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Chappell Susan mostra
Cultura e Spettacoli
Arte

La Passione di Cristo vista da Susan Chappell: protagonista lo stile geometrico

Inaugurata ieri, nel coro della chiesa di San Martino, la mostra “Via Crucis”, visitabile fino al 1° giugno

Si intitola “Via Crucis” la mostra inaugurata ieri (venerdì) nel coro della chiesa di San Martino ad Asti. Protagonisti quattordici dipinti, realizzati con tecnica mista, sulla Passione di Cristo ad opera di Susan Chappel, astigiana originaria di Malta.
A presentare l’esposizione Giuseppe Barolo, presidente del gruppo culturale San Martino Asti, insieme al parroco don Luigi Testa, e alla stessa artista.

Il commento dell’artista

«L’idea – ha affermato Susan Chappell – è stata lanciata da mio marito (Antonio Palladino, volontario del gruppo culturale, ndr). Dopo aver visto alcuni miei lavori realizzati in passato, mi ha proposto di allestire un’esposizione sulla Via Crucis. Ho quindi lavorato con questo obiettivo per otto mesi, scegliendo di fornire una nuova prospettiva rispetto alle classiche opere della Passione di Cristo, una interpretazione personale grazie allo stile geometrico reso popolare alla fine degli anni Novanta dall’artista indonesiano Wedha Abdul Rasyid, che mi ha colpita molto».
Uno stile caratterizzato da linee nette e la combinazione di colori vivaci, applicato dall’artista con tecnica mista su carta ruvida.
«Vi invito, quindi – ha concluso Susan Chappell – a vedere la Passione con occhi nuovi, apprezzando il messaggio duraturo di speranza e redenzione contenuto nei dipinti (una per ogni stazione della Via Crucis, dalla condanna a morte di Gesù allla collocazione del corpo nel sepolcro, ndr)».
Un ringraziamento sincero è stato espresso da don Luigi Testa, che ha ricordato «i mesi impegnativi trascorsi nello studio dei particolari per dare vita ad opere che coniugano tratto e colore, con la capacità di esprimere emozione».

Il gruppo culturale

Soddisfatto il presidente Barolo, a capo del gruppo di volontari nato nel 2021, passato dai 3 fondatori ai 56 componenti attuali, di cui 22 oerativi. «Svolgiamo numerose attività», ha ricordato. «Innanzitutto teniamo aperta la chiesa di San Martino sei giorni su sette dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, grazie all’impegno dei nostri volontari, opportunamente formati per illustrare ai turisti, molti dei quali stranieri, le bellezze di questo gioiello barocco, che nel tempo è stato sottoposto unicamente a restauri conservativi, per cui nulla è stata modificato. Dopodiché organizziamo, lungo tutto l’arco dell’anno, numerosi eventi culturali, dai concerti alle mostre, dai convegni ai festival».

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