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“Questo non è amore” contro la violenza sulle donne

Nella giornata di San Valentino, alla Questura di Asti, la campagna informativa per combattere la violenza di genere

“Questo non è amore”

“Questo non è amore” con la polizia, nella giornata di San Valentino, contro la violenza sulle donne.

Sono state 149 le donne uccise in Italia nel 2017. Più di due ogni due due giorni. Un fenomeno, quello del femminicidio, che non si arresta e contro il quale una parte della società continua a combattere attraverso campagne di sensibilizzazione e iniziative concreto di aiuto alle donne vittime di violenza.

Contro la violenza di genere si esprime attraverso iniziative in tutte le province italiane, accanto al lavoro quotidiano svolto dagli operatori in difesa delle donne, la Polizia di Stato, che promuove una speciale campagna informativa nel giorno di San Valentino.

“Se ti fa del male fisico, se ti intimidisce, se ti ricatta, se danneggia le tue cose, se ti isola, se ti umilia, se minaccia la tua libertà, anche economica, se ti controlla, se minaccia te e i tuoi figli”: in questi e in casi analoghi, “… questo non è amore”.

La campagna informativa ad Asti

Nella giornata di domani, mercoledì, giorno di San Valentino, all’ingresso della Questura cittadina, in corso XXV Aprile, sarà allestita una postazione che vedrà la presenza anche di operatori del centro di ascolto “Orecchio di Venere”. Verrà distribuito materiale informativo e sarà illustrata l’attività della polizia a tutela delle donne vittime di violenza. «In particolare, nella circostanza, potranno essere approfonditi anche gli aspetti riguardanti l’impatto psicosociale della violenza con un’analisi delle esperienze e delle metodologie del lavoro di polizia in materia di violenza e di tutela dei diritti delle donne, così come offrire ascolto, orientamento e sostegno a donne, bambini, anziani, uomini, che attraversano un momento di disagio legati a fenomeni di violenza subita, praticata o assistita».

L’impegno della polizia

Il Capo della Squadra mobile Loris Petrillo e il coordinatore dell’Ufficio di Prevenzione generale e Volanti Daniele Capone hanno presentato lunedì le iniziative della Questura cittadina. Sono i due uffici, Squadra mobile e Volanti, che intervengono per primi, nel caso di richieste di aiuto o di presentazione di denunce da parte di donne vittime di violenza. «L’impegno è quotidiano, anche attraverso l’importante collaborazione di diversi uffici, quali l’ufficio minori della polizia anticrimine e l’ufficio per le fasce deboli della Procura – ha sottolineato il commissario capo Petrillo – Ci si avvale inoltre dell’ausilio di strutture quali l’Orecchio di Venere, centro di ascolto attivo dal 2009, che ha competenza su tutta la provincia astigiana e offre accoglienza, ascolto, orientamento e sostegno a chi attraversa un momento di disagio e di confusione, legato a fenomeni di violenza».

Specifici progetti sono poi attuati a livello ministeriale, come i protocolli “E.V.A.” e “SARA”. «Il protocollo “E.V.A.” è una procedura che codifica le modalità di intervento nei casi di liti in famiglia e consente di inserire nella banca dati delle forze di polizia una serie di informazioni utili a ricostruire tutti gli episodi di violenza domestica che hanno coinvolto un nucleo familiare – ha spiegato il commissario capo Capone – La pattuglia della Volante, prima di giungere sul posto, è così in grado di disporre di utili elementi, ad esempio eventuali precedenti interventi dello stesso genere, se qualcuno detiene armi o ha precedenti di polizia». Il protocollo canadese “SARA” è rivolto invece ad effettuare le valutazioni di rischio: valutare il rischio di recidiva nei casi di maltrattamenti e stalking è fondamentale anche da parte delle forze di polizia per la messa in atto di azioni volte a scongiurare la recidiva e l’escalation di violenza fino al femminicidio.

Marta Martiner Testa

marta.martiner@gmail.com

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