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Vaccini, il 10 marzo è il termine ultimo

La scadenza è particolarmente importante per i bambini non vaccinati che frequentano asili nido e scuole dell'infanzia

La scadenza

E’ una data importante, quella di sabato 10 marzo, per asili nido e scuole dell’infanzia. Rappresenta, infatti, il termine ultimo entro cui le famiglie devono aver fatto fare, ai figli che stanno frequentando l’anno, tutti i vaccini obbligatori per legge (o averli prenotati nel caso in cui l’Asl non fosse riuscita a calendarizzarli entro il 10 marzo). In caso contrario, non potranno più frequentare.

Il decreto

Arriva quindi al passaggio finale il contestato decreto legge sull’obbligo vaccinale, che ha sollevato diverse polemiche in tutto il Paese ed è entrato, come tema di dibattito, anche nella campagna elettorale da poco conclusa. Tanto da aver spinto alcune famiglie, profondamente contrarie all’obbligatorietà dei vaccini, a spostare i figli da asili nido e scuole materne per affidarli a tate e baby sitter.

La procedura

«La normativa – spiega Franco Calcagno, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale – parla chiaro. Afferma, infatti, che le famiglie i cui figli non erano in regola con i vaccini obbligatori avevano tempo fino al 10 marzo per effettuarli (o fissare l’appuntamento se l’Asl non era in grado di programmarli entro tale data). Di conseguenza, ora si procederà in questo modo. Le famiglie che avevano presentato l’autocertificazione in cui dichiaravano di essere in regola con i vaccini, dovranno presentare il certificato vaccinale che lo attesta secondo le modalità che saranno comunicate dalle singole scuole. Le famiglie che non erano in regola ma hanno effettuato i vaccini richiesti presenteranno il documento vaccinale aggiornato. Coloro che non hanno effettuato i vaccini ma hanno chiesto un appuntamento, che l’Asl non ha potuto fissare entro il 10 marzo, dovranno consegnare la prenotazione che lo attesta. Invece, per chi non ha fatto nulla, scatteranno le misure previste per gli inadempienti. Ovvero, nel caso delle scuole materne (così come per gli asili nido, ndr), il bambino non potrà più frequentare, ma rimarrà iscritto. Un passaggio che non avverrà in modo immediato, in quanto si faranno tutti i controlli necessari, ma che di sicuro sarà obbligatorio».
«Nel caso, invece, della scuola dell’obbligo (elementare, media e superiore fino ai 16 anni), l’accesso a scuola sarà comunque garantito. In questo caso le famiglie dovranno rispondere della propria inadempienza allo Stato, e non alla scuola, in quanto il decreto prevede una sanzione amministrativa (dai 100 ai 500 euro, ndr)».

e. f.

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