La Nuova Provincia > Attualità > Altri migranti a Castello d’Annone: la Lega punta il dito contro il Ministro Lamorgese
Attualità Asti -

Altri migranti a Castello d’Annone: la Lega punta il dito contro il Ministro Lamorgese

Il deputato Andrea Giaccone e il vice presidente della Regione Fabio Carosso accusano il ministro di "umiliare il Piemonte"

Nuovi migranti nell’ex base di Castello di Annone: Giaccone e Carosso della Lega puntano il dito contro il Ministro Lamorgese accusandola di “umiliare il Piemonte”

L’annunciato arrivo di ulteriori 76 migranti nell’ex base militare di Castello di Annone ha suscitato l’indignazione del presidente del Piemonte Alberto Cirio, ma anche di alcuni esponenti locali della Lega.

Nell’Astigiano, in particolare, sono l’onorevole Andrea Giaccone, deputato alla Camera, e il vice presidente della Regione Fabio Carosso a rivolgersi con parole molto dure al Ministro Lamorgese accusandola di “umiliare il Piemonte”.

“L’invio di 76 migranti a Castello di Annone – commentano i due politici insieme all’on. Petazzi in una nota stampa – è l’ennesima dimostrazione dello sprezzo che questo governo manifesta nei confronti dei territori e delle comunità. Che la gestione del fenomeno dell’immigrazione da parte del ministro Lamorgese sia un completo fallimento ne abbiamo prova quotidianamente; che questa incapacità la si tenti di scaricare sulle piccole realtà italiane è un insopportabile modalità che la Lega contesta e rimanda al mittente. I burocrati del Viminale sappiano che il comune di Castello di Annone così come il Piemonte, non sono un campo profughi usa e getta, alla cui popolazione può essere imposto quello che si vuole, fino all’esposizione di un concreto rischio sanitario. Sappia Lamorgese che l’invio congiunto di 30 elementi delle forze dell’ordine non può bastare ma soprattutto non rappresenta una risposta politica ad un problema politico: è invece la consueta modalità di questo governo incapace di chiudere porti e confini ma abilissimo nell’umiliare amministratori locali e popolazioni in nome di una inaccettabile accoglienza, vera forzatura di un governo senza seguito nel Paese”.

Articolo precedente
Articolo precedente