Oscar a Sorrentino? C'è di che essere ottimisti
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Oscar a Sorrentino? C'è di che essere ottimisti

E adesso? La rincorsa verso la gloria internazionale de La grande bellezza sembra non conoscere inciampi: prima l’applaudita partecipazione al Festival di Cannes, poi i tre importanti riconoscimenti

E adesso? La rincorsa verso la gloria internazionale de La grande bellezza sembra non conoscere inciampi: prima l’applaudita partecipazione al Festival di Cannes, poi i tre importanti riconoscimenti agli Efa, gli "Oscar europei", quindi la significativa candidatura ai Bafta, gli "Oscar inglesi" e, pochi giorni fa, la vittoria ai Golden Globe, i premi della stampa estera a Hollywood. Quei premi che, tra gli addetti ai lavori, sono considerati l’anticamera degli Oscar (quelli che verranno consegnati il 2 marzo a Los Angeles, cioè quelli che contano davvero).

Il film di Paolo Sorrentino è entrato, per l’appunto, nella cinquina dei film in lingua straniera candidati alla preziosa statuetta dorata dell’Academy Awards. L'ultima volta, per i nostri colori, era accaduto nove anni fa con La bestia nel cuore di Cristina Comencini. Una nomination prestigiosa, sfumata, però, nel nulla (vinse meritatamente Le vite degli altri). La grande bellezza dovrà superare la concorrenza del belga Una storia d'amore di Felix Van Groeningen, del danese Il sospetto di Thomas Vinterberg, del cambogiano The missing picture di Rithy Panh, del palestinese Omar di Hany Abu-Assad. Una concorrenza non particolarmente agguerrita. Tanto più che, ai Golden Globe, il film del regista napoletano ha già sconfitto La vita di Adele, il film di Adbellatif Kechiche Palma d’oro sulla Croisette lo scorso maggio.

Insomma, c’è di che essere ottimisti. Uscito negli Stati Uniti a metà novembre, il film di Sorrentino ha ottenuto critiche lusinghiere dalla stampa e il New York Times lo ha definito "una metafora del declino italiano". L'ultimo nostro trionfo agli Oscar è del 1999, quando La vita è bella di Roberto Benigni si aggiudicò, oltre al premio quale migliore film straniero, anche l'Oscar come miglior attore (allo stesso Benigni) e alla miglior colonna sonora (di Nicola Piovani). Allora fu Sophia Loren a sventolare al cielo la busta con il nome del vincitore e a gridare entusiasta (ricordate?) "Roberto!". Il 2 marzo chi avrà l’onore, sul palco del Dolby Theater, di annunciare la vittoria de La grande bellezza?

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