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Asti: Amazon cerca un sito per costruire un nuovo polo logistico “dell’ultimo miglio”

Tra il colosso dell'e-commerce e l'amministrazione Rasero è stato aperto un confronto sulle possibili soluzioni adeguate alla necessità del nuovo insediamento

Ad Asti confermati i contatti tra l’amministrazione e Amazon per l’individuazione di un sito dove poter costruire un nuovo “polo dell’ultimo miglio”

Continuano i progetti di espansione in Piemonte di Amazon, il colosso dell’e-commerce, e dopo i due maxi poli logistici di Torrazza e Vercelli, oltre all’annunciato nuovo insediamento a Grugliasco, potrebbe toccare ad Asti ospitare un nuovo polo Amazon “dell’ultimo miglio”.

La notizia che ci sono contatti in corso tra l’amministrazione comunale di Asti e Amazon è stata data dal Corriere della Sera. Tutto confermato anche dal sindaco Maurizio Rasero e dall’assessore all’urbanistica Marcello Coppo.

Da quanto si è appreso, Amazon ha intenzione di costruire nell’area geografica che definisce “Torino Sud”, e che comprenderebbe l’Astigiano e buona parte del Cuneese, un nuovo magazzino strategico per rendere più veloci le consegne nelle zone interessante. Queste comprenderebbero anche le Langhe, Alba, il Roero e, probabilmente, lo stesso Astigiano.

I  primi contatti con l’amministrazione comunale di Asti risalgono alla tarda primavera mentre l’azienda avrebbe intenzione di essere pienamente operativa già entro l’autunno del 2021.

I dettagli della ricerca del nuovo sito non sono stati ufficializzati, ma gira voce che Amazon abbia bisogno di un terreno di circa 12.000 mq e che il futuro polo logistico dovrebbe assumere tra 70 e 100 addetti.

“Abbiamo avuto modo di aprire un confronto con il responsabile della ricerca del terreno o del capannone per conto di Amazon – conferma il vice sindaco Coppo – e gli abbiamo dato ampia disponibilità a collaborare affinché decidano di aprire questo nuovo polo ad Asti. Chiaramente abbiamo spiegato ad Amazon quali possibilità ci sono, tra cui la presenza della zona industriale di Quarto che è anche prossima al casello autostradale dell’A21. Ma, a rendere Asti appetibile per loro, è stato anche il nostro progetto di espansione della logistica collegata agli insediamenti del retro-porto di Genova. Per loro la posizione di Asti è strategica e sappiamo che hanno fretta di concludere l’identificazione della nuova area”.

“Questa ricerca che Amazon sta facendo – aggiunge il sindaco Maurizio Rasero – nasce dall’implementazione delle richieste e del fatturato avvenuti durante il Covid, ma l’azienda sta cercando nuovi poli dove differenziare la merce. Infatti l’eventuale capannone di Asti, se dovessero decidere di venire qui, non sarà un maxi insediamento, ma un magazzino molto più piccolo. Noi siamo disponibili, nel rispetto delle normative, ad agevolare l’arrivo di nuovi insediamenti produttivi e logistici che diano occupazione. Con Amazon si discute perché sta valutando anche luoghi fuori Asti, ma abbiamo diverse altre aziende che hanno già dimostrato interesse a venire sul nostro territorio. Stiamo lavorando anche per loro perché il lavoro resta la nostra priorità”

Non è la prima volta che il colosso del commercio on line mette gli occhi su Asti. Nel 2016 Amazon, in particolare Amazon Web Services , acquistò l’azienda do software Nice di Asti, tra le prime al mondo a specializzarsi nel calcolo distribuito.

Se l’atterraggio del nuovo polo logistico dovesse andare in porto, Asti risulterebbe particolarmente strategica sia per la gestione, sia per la distribuzione sul territorio di un’azienda che nel 2019 ha fatturato 280,5 miliardi di dollari, con un utile di 11,5 miliardi e 840.000 dipendenti sparsi in buona parte del mondo.

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