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Ambiente Asti: «Ripartiamo dai quartieri e dalle periferie»

La lista civica lancia un questionario per chiedere ai cittadini di dire la loro sullo stato della città: si guarda a periferie, sociale, verde pubblico e beni comuni

Le danze non sono ancora aperte, ma i musicisti hanno iniziato a “scaldare” gli strumenti in vista della prossima campagna elettorale. La lista civica “Ambiente Asti”, che vede in Consiglio comunale, tra i banchi dell’opposizione, Mario Malandrone, ha avviato un nuovo confronto diretto con la popolazione, non solo con i suoi elettori, tramite un questionario che sarà distribuito nei gazebo e sul web.

Al motto di “Un’altra Asti è possibile!”, il gruppo vuole capire quali dovrebbero essere le priorità del prossimo sindaco, quali proposte bisognerebbe presentare, se si è soddisfatti dell’attuale politica cittadina, quale sia la principale problematica della città e se Asti sia “peggiorata”, in linea generale, durante l’amministrazione Rasero. «Chi si trova in Consiglio è un portavoce dei cittadini – spiega Malandrone – e tutti si ricordano che la nostra lista civica era nata dalla mancata coalizione del centrosinistra alle scorse elezioni amministrative. Una lista civica vera, fatta da persone che si sono impegnate per la tutela dei beni comuni, che lavorano nelle periferie e nei quartieri».

Un’opposizione compatta

Malandrone, elencando una serie di proposte che “Ambiente Asti” e quasi tutta la minoranza hanno presentato nel corso del tempo, ha espresso le sue critiche sul fatto che «l’amministrazione Rasero non si sia interessata delle periferie e delle frazioni, queste ultime dimenticate». «È abbastanza imbarazzante – aggiunge – perché a questa amministrazione interessa solo il centro, ma appena ti sposti di poche centinaia di metri da piazza San Secondo, o nelle frazioni, la situazione è davvero preoccupante».

Riprendendo lo slogan della scorsa campagna elettorale di Rasero, “Sindaco anche tu”, i portavoce di “Ambiente Asti” hanno lanciato il claim “consigliere anche tu”, «un po’ meno ambizioso – continua Malandrone – ma che dà l’idea che la nostra politica è quella fatta con i cittadini, partecipata, con un confronto diretto».

Confronto e ascolto che, stando a Malandrone, non è avvenuto nel corso del primo mandato di Rasero. «C’è stato un momento in cui è sembrato che l’amministrazione ascoltasse i movimenti, specie quelli dei giovani, i ragazzi di Friday for Future, ma è stato solo un momento passeggero. Questo modo di fare non ci appartiene».

«Basta poteri forti»

“Ambiente Asti” ha ben chiara la situazione a livello locale e incontrando i giornalisti ha evidenziato alcuni di quelli che considera problemi da affrontare. Tra questi ci sono “i poteri forti”: «Le cariche più importanti sono sempre concentrate nelle solite persone che le ricoprono in più ambiti – evidenzia Malandrone – Su questo noi vogliamo una discontinuità rispetto al passato. Nel sociale non possiamo non parlare delle case popolari, che mancano, dal momento che in questi anni saranno stati consegnati 40 alloggi a fronte di 600 domande. Poi ben venga il volontariato, ma non può essere istituzionalizzato subentrando al posto dell’amministrazione comunale. Asti ha inoltre ceduto tutta la parte museale alla Fondazione CrAsti (con Asti Musei ndr), ma a parte aver organizzato grandi mostre che hanno richiamato turisti, di cultura se ne parla poco mentre dovrebbe essere un fattore che permea il territorio. Da anni aspettiamo che si realizzi il “Piano del verde” e temiamo ciò che questa amministrazione intende fare con i finanziamenti del Recovery Fund: infrastrutture, parcheggi, colate di cemento e opere del suo programma elettorale, sebbene il PNRR abbia al centro la “transizione ecologica”».

Preoccupazione per la mancanza di personale in Comune e il mancato turnover tra pensionati e nuovi assunti è stata espressa da Carmine Salimbene, mentre Cristina Fasolis ha voluto spiegare che una delle priorità della prossima amministrazione dovrà essere l’approvazione di un Regolamento per la gestione dei beni comuni. A sostegno di ciò ha ricordato quello che i cittadini stanno facendo, collaborando tra loro, per il recupero del Bosco dei Partigiani. «Una volta la macchina comunale era promotrice di tante iniziative – aggiunge Simonetta Ferrero – e i risultati si ottenevano. Negli ultimi anni abbiamo provato a dialogare con l’amministrazione, ma non siamo stati ascoltati e facciamo anche fatica a capire il motivo di molte scelte fatte».

E ancora: quale futuro aspetta la Casa di Riposo “Città di Asti”? Quali servizi hanno gli studenti dell’università che continua ad aumentare i suoi iscritti? Perché da dieci anni non si riesce a dare vita alla Casa delle Associazioni? Tutte domande che per “Ambiente Asti” necessitano di risposte concrete.

Uniti alle elezioni?

Ma su un tema Malandrone e gli altri esponenti della lista civica non si sono sbilanciati: la coalizione di centrosinistra ci sarà alle prossime elezioni? È stato trovato l’accordo sul candidato sindaco? «In minoranza abbiamo lavorato bene e insieme per quattro anni – replica – e questa coalizione ha superato anche gli storici conflitti che ci sono sempre stati “a sinistra”. Dobbiamo coinvolgere la società civile in questo percorso, partendo da un punto fermo: non c’è scritto da nessuna parte che Rasero debba fare un secondo mandato».

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