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Asti, l’appello del custode dei gatti dell’Isolone

Da anni si occupa di una colonia felina nella “casa dell’avvocato” dove hanno trovato rifugio anche alcuni mendicanti. Ora chiede aiuto. Prima risposta dalla Leidaa

Una volta a settimana infila gli stivali, prende l’auto e, dopo l’ultimo pezzo di strada degna di un rally estremo, arriva alla “casa dell’avvocato” la quale, a dispetto delle aspettative del suo nome, è diroccata e ormai terra di nessuno.
Lui è Francesco La Manga, un pensionato astigiano di 72 anni che ha adottato da molto tempo una colonia felina che ha come base, appunto la “casa dell’avvocato”.
Si tratta di un immobile privo di finestre, di pavimenti, servizi e qualsivoglia mobilio. Costruita sulle rive del Tanaro all’Isolone, si trova vicino alla strada che costeggia il fiume e che è conosciuta da chi ama passeggiare, andare in bici nella natura ma anche da chi vuole disfarsi in modo incivile di rifiuti ingombranti.

La “casa dell’avvocato”

La Manga ha conosciuto quel posto e i suoi pelosi inquilini circa 7 anni fa, mentre faceva attività sportiva e frequentava quella zona per tenersi in forma.
Il suo amore per i gatti arrivava da lontano e ogni volta che passava da quelle parti, vedeva sempre gatti diversi che entravano o uscivano dalla casa diroccata. Giorno dopo giorno li ha monitorati e ha capito che quello era il loro ritrovo preferito ma che erano gatti completamente abbandonati.
All’inizio non erano molti e lui ha deciso di prendersene cura, sia per quanto riguarda l’alimentazione, sia per quanto riguarda la loro salute e soprattutto, la sterilizzazione per fare in modo che la colonia non si ingrandisse.
«Per un po’ è andato tutto bene, ma ultimamente le cose si sono complicate – racconta La Manga – Intanto perchè io per motivi di salute non posso più occuparmi come prima dei gatti e poi perchè comincio ad accusare anche il sacrificio economico dell’acquisto delle crocchette. Me ne vanno due sacchi da 15 kg al mese e il Comune, finora, mi ha aiutato donandomi 20 kg di crocchette in un ano».
Ma c’è un altro problema che La Manga si trova ad affrontare ed è l’allargamento della colonia.
«Ora sono una trentina i gatti che vengono a mangiare alla casa dell’avvocato e aumenteranno ancora». Questo perchè i gatti condividono la casa diroccata con una famiglia di mendicanti che si sono realizzato un rifugio in due camere. Con loro vivono anche due cani che, di giorno, vengono lasciati in libertà e la loro presenza tiene lontani i gatti i quali vanno a mangiare solo di notte.

Insieme agli occupanti della casa diroccata

«La presenza dei cani li spaventa – dice ancora il volontario – così non posso più catturarli per farli sterilizzare e i risultati si sono già visti. Inoltre sono costretto a versare le crocchette a terra perchè qualunque altro contenitore viene rosicchiato dai cani».
L’appello è di trovare qualcuno che lo aiuti nell’acquisto del cibo e che lo sostituisca nel servizio quando la salute non gli consente di arrivare fino alla casa dell’avvocato.
I primi a farsi avanti sono stati i volontari della Leidaa di Asti, sezione costituita da poco. «Abbiamo già contattato il signor La Manga – afferma il presidente Massimo Santoro – faremo il possibile per acquistare qualche sacco di cibo e gli abbiamo garantito che ci occuperemo della colonia quando lui non potrà. Ricordando che il Comune è tenuto, per legge, ad occuparsi dei gatti randagi».

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