Il cortile di Simone Artesi 2
Vino e Agricoltura
Confagricoltura

Azienda di Calliano tra i vincitori del premio “Coltiviamo agricoltura sociale”

A “Il Cortile di Simone Artesi” la borsa di studio e il riconoscimento in denaro per realizzare il progetto “Ceste di Rapa 2.0”

C’è anche un’azienda agricola di Calliano tra i vincitori del premio “Coltiviamo agricoltura sociale”, indetto da Confagricoltura e Onlus Senior – L’Età della Saggezza con Reale Foundation, giunto alla quinta edizione.
Ad aggiudicarsi l’assegno di 40mila euro ciascuna sono state tre aziende agricole delle province di Bolzano, Asti e Catanzaro che, oltre al premio in denaro, hanno ricevuto una borsa di studio per partecipare al Master di Agricoltura Sociale presso l’Università di Roma Tor Vergata (quella assegnata all’impresa astigiana sarà intitolata al Barone Romano Gianotti, già consigliere di Reale Mutua e revisore della federazione regionale agricoltori piemontesi di Confagricoltura).

Il progetto astigiano

Il progetto premiato, intitolato “Ceste di Rapa 2.0”, fa capo all’azienda agricola “Il Cortile di Simone Artesi” (in alto, una foto di repertorio) che, con la Cooperativa Esserci, la Ong DRC-Italia (Danish Refugee Council) e le associazioni Aladino e Aliante di Torino, offre un percorso esperienziale attraverso i laboratori vivaistici terapeutici, la pratica colturale biologica, la produzione orticola di Ceste di Rapa e la produzione floreale, fino ad arrivare alla vendita diretta. Il premio ne ha riconosciuto “l’impegno per l’integrazione e la realizzazione di buone pratiche ripetibili che valorizzano le diversità, guardando alla persona e non al target di fragilità di riferimento. Un circuito produttivo e di consumo, per creare una community stabile e interattiva sulla filiera del cibo”. L’obiettivo è quindi affinare un modello di distribuzione capillare, fondato sulla capacità dei servizi alla persona di essere risorsa per le proprie comunità di appartenenza, diventando loro stessi fautori di una filiera circolare, etica e sostenibile.
“Siamo entusiasti – commenta Simone Artesi, titolare dell’azienda premiata – di poter avviare il nostro progetto anche grazie a questi fondi. Insieme ai nostri partner crediamo fortemente che la ‘commistione intenzionale’ sia un ingrediente fondamentale per l’innovazione: non è sempre necessario saper creare qualcosa di nuovo, ma è invece fondamentale saper valorizzare e mettere a sistema le risorse. Dobbiamo essere tutti più coraggiosi e fantasiosi, predisponendo i contesti e creando le condizioni perché anche le persone più fragili possano entrare in gioco per essere protagonisti del cambiamento”.

Il premio

In questi anni il premio ha finanziato, con 670mila euro a fondo perduto, i progetti di 15 fattorie sociali che, secondo il regolamento del bando, hanno realizzato il loro programma entro l’anno. I piani presentati, dopo la votazione on-line del pubblico che ne ha selezionati 30, hanno passato il vaglio della giuria, che ne ha scelti tre. Tremila aziende agricole, 35mila addetti, 250 milioni di fatturato sono i numeri nazionali del settore delle fattorie sociali, diventato oggi un vero e proprio welfare verde che offre supporto, riabilitazione e reinserimento sociale alle persone più deboli e fragili.
Determinante per la diffusione sul territorio del premio la collaborazione, sin dalla prima edizione, della Rete Fattorie sociali. “La sinergia tra gli operatori, la Rete e l’Università Tor Vergata – sottolineano da Confagricoltura – ha consentito di raggiungere alti livelli di professionalità e competenza”.

I commenti

“Siamo stati antesignani ancora una volta”, commenta Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. “Prima di altri abbiamo capito che l’innovazione, per noi fondamentale in tutte le sue declinazioni, passa anche da questo nuovo modello di assistenza, di offerta di servizi sociali per la salute, il benessere e il reinserimento. Abbiamo risposto in questo modo alle necessità della società, addirittura prevedendone i cambiamenti”.
D’accordo il presidente di Asti Agricoltura, Gabriele Baldi, con il direttore, Mariagrazia Baravalle, che affermano: “Siamo orgogliosi che una delle aziende premiate sia proprio della provincia di Asti. Peraltro grazie ad un’iniziativa molto interessante che crea opportunità, rimette al centro l’individuo e sviluppa occupazione senza perdere di vista il prodotto di qualità e la commercializzazione”.
Per Angelo Santori, segretario generale della Onlus Senior – L’Età della Saggezza, “sostenere economicamente le migliori proposte nel campo dell’agricoltura sociale vuol dire arricchire i prodotti e i servizi offerti dall’agricoltura di ulteriori e importanti valori. Valori che vanno dalla difesa della salute al miglioramento della qualità della vita, dalla creazione di beni comuni al mantenimento di un tessuto sociale vitale nelle aree interne del Paese meno servite”.

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