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Attualità

Castello di Frinco: due famiglie ancora “sfollate”

Nessuna soluzione all’orizzonte per il ripristino della sicurezza della parte di castello di Frinco crollata sulle abitazioni sottostanti

Nessuna soluzione all’orizzonte per il ripristino della sicurezza della parte di castello di Frinco crollata sulle abitazioni sottostanti.

A tre anni e mezzo dall’ordinanza di sgombero di due case e chiusura di strada e di chiesa parrocchiale, a poco più di tre anni dal crollo più grave che si è portato dietro un intero avancorpo settecentesco del maniero, a quattro mesi dalla relazione che il Gruppo di Protezione Civile dell’Ordine degli Ingegneri di Asti ha stilato dopo un sopralluogo volontario e inviato al sindaco del paese, nulla è cambiato.

La ferita sulla facciata sud del castello è lì a ricordare la precarietà di quella situazione e l’impossibilità (o la non volontà) di porvi rimedio. Tanti gli attori in campo.

Da una parte la proprietà, privata, del castello, passato di mano dai Pica Alfieri alla società Daupher poi fallita e ora in capo ad un antiquario toscano, Gianfranco Fungardi. Ogni nuovo proprietario ha fatto qualche parziale lavoro di messa in sicurezza del castello, ma mai un sistematico intervento per scongiurare altri crolli. L’ultimo proprietario, Fungardi, appena preso in carico il grande maniero, ha costruito un muro di cemento per sostituire quello crollato nel febbraio di tre anni fa, ma è crollato due settimane dopo aggiungendo nuove macerie a quelle già “ataviche” finite contro due case e la strada che porta alla parrocchia. Da allora non ha più fatto lavori sufficienti da poter decretare lo scampato pericolo e da convincere i Vigili del Fuoco di Asti a revocare lo stato di pericolosità di quel versante. Si è parlato, nei mesi scorsi, di un potenziale acquirente interessato ad acquistare il maniero da Fungardi, ma la vendita non si è mai concretizzata.

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Daniela Peira

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