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Sport

Tamburello, Grazzano campione
Montechiaro cede dopo tre ore

Quattro ore scarse. Tanto è durata la generosa resistenza del Montechiaro nel match che ha assegnato il titolo 2014 nel "muro". Il Grazzano ha centrato una formidabile tripletta, disputando

Quattro ore scarse. Tanto è durata la generosa resistenza del Montechiaro nel match che ha assegnato il titolo 2014 nel "muro". Il Grazzano ha centrato una formidabile tripletta, disputando forse non la migliore delle sue partite soprattutto sotto l'aspetto della continuità ma mostrando una compattezza e una maturità tali da riuscire a superare in maniera brillante anche le situazioni più difficili (non troppe in verità) incontrate durante il match.

Pubblico delle grandi occasioni al "Porro" di Vignale. La fase di riscaldamento delle formazioni era accompagnata da un susseguirsi di schiarite e annuvolamenti del cielo. Poi, in perfetto orario, agli ordini dell'arbitro principale Macchia, coadiuvato da Raviola e Zola, le due contendenti scendevano in campo negli schieramenti annunciati: il Grazzano con Appiano, Fracchia, Biletta, Zitti e Monzeglio, d.t. Penna; il Montechiaro con Caggiano, Tirone, Redoglia, Cestari e La Pia, d.t. Morrone. L'avvio dei campioni in carica era veemente, al punto che il Montechiaro stentava terribilmente a trovare la misura nei colpi commettendo errori evitabili. Dopo due trampolini Fracchia e compagni conducevano per 5 a 1. Un perfetta chiusura incrociata del capitano grazzanese chiudeva il punto del 6 a 1, ma a questo punto nella compagine di Morrone tiravano fuori le unghie Tirone e Redoglia e la musica cambiava. I successivi cambi di campo venivano sui parziali di 6 a 3 e 7 a 5, col Montechiaro pienamente in partita.

Ed ecco il primo frangente in cui emergeva il carattere aleramico: inversione netta dell'inerzia del confronto, stop all'ascesa montechiarese e il punteggio, anziché 7 a 6, diventava 8 a 5 a favore della società presieduta da Redoglia che vinceva a zero il tredicesimo gioco. Il quaranta pari successivo era appannaggio del Grazzano (9 a 5) e si procedeva poi con un gioco per parte fin sul 12 a 8. Fracchia spronava i compagni a dare il colpo di grazia ai rivali e l'intenzione pareva concretizzarsi poiché con un parziale di 4 a 0 la squadra di Penna volava a quota 16.

Partita finita? Macchè! Il Montechiaro trovava energie nascoste chissà dove e ci metteva cuore e attributi, recuperando metà del divario: 16 a 12. Ma qui, nel momento topico della sfida, riecco resuscitare il Grazzano, col bravissimo Appiano sugli scudi: 17 a 12. Era il punto della svolta. Il Montechiaro tornava a meno quattro, 17 a 13, ma prima Biletta e poi Monzeglio rilanciavano: 18-13. L'ultimo a mollare nelle file montechiaresi era Cestari (18-14), ma subito dopo poteva esplodere l'esultanza della squadra e della tifoseria grazzanese: lo scudetto non cambiava padrone (terzo anno in fila). La festa poteva cominciare. Anzi, ricominciare!

Massimo Elia

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