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Matteo Paro, dal centrocampo della Juve alla favola Hellas Verona

«Questo è un campionato imprevedibile, ci sono tre squadre che possono vincere il tricolore ma la Juventus parte favorita, per organico ed esperienza. In Champions League è diverso. Non si possono fare previsioni»

La storia sportiva di Matteo Paro merita di essere raccontata nei dettagli. Una carriera caratterizzata da gioie e delusioni, stop inattesi, infortuni e grandi ritorni. «Non giudicatemi per i miei successi, ma per quante volte sono caduto e poi riuscito a rialzarmi». Citando Nelson Mandela possiamo brevemente fare cenno a quello che è il percorso dell’ex calciatore astigiano, capace di ritrovare, e ritrovarsi, costantemente, in barba alla mala sorte. Prima da atleta, poi da tecnico, il comun denominatore del suo percorso è, e sarà sempre, l’amore per il pallone. Attuale vice di Ivan Juric al Verona, in Serie A, ha consolidato con il tecnico un legame profondo di stima reciproca, grazie anche all’amicizia instaurata sui campi e proseguita successivamente, da Mantova a Genova, sponda rossoblu. Poche settimane fa il suo Hellas si è tolto lo sfizio di superare la Juventus, squadra in cui Matteo è cresciuto calcisticamente dopo aver mosso i primi passi all’Asti.

Matteo, un’avventura, quella al Verona, che sta andando alla grande. Che sensazione si prova a battere una corazzata come la Juventus?

«Il successo contro la Juve è stato uno dei momenti più importanti della nostra stagione, i bianconeri sono squadra con valori tecnici, tattici e motivazionali unici. Per batterli devi disputare la gara perfetta e sperare che loro concedano qualcosa. Siamo arrivati alla sfida stanchi dopo il recupero contro la Lazio, eppure i ragazzi hanno tirato fuori tutta l’energia che avevano in corpo. Non possiamo far altro se non complimentarci con loro».

Che effetto fa trovarsi di fronte un big come Cristiano Ronaldo?

«Un campione straordinario, per talento e determinazione. La sua voglia di vincere è un esempio, i numeri poi parlano chiaro per lui. Avere CR7 in squadra significa partire sempre in vantaggio 1-0».

Una Juve che sta faticando più del previsto: la vedi favorita nella lotta scudetto e per la Champions?

«Questo è un campionato imprevedibile, ci sono tre squadre che possono vincere il tricolore ma la Juventus parte favorita, per organico ed esperienza. In Champions League è diverso, certamente fa parte delle 4-5 big, ma su sfide secche di andata e ritorno conteranno lo stato di forma del momento, gli infortuni e gli episodi. Non si possono fare previsioni».

Davide Chicarella

Articolo completo sull’edizione di martedì 3 marzo 2020 de “La Nuova Provincia”

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