Sabato scorso le studentesse della scuola di politica per giovani donne “Prime Minister” di Asti, Verbania, Ivrea e Alpi hanno preso parte alla IX edizione del festival Biennale Democrazia al Polo del ‘900 di Torino.
Nell’incontro, intitolato “Da Non è la Rai a Tik Tok”, la consulente politica e autrice di “Cattive Maestre”, Maria Cafagna, ha esplorato il tema della rappresentazione del corpo femminile nei media, ieri come oggi, prendendo in esame donne che sono state oggettivizzate e messe a scrutinio durante tutta la loro carriera nel mondo dello spettacolo.
La speaker ha sottolineato come il modello di società patriarcale veda con preoccupazione ogni immagine “non tradizionale” della donna. Non a caso, ha ricordato, nell’epoca attuale di Trump e Musk notiamo un revival della figura femminile tradizionale con il fenomeno delle “tradwives” su Tik Tok, che ostacola l’emancipazione e il raggiungimento della parità, promuovendo la sottomissione della moglie al marito e i tradizionali ruoli di genere all’interno della famiglia.
La riflessione di Giada Balsamo
Giada Balsamo, studentessa al quarto anno del liceo classico Vittorio Alfieri di Asti, è salita sul palco per portare la sua riflessione. «Ogni donna che nasce – ha affermato – è una possibilità di cambiare il mondo, una possibilità di continuare la sfida di uguaglianza iniziata tempo fa da quelle donne che hanno iniziato a lottare per i nostri diritti. Le donne del futuro siamo noi: dobbiamo impegnarci a concretizzare un domani di uguaglianza tra i sessi e di valorizzazione della figura femminile, che spesso, ancora oggi, per essere presa sul serio in molti contesti deve diventare più “maschile”».
L’intervista
Dopo l’intervento, quattro ragazze hanno sostenuto un’intervista con “Pagella Politica”, portale apartitico di fact-checking politico, rispondendo a domande relative al loro percorso con Prime Minister e alla loro percezione rispetto alla rappresentanza femminile in politica.
L’intervista è stata inserita nella newsletter “Politica di un certo genere” a cura di Micol Maccario. Per quanto riguarda le studentesse astigiane ha partecipato Ludovica Ciliberti, alunna del quarto anno del liceo Monti, dove frequenta l’indirizzo economico-sociale: «Non so se mi vedo in politica, ma so che voglio cambiare qualcosa in qualche modo. Voglio riuscire a costruire un gradino che poi altre ragazze potranno calpestare per raggiungere quello a cui anche io ambivo. Partecipo a Prime Minister perché mi piacerebbe avere una visione più nitida di quello che voglio fare domani».
Il workshop sul tema del consenso
Nel pomeriggio le ragazze di Prime Minister hanno preso parte ad un workshop sul tema del consenso, promosso da Amnesty International e coordinato da Emilia Astore, formatrice e consulente in educazione ai diritti umani, sviluppo organizzativo e gestione di conflitti.
Le “Primers” di Asti, Verbania, Alpi e Ivrea si sono confrontate a gruppi sui loro contesti scolastici e territoriali, condividendo le percezioni sulla sicurezza della città e sul significato del consenso. Per le ragazze, consenso significa “rispetto”, “libertà” e “dialogo”: le partecipanti hanno lavorato sulle possibili azioni di intervento su questo tema, con l’obiettivo di portare un miglioramento nei loro contesti di riferimento.
Con la partecipazione di circa 60 studentesse delle scuole di Prime Minister nel Nord Ovest, la giornata è stata un’occasione di riflessione e confronto tra giovani donne provenienti da diversi contesti, sottolineando l’importanza della rete nazionale di Prime Minister come spazio sicuro per tutte le ragazze.
La realtà di Prime Minister
Prime Minister è una scuola di politica per giovani donne nata nel 2018 a Favara, in provincia di Agrigento, con obiettivi l’empowerment femminile e l’attivazione civica.
Ad Asti il progetto è organizzato dalla Fondazione Giovanni Goria, con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, Soroptimist International Club di Asti e Associazione Obiettivo Monferrato.
Fotografie di Eleonora Mari