino del gioco (parziali 5-4, 8-7). Con cuore Samuel Valle e compagni restavano in partita, sorretti da un immenso Luca Tibaldero (12 a 9 il risultato), ma nei trampolini successivi le splendide giocate di Bertone e Pavia davano la possibilità al Calliano di accumulare un margine di vantaggio considerevole: 16 a 10.

Se un appunto si può rivolgere alla squadra di De Luca e Berruti questo riguarda la non adeguata gestione della gara una volta ipotecato il successo. La fretta di chiudere alcuni “quindici” non finalizzati in maniera ottimale dalla linea avanzata rinvigoriva il Vignale, che poteva contare in questo delicato frangente sulla regolarità di Simone Maschio, baluardo di fondocampo. I campioni in carica non solo riagguantavano i rivali a quota 17, ma addirittura li superavano arrivando per primi a 18. Pavia e compagni forzavano i tempi e si giocavano allora il tutto per tutto, portando gli avversari ai trampolini supplementari.

Il Calliano partiva meglio ma la spia della riserva tornava ad accendersi e sul 2 a 2 lo spunto vignalese sanciva in pratica la fine del confronto. Avanti a 3 a 2 la squadra di Francia e Morrone poteva cedere ai rivali l’ultimo punto, quello del 3 a 3, avendo già conteggiato il favorevole computo dei “quindici” nei giochi di prolungamento. Poteva esplodere la festa dei tifosi vignalesi ancor prima che l’arbitro Guelfo ufficializzasse il trionfo, dopo aver provveduto al necessario controllo numerico. Sesto titolo nella storia per il Vignale, rammarico e disperazione nelle file callianesi per il traguardo accarezzato ma perduto al colpo di reni.
Oltre quattro ore la durata del confronto: il tamburello a muro ha fornito domenica a Grazzano l’ennesima dimostrazione di fascino, coinvolgimento e spettacolarità. Complimenti al Vignale, al Calliano l’onore delle armi.

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