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Palio, cinque i trionfi festeggiati dal Rione San Paolo

Storia Paliesca: dall’anno della ripresa vittorie oro-rosso nel 1975, 1978, 1979, 1993 e 2015

 

 

A poter vantare la conquista di cinque Drappi del nostro Palio, uno in meno del primatista Borgo San Lazzaro, sono tre Comitati, due dei quali cittadini e uno fuori le mura: Santa Maria Nuova, San Paolo e Moncalvo. Dopo aver raccontato sull’edizione dello scorso 1° settembre la storia paliesca (partecipazioni e risultati) del Borgo rosazzurro, riviviamo il percorso compiuto in seno alla manifestazione dal Rione San Paolo, di cui è oggi Rettore Giorgia Mancone.

Primi anni in sordina

Dall’anno della rinascita dell’evento, 1967, i giallorossi, oggi “oro-rosso”, sono sempre stati presenti al canapo. Nei primi anni con scarsa fortuna, poiché dal 1967 al 1972, ossia nei sei anni di rettorato di Giuseppe “Pippi” Graziano, San Paolo non riuscì mai ad accedere alla finale. Quasi per una sorta di maledizione che sembrava aleggiare sul Rione. Emblematica in proposito la clamorosa decisione, datata 1970, del mossiere romano Alberto Castellani di dare per buona la partenza della prima batteria dopo averla in un primo tempo invalidata suonando la campanella: Antonio Pigliaru, quell’anno fantino di San Paolo, non partì alla caduta del canapo attendendo che i gli altri concorrenti completassero il giro per poi riallinearsi. Ma, come detto, Castellani si rimangiò la decisione, i cavalli non vennero fermati e per “Pippi” Graziano ed i suoi la beffa e la rabbia furono atroci.

Cavanna interrompe il digiuno e… s’inginocchia per ringraziare

Nel 1973 le redini del Comitato passarono nelle mani di Giuseppe Cavanna, figura memorabile non solo in casa “sanpaolina” ma nell’intero panorama paliesco. Debutto con finale e quarto posto con Alfredo Perraro su Santanin (Anin). In piazza 30 mila spettatori. Eliminazione in batteria l’anno successivo, ma formidabile riscatto nel 1975, quando l’Angelo Biondo Renato Magari sul suo Capriccio castigò i favoriti Tanaro e Torretta con una partenza al fulmicotone. La sua fu una galoppata verso la storia, così come storiche furono le lacrime di Cavanna a celebrare la prima vittoria di San Paolo nella storia della manifestazione.

Con Magnone la seconda vittoria

Il 1976 fece segnare l’esordio da Rettore di Secondo Magnone, che restò in carica un triennio. Dopo due partecipazioni senza finale arrivò il botto. Anno 1978, San Paolo ingaggiò Sergio Ruiu, il Professore, affidandogli un purosangue eccellente, Nobel, scovato da Gigi Ghione. Tra due litiganti – come recita il proverbio – è sempre il terzo a godere. Costigliole (Spiga) e San Secondo (Garbarino) si scambiarono “carezze” per due giri e Ruiu fu bravissimo ad approfittarne, superando Costigliole nel terzo e ultimo giro. Si deve pertanto a Secondo Magnone la conquista del secondo Drappo “sanpaolino”. L’appetito vien mangiando: Magnone passò il testimone al giovanissimo Silvano Ghia, che fece subito centro. L’accoppiata Ruiu-Nobel venne confermata. Questa volta però Ruiu non adottò una tattica attendistica ma si fiondò subito al comando e salutò la concorrenza. La lotta riguardò unicamente la piazza d’onore.

L’emozione di un giovanissimo Ghia

Nelle foto dell’epoca un emozionatissimo Silvano Ghia stringe il Drappo di Ciuccetti appena conquistato, il terzo nella storia del Rione. A seguire ecco un anno di rettorato (1980) di Elio Arleri, con finale sfumata di pochissimo. Arriva poi il triennio di Dina Zappa Dellapiana. Due eliminazioni in batteria e una finale, nel 1983, con Mario Testa su Peyton Place. Partenza da dimenticare e rimonta impossibile: risultato solamente una salatissima “acciuga”. Ritorna Silvano Ghia per tre anni, ma stavolta non gli dice bene con Michele Ascolese (2 volte) e con Mario Vigni. Toccherà poi ad Elio Arleri riprovarci nei due anni a seguire. Nel 1987 Mario Vigni conquisterà l’acciuga, mentre nel 1988, primo anno del Palio in Piazza Alfieri, Vigni non si qualificherà per la finale. E un altro Arleri, Enzo, nel 1989 con un altro Vigni, il più famoso Silvano, supererà la batteria ma non andrà oltre l’ultimo posto in finale.

Il poker arriva con Briola

E siamo ad un ulteriore triennio di Ghia, che ingaggia nell’ordine Aceto, Trecciolino e “Il Pesse”, il meglio del meglio nel panorama delle monte. Risultato: manco una finale. Beppino Pes trova però conferma nel 1993, quando a Ghia subentra Beppe Briola. Esordio al fulmicotone del nuovo Rettore: “Il Pesse” supera in rimonta Casu (Moncalvo) e Mureddu (Torretta), respinge l’attacco di Bandini (Canelli) che gli arriva davvero vicino e trionfa. Il Drappo dipinto da Piero Ruggeri, “griffato” Briola (Rettore dal ‘93 al ‘95), è il quarto conquistato da San Paolo dall’anno della ripresa. E’ poi Raffaele Castria Faletti ad occupare la massima carica del Rione dal ‘96 al ‘98. Primo anno da dimenticare, poi un secondo posto con il solito Pes su Blue Baker, dopo un’aspra lotta con Castell’Alfero, e infine un quinto posto sempre con “Il Pesse” su Press Call. Finale mancata nel 1999, Rettore Gian Mario Gerbo, così come nel Giubileo del 2000, con un altro Gerbo, Giorgio, nelle vesti di Rettore.

Sogno accarezzato….

Il Palio ordinario del 2000 vedrà invece il Rione oro-rosso accarezzare il sogno del quinto Drappo con l’accoppiata Claudio Bandini-Pierino, seconda sul palo alle spalle di Santa Maria Nuova. Passaggio di consegne tra i due Gerbo: Gian Mario subentra a Giorgio nel 2001 senza però approdare alla finale. Obiettivo centrato invece nel 2002 (quarto posto con Massimo Coghe) da Ghia, che rientra per restare in sella fino al 2004. Amarissima la beffa del 2003: Coghe e Millennium Bug, favoritissimi, non possono disputare la finale per un infortunio occorso al cavallo nella fasi della mossa. Sarà Andrea Mari nel 2005 il fantino scelto da Gian Mario Gerbo. Superata la batteria “Brio” chiuderà al sesto posto in finale montando Lord Nelson. Per Gerbo, che resterà in carica fino al 2007, arriverà anche il terzo posto nel suo ultimo anno di rettorato con Martin Ballesteros.

Il quinto successo: per Silvano è il bis personale

Dal 2008 al 2011 quadriennio da Rettore per un motivatissimo Silvano Ghia, che sarà terzo nel primo anno del suo nuovo mandato con Andrea Mari e nono (“acciuga”) nel 2011 grazie a Federico Ghiani. Due Rettori a San Paolo nel 2012: inizia l’annata Egidio Fonsati, la chiude Gian Mario Gerbo. Niente finale. L’iconico ed inossidabile Ghia ritrova il bastone del comando nel 2013, ingaggia Pusceddu e con una programmazione oculata, dopo aver accarezzato il Drappo nel 2014 (secondo posto) lo fa suo l’anno a venire grazie a “Bighino” e al formidabile Genarmoly. Secondo successo personale per Ghia a distanza di 36 anni dal precedente e quinto nella storia del Rione dal 1967 ad oggi.

Le edizioni più recenti

Nel 2016 e nel 2017 il Rettore Giovanni Schillaci con fantini Carboni e Coghe junior non andrà in finale. Traguardo non centrato neppure nel 2018 dal binomio Alessandro Franco-Silvano Ghia, fantino Enrico Bruschelli, e nel 2019 dalla debuttante Giorgia Mancone, con l’astigiano Federico Arri reduce dalla vittoria dell’anno precedente per Moncalvo a difendere i colori “sanpaolini”.

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