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Viaggio nella nuova “Cittadella dello Sport”

Il presidente del Monferrato Rugby ci racconta l’iter di trasformazione del LungoTanaro da monosportiva a polisportiva

Un progetto ambizioso, un’intuizione preziosa, per rendere il LungoTanaro epicentro di qualità per gli amanti dello sport. Sono iniziati da alcune settimane i lavori di miglioria della Cittadella del Rugby, e la palla ovale è il motore di una location che abbraccerà progressivamente molte attività ludico motorie. A racconarci la nascita di un restyling di qualità è chi, con intuito, ha colto al volo l’opportunità di veder nascere une vera e propria “Cittadella dello sport”, il presidente dell’Unione Monferrato Rugby Enzo Carafa.

Presidente, come nasce questa intuizione?
«Era l’autunno del 2018 e appresi del bando “Sport e Periferie”, che dava l’opportunità alle società più meritevoli di usufruire di supporto da parte dello Stato nelle opere di miglioria degli impianti. Nacque così il progetto con l’architetto Luca Ottaviani dello Studio GAP, per rendere la zona del LungoTanaro da monosportiva a polisportiva».

Possiamo dire che la vostra candidatura è stata “last second”?
«Eccome. Il 13 dicembre 2018 è stato approvato il bando, il 17 dicembre ricordo che feci Asti-Roma andata e ritorno, per consegnare il progetto a Palazzo Chigi. Nella primavera 2019 è stata resa nota la graduatoria, che ci vedeva al centesimo posto e di conseguenza meritevoli del contributo».
Un anno circa per completare l’iter burocratico e ora si può dire che siete partiti con i lavori…
«La burocrazia è sempre piuttosto complessa. Lo Junior Asti Rugby di Matteo Binello ha firmato la convenzione con la “Comunità delle Colline tra Langa e Monferrato” del presidente Carlo Mancuso, che figura da stazione appaltante per quel che riguarda la gestione del finanziamento per i lavori. Completato l’iter siamo potuti partire al LungoTanaro».

Un progetto, il vostro, decisamente impegnativo a livello economico…
«Il valore complessivo è di circa 735.000 euro. Il primo grazie lo dobbiamo all’Amministrazione Comunale che, attraverso gara pubblica, ci ha concesso l’utilizzo della struttura, in scadenza nel 2021, per altri quindici anni. Il budget è costituito dal supporto statale grazie al bando “Sport e Periferie” di circa 435.000, il resto è per metà a carico della nostra società e per l’altra metà garantito da sponsor. In questo senso è stato prezioso il supporto della Banca di Asti, la prima a credere nella nostra “visione”, e della ditta “CS Costruzioni”, impresa appaltatrice dei lavori selezionata tra 45 candidate, che ha deciso di contribuire anch’essa con un sostegno prezioso».

Possiamo stimare i tempi per completare la polisportiva?
«A progetto abbiamo un campo in sintetico per rugby (omologato IRB) e football americano, il rifacimento del manto in erba naturale del campo principale da rugby, un campo polivalente per tennis e calcio a 5 in erba sintetica, un campo da beach volley e beach tennis e uno da bocce. I lavori sono partiti a fine 2020 e speriamo di completare il campo in sintetico entro il mese di maggio».

La palla ovale resta al centro del progetto: sognate la Serie A?
«In questo periodo ci manca molto l’attività agonistica. Ovviamente lavoriamo per dare alla città un XV in Serie A, sappiamo che non sarà facile ma cercheremo di raggiungere la promozione. Andiamo anche orgogliosi della nostra Accademia, dove ospitiamo tanti giovani per studio e sport, che stanno crescendo bene. Ringrazio molto la Provincia che ci ha concesso Villa Badoglio, dove i nostri under hanno potuto trascorrere molte settimane di pandemia in una sorta di “bolla” sportiva».

Chi merita il grazie più grande per questo importante progetto andato in porto?
«Ringrazio tutti coloro i quali fanno parte di ciò, dallo studio tecnico, agli sponsor, ma un grazie speciale lo merita Matteo Binello, anima fondamentale della palla ovale astigiana».

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