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Viaggio nella “bolla” dell’Accademia del Monferrato Rugby

Coach Franchi ci racconta la giornata tipo dei venti ragazzi, tra studio e sport ai tempi del covid

Viaggio nella “bolla” dell’Accademia del Monferrato Rugby

Ai tempi del covid-19 abbiamo sperimentato, seguendo il basket NBA, la realtà della “bolla”, vista la scelta della federazione americana di disputare il rush conclusivo del campionato a Orlando, senza pubblico e ospitando gli atleti all’interno degli hotel del comprensorio di DisneyWorld. Accanto a noi, da alcune settimane, vivono nella “bolla” di Villa Badoglio i ragazzi dell’Accademia del Monferrato Rugby. Una ventina di giovani atleti, di età compresa tra il 2002 e il 2005 che frequentano istituti superiori. Vista la presenza della didattica a distanza e considerato il nuovo dpcm lo staff e i giovani “leoni” trascorrono tra palestra, studio e un po’ di svago le giornate all’interno dell’accademia. «Fanno parte del nostro progetto una ventina di ragazzi, che giocano nell’Under 16 e nell’Under 18 – racconta “Lupo” Franchi, coach della prima squadra del Monferrato – Provengono dalle zone del Monferrato ma anche da Genova, Piacenza, Recco e Aosta. Alcuni di loro studiano al liceo sportivo, altri all’agraria e al Monti, ovviamente da quando è stata istituita la didattica a distanza seguono le lezioni da Villa Badoglio, che abbiamo dotato di wi-fi, all’interno dell’aula studio». Un progetto, quello dell’Accademia, a 360°, che punta a valorizzare tanto le abilità sportive quanto quelle scolastiche: «I nostri tesserati hanno a disposizione quotidianamente dei tutor scolastici, perchè per noi il rendimento sotto il profilo dello studio è fondamentale – ammette Franchi – Per poter far parte dell’Accademia, infatti, è necessario avere e mantenere una buona media. Il concetto è che vogliamo sviluppare è quello di crescere uomini di valore, capaci di raggiungere i propri obiettivi. La vita dello sportivo è molto breve, e solo alcuni settori permettono poi di avere guadagni sufficienti per vivere in serenità dopo lo sport. Ci saranno ragazzi capaci di raggiungere la Serie A, altri la “B”, altri ancora avranno prospettive diverse, vogliamo però aiutarli a crescere con valori importanti». L’obiettivo è quello di avere un Monferrato che dia sbocco in prima squadra ai suoi talenti cresciuti in casa: «Il traguardo è quello, senza una visione utilitaristica del momento puntiamo a portare il nostro XV in Serie A attraverso un percorso che dia sbocco ai giovani atleti nella nostra prima squadra. Sarebbe un modo per dare continuità al programma».
La giornata degli atleti è intensa, sotto il profilo fisico e mentale: «Solitamente dopo la colazione i nostri ragazzi vengono portati a scuola con il bus. Ovviamente in questo periodo svolgono didattica a distanza. Il pomeriggio lo dedichiamo all’allenamento, che in questo periodo è solamente fisico e atletico grazie alla presenza di un preparatore e di una palestra nel quale i giovani possono tenersi in forma. C’è spazio durante la giornata per il relax, con videogame, ping pong, biliardino e quant’altro. In questi venti giorni, molto duri sotto il profilo psicologico, il gruppo non ha mai avuto screzi e sono convinto che questo periodo fortificherà il collettivo anche sotto l’aspetto delle prestazioni future in campo. L’allenamento sul terreno di gioco manca, è palese, ma attraverso queste esperienze sono sicuro che ci fortificheremo. La nostra speranza è quella di veder crescere uomini con obiettivi concreti nella vita e la giusta determinazione nel raggiungerli», chiosa il coach.

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