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Attualità

A Moncalvo il presidente del Piemonte Cirio ricorda le vittime dell’Olocausto

Ha riconosciuto il ruolo svolto dal comune aleramico nel ricordo della Shoah sin dall’inizio del nuovo millennio

Cirio: i grandi messaggi arrivano anche dai piccoli comuni

Per non dimenticare, per restare vigili perché «il giorno della memoria non appartiene solo al passato ma anche al presente». Con queste parole il presidente delle Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha portato il suo saluto nella giornata istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto. Cirio ha scelto di passare il suo ‘27 gennaio’ a Moncalvo, città più piccola d’Italia, perché «non solo dai grandi capoluoghi arrivano i grandi messaggi ma anche dai piccoli comuni, elementi oggi preziosi per il Piemonte come nel passato. I piccoli comuni, infatti, hanno dato protezione alle famiglie ebree durante il periodo buio del nazifascismo. Moncalvo è un piccolo, grande comune che celebra questa memoria». 

Moncalvo comune della “memoria” 

La presenza del presidente regionale ha riconosciuto il ruolo svolto dal comune aleramico nel ricordo della Shoah sin dall’inizio del nuovo millennio. Prima cittadina in Italia ad avere una via dedicata al ‘27 gennaio’. Un primato assoluto replicato lo scorso anno con la posa di quattro pietre d’inciampo, le prime e uniche in tutta la Provincia di Asti. Un ricordo perpetuo alla moncalvese Clelia Vitale Foa, a Alberto e Amerigo Colombo che, con Adua Nunes, sono sfollati dalla Liguria e dalla Toscana per cercare, invano, sicurezza in campagna. A loro si aggiungono anche: Estella Foa, Polacco Giuseppe, Sacerdote Emma e Ines Segre. Nessuno di loro è sopravvissuto alla Shoah. «Oggi siamo qui a ricordare la storia non di re, imperatori e gloriose battaglie ma delle persone comuni: uomini, donne bambini e anziani che sono stati strappati alla loro vita quotidiana, ai loro affetti per la sola colpa di appartenere ad un etnia diversa considerata non più umana», ha detto il sindaco di Moncalvo Christian Orecchia che ha, poi, aggiunto: «Abbiamo il dovere di tramandare alla nuove generazioni quest’onta, questa vergogna che l’umanità ha perpetrato e che, ahimè, anche il nostro stato ha commesso affinché queste atrocità non possano più ripetersi». 

Lanfranco: il dovere del ricordo

Parole di forte impegno civile sono state pronunciate dal presidente della Provincia di Asti, Paolo Lanfranco: «Moncalvo ha il grande merito di ricordare, anche, nella toponomastica quello che è successo. Questo ricordo interroga quotidianamente le nostre coscienze. Come possiamo educare le nuove generazioni? Bisogna essere comunità e prendere esempio dai giusti che forse non vengono troppo commemorati». Lanfranco, ricordando la medaglia d’oro per la resistenza assegnata alla Provincia di Asti, ha concluso con un «solenne impegno al ricordo che è un dovere ancora maggiore per chi rappresenta le istituzioni». 

Il saluto della comunità ebraica di Casale e Moncalvo

A rappresentare la comunità ebraica di Casale Monferrato e Moncalvo sono stati Daria Carmi e Guido Norzi, figlio dall’indimenticabile Piero, a capo della comunità ebraica moncalvese fino al 2016, anno della sua scomparsa. Guido Norzi, insieme alla mamma Roselma e alla sorella Deborah, porta avanti l’opera intrapresa dal padre. «La differenza è elemento di arricchimento – ha detto Daria Carmi – e la conoscenza ci fa accogliere ciò che arriva da qualcun altro. A noi sta il compito di raccontare. Dobbiamo imparare dal passato: portarci a casa il meglio deve essere un impegno quotidiano. Il nostro territorio è stato segnato dalle deportazioni di persone che non sono più ritornate e nei campi di concentramento sono rappresentate tutte le fragilità. Non c’erano solo ebrei ma anche dissidenti politici, omosessuali, malati, minorati, tutti coloro che erano in qualche diversi. Essere, oggi, qui insieme scalda il cuore nonostante le distanze anticovid. Lasciamo questa commemorazione con l’impegno a non voltarsi dall’altra parte e a compiere sempre la scelta giusta nel quotidiano». 

Una “Giornata della Memoria” più viva e forte in Piemonte

Alla cerimonia erano presenti anche il prefetto di Asti, Alfonso Terribile, il vicepresidente e l’assessore della Regione Piemonte, Fabio Carosso e Marco Gabusi, oltre alle autorità militari in rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato. A questa nutrita rappresentanza istituzionale si è rivolto direttamente il presidente Cirio: «Dobbiamo impegnarci a praticare l’esercizio della memoria perché la modernità e la tecnologia non ci aiutano a ricordare. Oggi per sapere qualcosa basta scrivere una parola e dare un click. Manca il percorso della ricerca che non viviamo più nella nostra quotidianità. Quando l’emergenza sarà superata faremo vivere al nostro Piemonte una Giornata della Memoria più viva, forte e partecipe, coinvolgendo ancora di più le nostre scuole e favorendo lo studio della nostra storia recente».

Diego Musumeci

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