«Da questo momento iniziamo uno sciopero della fame che continuerà a oltranza fino a quando l’amministrazione comunale di Asti, in particolare il vicesindaco Stefania Morra, non garantirà che i sette platani di corso Savona non saranno abbattuti. Non solo. Nel caso il taglio fosse impossibile da evitare, anche se ci stiamo per rivolgere ai carabinieri forestali per verificare che non venga violata la “Direttiva uccelli”, continueremo lo sciopero della fame fino a quando il Comune non piantumerà 21.000 alberi, 3.000 del diametro di 12 cm per ogni platano abbattuto, in compensazione al taglio di quelle piante».
Giuseppe Sammatrice, portavoce del Circolo SEquS – Sostenibilità, Equità e Solidarietà di Asti, ha deciso di alzare il livello della protesta nel tentativo di salvare i platani di corso Savona “condannati” a essere estirpati nei più ampi lavori di costruzione del nuovo supermercato Lidl dove una volta sorgeva l’ex Mulino. Alberi che l’amministrazione comunale ha deciso di abbattere, senza appello, dopo un’ultima riunione tra tecnici e la stessa proprietà dell’area, anche per fare posto a una nuova pista ciclabile. Dal Comune hanno però sapere che che gli alberi rientrano «nella classe C, ossia specie che manifestano segni, sintomi o difetti significativi». Inoltre Rfi «aveva già segnalato che, qualora fossero state mantenute sul sito le alberature esistenti, sarebbe stato indispensabile, per motivi di sicurezza legati alla vicinanza della linea ferroviaria, provvedere a una consistente potatura di contenimento che avrebbe causato possibili capitozzature».
L’abbattimento prevede una serie di compensazione, alcune già fatte, altre che verranno realizzate in futuro tra cui l’introduzione in viale Pilone di quattro platani geneticamente modificati, una varietà innovativa che ha la capacità di resistere al cosiddetto “cancro colorato”.
Ma per il Circolo SEquS l’abbattimento è del tutto ingiustificato. Da qui la decisione di iniziare uno sciopero della fame da parte di Sammatrice, ma anche di Patrizia Montafia, Sabrina Mossetto ed Elena Pavarino che a loro volta fanno parte del sodalizio. Gli ambientalisti, incontrando i giornalisti davanti a Palazzo Mandela, sede degli uffici comunali, hanno ricordato di non aver mai ricevuto risposta alle richieste di chiarimento inoltrate al Comune, ma di essere pronti a ricorrere al Tar non appena sarà firmata l’ordinanza di abbattimento dei platani.
«Nel frattempo mettiamo la salute del nostro corpo in difesa di questi alberi e e non intendiamo retrocedere – continua Sammatrice – Qualora il Comune decidesse di abbatterli, noi continueremo lo sciopero e chiederemo che per ognuno di quei sette platani, che hanno 70 anni, siano messi a dimore 3.000 alberi con un diametro di 12 centimetri. Non lo diciamo noi, ma sono i dati scientifici a dire che questa è l’unica compensazione possibile».
Ciò significherebbe piantare 21.000 alberi, un obiettivo decisamente ambizioso e che il Comune pare proprio non essere in grado di garantire nel medio periodo. Gli ambientalisti torneranno ogni giorno davanti a Palazzo Mandela, alle ore 11, per aggiornare la cittadinanza sull’andamento della protesta e sulle loro condizioni di salute.
[nella foto Elena Pavarino, Giuseppe Sammatrice e Patrizia Montafia davanti a Palazzo Mandela]
3 risposte
Questa amministrazione non presta attenzione a nessuna delle richieste delle associazioni animaliste e ambientaliste. I margini delle strade sono piene di immondizia, il verde trascurato e le associazioni animaliste attendono ancora il progetto sul gattine tanto acclamato dall’amministrazione ma mai realizzato. Credo che il Comune di Asti , per rispetto dei cittadini, debba fare il possibile per salvare gli alberi e non assumere atteggiamenti autoritari solo per voler dimostrare di avere sempre ragione.
Faccio i miei in bocca al lupo all’associazione SEquS che sta facendo il possibile per salvare i platani. Spero che questa amministrazione rispetti la volontà di coloro che da anni operano sul territorio per tutelare l’ambiente e gli animali ancor prima che questa amministrazione iniziasse il proprio mandato. E’ necessario che questo Comune faccia un passo in avanti lavorando di più per mantenere pulito il verde e salvare quei piccoli polmoni ancora presenti in città. La Città di asti appare trascurata soprattutto nella pulizia delle strade.
I platani di c.so Savona hanno visto la storia di Asti passare sotto la loro ombra . E’ un peccato che questa amministrazione non presti attenzione alla richiesta dell’associazione ambientalista. Il Comune dovrebbe collaborare maggiormente con queste associazioni e rispettarle. Stanno chiedendo di mantenere il verde esistente da decenni e di preservare un po’ della nostra storia… Ma forse questo non interessa