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Rasero sui Comuni: “Per salvarli tutti un’opzione sarebbe farli correre il sabato”

Con il Sindaco abbiamo analizzato momenti e situazioni della manifestazione utilizzando uno dei giochi più vecchi del mondo, quello dell’alfabeto

E’ tempo di bilanci

Il Palio è alle spalle. E’ tempo di bilanci. Con il Sindaco Maurizio Rasero abbiamo analizzato momenti e situazioni della manifestazione, utilizzando uno dei giochi più vecchi del mondo, quello dell’alfabeto.
Impossibile non abbinare alla lettera A il cognome del vincitore: Arri. «Bellissima sorpresa e grande trionfo per un fantino astigiano. E’ stata una lezione per me, poiché mi ero focalizzato sulla vittoria di un Comitato locale senza mettere in conto la possibilità che ad imporsi potesse essere un “nostro” fantino. Il successo di Federico mi ha emozionato e fatto piangere ed è importante per la sua molteplice valenza: primo perché ha premiato un ragazzo che, dopo tanta fatica, è entrato con merito nell’Olimpo delle monte; secondo perché la sua vittoria potrebbe far da traino e stimolare altri ragazzi astigiani a tentare l’avventura e arrivare un giorno a montare nel Palio; terzo, da intendersi quale insegnamento per molti Rettori che un po’ troppo in fretta puntano su fantini affermati, quasi sempre senesi, senza dare spazio alle figure emergenti.»

Box e Comuni

B di Box: «Grande scommessa vinta. Sono arrivati già nel 2018 e la loro realizzazione sia per il sottoscritto sia per il consigliere Vespa, entrambi attenti “monitoratori” della situazione, ha rappresentato un traguardo importante. Infatti, appurata la possibilità di disporre degli stessi già quest’anno abbiamo deciso di spostarli partendo proprio dalla necessità del benessere animale. E’ stata la decisione per la quale ho ricevuto più complimenti: fantini, proprietari, cavallanti ed addetti ai lavori.»
C di Comuni: «Intanto rivolgo le mie scuse pubblicamente, cosa che farò anche nel Consiglio del Palio, a Benedetti, Rettore di Canelli, non nel merito ma per la forma. E’ un amico e con lui ho condiviso in passato momenti importanti del nostro Palio. Sarebbe stato opportuno che prima di uscire sui giornali avessi fatto con lui una bella chiacchierata, ma purtroppo l’incalzare degli eventi e gli impegni a getto continuo mi hanno impedito di farlo, pur avendolo in una circostanza incontrato. Secondo me 21 partecipanti al Palio sono troppi e sono partito da Canelli perché più di ogni altro ha dato oggettivamente segnali di non essere al passo con i tempi. Ma Canelli non è l’unica realtà che arranca: se alcuni Comitati non sono più in grado di partecipare al Palio con il minimo dei requisiti indispensabili per fare bene, cioè contare su un’accoppiata e su un popolo che durante l’anno rispettino un minimo di regole e non intendano la manifestazione come una sagra paesana alla quale partecipare soltanto per l’obbligo di esserci, diventa d’obbligo valutare la situazione. Certi atteggiamenti arrecano un danno alle realtà stesse e uno, ulteriore e ancora più grave, alla manifestazione. Io non posso mettere a repentaglio il futuro del Palio a causa di problematiche di questi tipo. Con meno partecipanti potrei strutturare in modo diverso la Festa. Pertanto nel giro di poche settimane vorrei approfondire la situazione con dirigenti ed esperti dell’ambiente paliesco, e non solo, così da arrivare ad individuare la miglior soluzione per il domani del nostro Palio. Quindi: o ridurre drasticamente il numero dei partecipanti alla corsa della domenica così da arrivare ad avere due sole batterie, oppure correre la finale la domenica programmando l’evento in maniera diversa, magari disputando le batterie il giorno precedente. Ulteriori opzioni riguardanti i Comuni: salvarli tutti o salvarli in parte? Salvarli in parte vorrebbe dire prendere quelli, tra virgolette, più avanti dal punto di vista organizzativo e farli gareggiare con i Comitati cittadini. Oppure salvarli tutti, ma a questo punto si dovrebbe ricorrere ad una corsa propedeutica, solo per i Comuni, da effettuarsi il sabato con eventualmente il solo vincitore a partecipare alla corsa del Palio di domenica. Aggiungo che in proposito ho convocato per la prossima settimana i sette Sindaci dei Comuni partecipanti al Palio e parlerò con loro di queste problematiche, esponendo le mie esigenze in merito.»

Diretta RAI

D di Diretta Rai: «La diretta Rai è ciò che va in parte a giustificare l’investimento fatto dell’amministrazione. In parte perché il Palio ha già una sua finalità culturale e soprattutto sociale in città, aspetti da salvaguardare. La manifestazione ha un costo preciso, una cifra che bisogna recuperare attraverso dei ritorni che possono essere esclusivamente turistici e televisivi. Una diretta Rai, con una finale spettacolare come quella di quest’anno sarebbe stata un biglietto da visita formidabile per la manifestazione, senza scordare ovviamente il prezioso contributo di visibilità fornito dalle emittenti locali. Non possiamo prescindere da quell’ora di trasmissione a livello nazionale che invece purtroppo abbiamo perso. La nostra Festa deve in ogni caso rimanere in tempi precisi, anche perché, indipendentemente dalla diretta Rai, non esiste manifestazione che duri più di quattro ore. Per portare un paragone eclatante, il Palio è persino più lungo dell’inaugurazione delle Olimpiadi. Un’ora di diretta a livello nazionale diventa un passaggio fondamentale.»
E di Entusiasmo: «La riforma è andata nel senso che volevamo ed ha contribuito ad incrementare l’entusiasmo. Scuole chiuse e tanti gruppi di bambini sia al mattino che al pomeriggio in visita al Museo del Palio, accompagnati da dirigenti dei vari Comitati. E sui bambini vanno fatti i maggiori investimenti in ottica futura. L’anticipo di data in questo senso è stato decisivo.»

La finale

F di Finale: <Eccezionale, la più bella degli ultimi dieci anni. Avessimo sempre una finale così ci sarebbe da fare la firma. San Secondo, forse il principale favorito, con accanto Tanaro, il rivale. Almeno quattro diverse accoppiate al comando in tempi diversi, sorpassi continui a smentire chi sosteneva che i “mezzi” non superano. I cavalli al traguardo separati da una manciata di secondi, non più di tre dal primo all’ultimo. Una gioia per gli occhi.»
G di Giovedì (precedente il Palio): «Autentico trionfo. Un sogno che si è realizzato, un evento che immaginavo proprio così. Il Palio degli Sbandieratori, in precedenza previsto in tale data, ha così potuto avere un seguito pressoché totale dal mondo del Palio in considerazione dello spostamento nella settimana dei festeggiamenti patronali. Interi popoli la sera del giovedì precedente la corsa si sono così riversati in Piazza San Secondo per assistere ad un evento di formidabile impatto. Visto dall’alto è stato uno spettacolo fantastico.»
I di Idee (in ottica futura): «In quanto ho finora affermato traspaiono chiari intendimenti e proposte. Molto di ciò che ho detto è propositivo e dovrà trovare applicazione nelle edizioni che verranno della manifestazione. Mi riferisco in particolare al numero dei partecipanti alla corsa e alle modalità di svolgimento della stessa.»
L come Livello (da intendersi quale livello della manifestazione): «Domanda: facciamo il Palio per gli astigiani o per chi viene da fuori? E’ la diatriba che si ripropone. Entrambe le componenti vanno soddisfatte. Con l’anticipo della data ci siamo concentrati quest’anno soprattutto sugli astigiani. Ma dobbiamo puntare sempre più in alto e il passaggio successivo dovrà per forza essere una rivisitazione della manifestazione, che non può più durare quattro ore. Vorrei arrivare ad un organo che possa gestire la stessa in maniera professionale 365 giorni all’anno. Ho in mente un qualcosa che possa essere pubblico-privato ma che lavori sempre con l’input da parte dell’Amministrazione. Il Comune non abdica e non intende lasciare a nessuno la gestione del Palio.»

Il Mossiere

M come Mossiere: «Renato Bircolotti è un amico, l’ho scelto ancor prima del tempo limite che avevo a disposizione per farlo e i Rettori lo hanno votato pressoché all’unanimità. Ho dato al mossiere un preciso mandato e ho spiegato a Rettori e fantini qual era questo mandato, chiedendo a Bircolotti, indipendentemente dalle partenze, severità e interventi immediati in caso di certe situazioni. Gli ho sollecitato il ricorso a richiami e ammonizioni, ma lui, mi spiace sottolinearlo, è venuto meno a tutto ciò. Pertanto quest’anno, contrariamente a tanti Palii precedenti, il mio giudizio sul suo operato è negativo.»
N come Novità: <La data è stata la svolta epocale dell’annata paliesca 2018, lo spostamento del Paliotto è venuto di conseguenza con l’anticipo a maggio, sostituito il giovedì precedente la corsa dalla cerimonia di presentazione dei fantini. Infine i box spostati ai Giardini. Queste le quattro novità principali. Ne ho in mente altre, il Palio entra nella fase due della riforma e nel giro di qualche settimana avremo idee più chiare dopo alcuni confronti e ascoltando pareri ed opinioni.»

Obiettivi e purosangue

O come Obiettivi: «Un numero sempre maggiore di astigiani deve credere nel Palio e partecipare attivamente alla vita dei Comitati, che vorrei diventassero organismi territoriali e quindi punti di riferimento per le Amministrazioni, come erano un tempo le circoscrizioni. Il Palio deve essere un veicolo per calamitare visitatori nella nostra città, facendo scoprire che in città vengono sviluppate altre iniziative. Non credo sia un discorso da limitare ai biglietti o alla gente che entra in piazza. Infatti la capienza delle tribune è quella, 5500 posti, più ovviamente il parterre. Ma se io porto ad Asti, attraverso il Palio, un numero molto superiore di turisti , raggiungo un obiettivo fondamentale. Ultimamente, parlando con molti visitatori della nostra città, ho notato che ad Asti avviene un po’ come a Siena, cioè venire nella nostre campagne, godersi i nostri vini, la buona cucina e qualche giorno di tranquillità, facendo delle puntate in città in occasione dei principali eventi legati al Palio.»
P come Purosangue: «E’ un capitolo che voglio risolvere nel più breve tempo possibile, parlando con il Ministro Centinaio per vedere se questa è una strada ancora percorribile, evidenziando in proposito il grande lavoro svolto in passato con il dottor Brusa a livello di protocollo e sicurezza. Se emergessero delle difficoltà scriveremmo la parola fine a questa opzione. Ovvio che, se la tipologia di cavalli dovesse restare quella dei mezzosangue, chiederemmo a chi di dovere di organizzare negli ippodromi più vicini ad Asti, Milano e Varese su tutti, delle corse riservate ai “mezzi”, per dare la possibilità ai nostri addetti ai lavori di vedere all’opera, visionare e valutare soggetti di interesse.»

Cavalli e Rettori

Q come Qualità (dei cavalli visti all’opera quest’anno): «Caspita! Siamo partiti con cinque accoppiate che potevano puntare alla vittoria. Il Palio poi, come sempre, si è rivelato una miniera di sorprese e non ha vinto un favorito. Ma in pista si sono visti soggetti notevoli e le quattro corse sono state appassionanti. Ad Asti si sono sfidati cavalli di primissimo piano.»
R come Rettori: «Premessa: io tendo ad avere un buon rapporto con tutti e quindi anche un buon rapporto con i Rettori. Vengo dal quel mondo e ne conosco le problematiche, avendo ricoperto la carica per tanti anni. Quindi non sopporto quando qualcuno mi vuol far passare una cosa per un’altra. A me non la si conta. I Rettori devono capire che per la prima volta alla guida della città c’è un uomo di Palio e quindi devono stare tranquilli che se io intendo fare modifiche o prendere decisioni, sempre confrontandomi con loro, ho quale obiettivo il miglioramento della Festa. Se poi dal mio punto di vista far crescere il Palio significa ridimensionare il potere di alcuni, cambiare quella che è stata un’abitudine fino ad oggi, allora si mettano il cuore in pace. Una cosa voglio che sia chiara: io riporterò il pallino in Consiglio Comunale, ben conscio però del fatto che senza Borghi e Rioni non si può fare il Palio. Giusto equilibrio quindi, perché anche senza un’Amministrazione che mette soldi non si può far nulla.»

Sfilata e tempi morti

S come Sfilata: «Spettacolare, la più bella ed imponente d’Italia. Ho fatto tutto il percorso del Corteo davanti al Capitano e mi sono entusiasmato. Nell’ambito della ristrutturazione del Palio la sfilata potrebbe godere di benefici: infatti, qualora si decidesse l’anticipo delle batterie al sabato, perché limitarsi a 1200 sfilanti e non salire a 2000?»
T di tempistiche (Tempi morti): «Il nostro Palio ha il suo più grande male nel tempo morto tra la terza batteria e la finale. Ci vogliono almeno tre quarti d’ora prima che un cavallo che ha disputato la terza batteria possa correre la finale, prima cioè che arrivi l’autorizzazione da parte della commissione veterinaria nel mandarlo in pista. Una soluzione ci sarebbe: anticipare le batterie e nello spazio temporale tra la terza e la finale fare entrare in pista la sfilata. Ma questa soluzione penalizzerebbe almeno 1200-1300 tra sfilanti e responsabili dei vari Comitati che non potrebbero veder correre il loro cavallo e il loro fantino. Va studiata una soluzione per coprire il lasso di tempo che gli sbandieratori soltanto parzialmente riescono a coprire con la loro esibizione. Ovviamente separando le batterie dalla finale il problema sarebbe risolto.»
U di Urgenze: «Una delle principali riguarda la pista. Quella di Piazza Alfieri quest’anno è stata la migliore degli ultimi anni, ma è troppo legata alle condizioni atmosferiche. Una situazione questa che porterà a fare delle valutazioni in ottica 2019. Se invece il riferimento è ad una struttura esterna, al riguardo, non disponendo delle risorse necessarie, abbiamo già contattato un paio di enti chiedendo finanziamenti per allestire un impianto idoneo in campagna, ricalcante quanto a dimensioni il tracciato di Piazza Alfieri. Non abbiamo però ancora ricevuto alcuna risposta. Dovesse arrivare sarebbe una delle prime cose che andremmo a fare.»

Biglietti e incasso

V come Vendita (biglietti tribuna): «Proseguendo sulla falsariga del’anno passato, abbiamo ridotto quest’anno ad una dozzina i biglietti omaggio. Un restringimento all’osso. Sottolineo che dei dodici Consiglieri dell’Opposizione nessuno ha pagato il biglietto ed è venuto a vedere il Palio. I numeri: i biglietti venduti sono stati poco più di 5000, l’incasso di 210.000 euro. Una leggera flessione rispetto all’anno passato, quando incassammo 220.000 euro. Il tempo incerto ha tenuto lontano i possibili spettatori dell’ultimo momento, compromettendo le vendite del venerdì, del sabato e della domenica. Riguardo ai biglietti e ai settori bisognerà fare ragionamenti precisi su tre tribune in particolare: la Catena, la Solaro e l’Alfieri. Quattro i posti invenduti nella tribuna sul canapo, la più cara, ma anche qui c’è una spiegazione. La tribuna era troppo bassa e non garantiva un’adeguata visibilità agli spettatori delle prime file. Ho fatto un sopralluogo durante le prove, ho sperimentato la visibilità e l’ho fatta rimontare ed alzare di un metro. Chi paga il biglietto più costoso ha diritto di assistere allo spettacolo nel migliore dei modi. Di tutte queste problematiche ho discusso e mi sono confrontato con Vespa e insieme abbiamo cercato di trovare le soluzioni più idonee.»
Infine la Z di zoomata (una panoramica sulla manifestazione): «Se dovessi darmi un voto sull’edizione 2018 questo andrebbe tra l’otto e il nove. Tante le cose fatte, ma tantissime le situazioni migliorabili e le possibili innovazioni.»

Massimo Elia

max.elia@virgilio.it

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