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Asti, intervista al sindaco Maurizio Rasero : «O mi amano, o mi odiano»

A pochi mesi dalle elezioni tira le somme del suo primo mandato e commenta le ultime mosse del centrosinistra culminate con la candidatura di Paolo Crivelli

Pochi giorni fa l’ufficializzazione del candidato sindaco del centrosinistra, Paolo Crivelli, ha dato il via alla campagna elettorale per le amministrative di primavera. Il centrodestra non ha ancora “investito” il suo paladino, ma il nome più atteso, per non dire scontato, è quello dell’attuale sindaco Maurizio Rasero. Il diretto interessato non ha dato indicazioni in merito, ma il tempo stringe e a breve dovrà dire la sua.

Tutti la danno per candidato, ma lei non ha ancora né confermato, né smentito.

Infatti al momento sono impegnato a lavorare per la città, non a fare campagna elettorale. Poi, qualche giorno fa, qualcuno ha ufficializzato un progetto per Asti diverso dal mio e presentato un candidato sindaco, Paolo Crivelli, mettendo in dubbio che io abbia lavorato bene o proponendosi come un’alternativa alla mia amministrazione. Ora è chiaro che questo diventa un problema da affrontare su cui fare un ragionamento nei prossimi giorni.

Il “caso” ha voluto che il giorno della presentazione di Crivelli uscisse un manifesto con 60 persone, in parte candidati, in parte suoi assessori, consiglieri e simpatizzanti che lascia intendere una sua ricandidatura.

Quelli sono 60 volti che hanno detto di credere in un progetto, ma il mio volto non c’è in quel manifesto. Ci sono, però, simboli di liste che lo condividono. Sono persone che stanno facendo un ragionamento e un progetto e altre si aggiungeranno a dimostrazione che lo stesso sia migliorabile da chiunque lo condivida.

Secondo lei è davvero Paolo Crivelli l’antiRasero che il centrosinistra stava cercando? Lui risponde di non essere “anti”, ma per la città.

Non mi permetto di definire un’altra persona, ma la vedo un po’ più tranquilla ed educata di quanto lo siano state con me le persone che aveva intorno a quel tavolo. Non lo conosco, ma conosco molto i suoi compagni ed è innegabile che, fino ad oggi, sono persone che non hanno discusso tanto di programmi, ma hanno avuto come unico collante l’obiettivo di buttare giù questo sindaco, di combattere questo male.

Ha seguito la conferenza stampa di Crivelli?

No e non mi permetto di giudicarla come hanno fatto altri. Mi dicono che non siano state date risposte alle domande dei giornalisti, tipo quella sulla tangenziale sud/ovest. Domanda complessa a un tavolo dove ci sono Malandrone e Quaglia, sapendo che uno è del tutto contrario e l’altra tra i più favorevoli.

Ha sempre sostenuto che il suo programma elettorale si realizzerà in dieci anni. Ora siamo a metà A che punto siamo arrivati?

Siamo arrivati a metà con due anni nei quali è cambiato il mondo, se mi permette. Quindi il mio programma è stato anche stravolto da altre priorità che in questi anni ci sono state. Ho sempre detto: prima la salute e la risoluzione del Covid, poi il resto. Però abbiamo continuato a lavorare e fare progetti. Purtroppo una degli aspetti più brutti che si apprendono amministrando è che i tempi del pubblico sono abominevoli e lo sono sempre di più. Faccio l’esempio della pulizia del Tanaro: quattro anni per poter togliere 40mila metri cubi di porcheria e metterlo in sicurezza tra i due ponti. Oppure tre anni per installare due autovelox. Tempi assurdi.

In questi anni di amministrazione ha anche operato delle scelte politicamente vicine alla sinistra da cui ha avuto i complimenti. Per esempio organizzare l’AstiPride. Anche la stessa estensione della ZTL è una decisione più da sindaco di centrosinistra che della maggioranza che la sostiene. Fino a che punto sono state farina delle sue convinzioni e quanto strategia politica?

Se non sento qualcosa come mio è impossibile farmela fare. Anche essere andato all’Anagrafe travestito e in incognito non è stato per acchiappare like, ma perché sono così e chi mi ha conosciuto nella vita, o nel mio impegno nel Palio, lo sa bene. Idem aver pulito le finestre del municipio dopo che avevo chiesto a quattro piantoni di farlo dimostrando che era un problema risolvibile in cinque minuti. È il mio carattere che mi porta a essere amato o odiato, non c’è via di mezzo.

Tornando al programma, quanto crede di aver realizzato di quello che aveva promesso agli astigiani?

Se prendiamo la macro-area della sicurezza, su 17 punti inseriti solo un obiettivo non è stato raggiunto: un posto fisso della polizia municipale in piazza del Palio. Tutti gli altri o sono stati raggiunti o stanno già dando risultati che vanno verso il raggiungimento dell’obiettivo. Se parliamo del superamento del campo rom siamo tutti d’accordo che superamento non vuol dire arrivare con una ruspa e buttare via delle persone o dei bambini minorenni, perché nessuno, anche se lo dice, lo potrà mai fare. Però da 240 persone che vivevano in un campo, oggi ce ne sono 110. Per me vuol dire aver dimezzato un problema. Prendiamo le telecamere anticrimine che prima erano 100 e molte non funzionavano; oggi sono 160, tutte di nuova generazione, tutte inserite in un circuito per essere visionate in contemporanea anche da questura e carabinieri nonché dalla centrale operativa, nuova di zecca, della polizia municipale.

Mai come in quest’ultimo periodo il Comune ha ottenuto così tanti finanziamenti da bandi, specie sulle scuole. Però anche questo è stato oggetto di contrasto tra lei e le forze di minoranza.

Noi prendiamo i finanziamenti perché partecipiamo a molti bandi, ma partecipiamo perché ci siamo attrezzati per farlo. Quando tre anni e mezzo fa siamo usciti con quel grande piano di progetti, fatti tutti internamente dai Lavori Pubblici, la minoranza ci contestò che non avremmo avuto più di 100 milioni per le scuole. Invece abbiamo realizzato progetti di vario livello, alcuni di fattibilità, altri esecutivi; abbiamo fatto un grande sforzo che ci ha permesso di partecipare a bandi tali da portare a casa i soldi. Abbiamo aderito ai bandi capendo il meccanismo: prima a quelli per la progettazione, poi su quelli che finanziano la costruzione, ma questo grazie al fatto di aver avuto progetti pronti. E via dicendo su più e più scuole. Noi partecipiamo ai bandi che vengono pubblicati, non capisco perché ci contestano che non abbiamo progettualità.

A questi bandi si aggiungono i soldi del PNRR.

Sì, ci sono graduatorie precedenti che saranno rimpinguate con i soldi del PNRR e dove noi saremo, probabilmente, finanziati con altri 7 milioni di euro per la scuola Rio Crosio. Lo stiamo verificando proprio in questi giorni. Dall’opposizione c’è gelosia del fatto che si stanno portando a casa questi finanziamenti.

Dal centrosinistra le muovo contestazioni che si sentono spesso a ogni inizio di campagna elettorale, indipendentemente da chi sia sindaco: frazioni abbandonate, periferie dimenticate, la città è sporca, è buia. Come risponde?

L’impianto di illuminazione l’ha lasciato il mio predecessore di centrosinistra. Io ho incrementato l’illuminazione di piazza Alfieri, ma non posso ripassare tutta la città perché non avrei i soldi per farlo. La città è sporca? Stiamo potenziando i netturbini di quartiere, ma il problema sta anche nella maleducazione della gente che sporca o non pulisce dopo essere passata con il cane. Per non parlare di chi getta l’immondizia per terra e se ne frega. Facciamo anche tante multe con i nostri agenti in borghese. Abbiamo potato le piante, tagliato le siepi, che però si estendono lungo 16 chilometri e non è detto che si riesca a farlo tutto in un anno con quattro o cinque dipendenti alle aree verdi. Nelle frazioni ci si va con servizi che non ci sono in città, tipo il sale gettato anche quattro volte anziché una sola volta come nel centro. C’è attenzione ai cimiteri delle frazioni, abbiamo rifatto il ponte a Montegrosso Cinaglio e la rotonda a Castiglione. Siamo una Giunta nella quale quasi tutti arriviamo dalle frazioni, quindi sono balle che non le consideriamo.

Le contestano di non aver fatto molto per portare lavoro in città. Ad esempio, ricordando il nuovo magazzino Amazon o i progetti di sviluppo della logistica, l’accusano di mettere le condizioni per creare una città di magazzinieri.

Io non devo trovare un lavoro alla singola persona, ma creare le condizioni affinché questa città rifiorisca e riparta rispetto a 30 anni di stanca. Devo trovare nuovi settori che possano dare ritorni importanti. I due settori individuati sono la logistica e il turismo. Mi fa piacere ricordare che il PD ha trovato nella logistica un settore su cui investire. Oppure nel settore dell’enomeccanica. Tutti programmi che stiamo portando avanti, quindi invito il PD a entrare nella mia maggioranza. Amazon comunque porterà 80 posti di lavoro. Se Asti diventasse retroporto doganale vuol dire che ci sarà la corsa a prendere i terreni qui intorno per sviluppare attività grazie alla vicinanza della Dogana.

Però ha incassato anche critiche molto dure per aver delegato la gestione del Turismo ad Alba e la Cultura alla Fondazione Asti Musei.

Non ho delegato nulla a nessuno. Ad Asti Musei ho sempre partecipato in prima persona alle riunioni. Abbiamo solo deciso di far gestire in maniera professionale qualcosa che prima era fatta, ad esempio, con delle borse lavoro, tipo l’accoglienza nei musei. Inoltre non avevamo risorse per promuovere queste bellezze. Oggi invece facciamo grandi eventi e mettiamo centinaia di migliaia di euro nella promozione.

In definitiva si promuove a pieni voti come sindaco?

Piaccia o no, questa amministrazione è stata, di fatto, tra le più attive che si possano ricordare nella storia di questa città.

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Una risposta

  1. Ho letto le dichiarazioni del Sindaco e alla fine mi sono chiesto se vive ad Asti,visto la situazione di degrado stradale,delle aree verdi del degrado urbano,assenza nei quartieri dei vigili ecc ecc

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