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Asti: cittadinanza onoraria a Liliana Segre, ma resta anche quella a Mussolini

La cittadinanza al Duce era stata concessa nel 1924 e mai revocata - L'opposizione insorge: "Avere vittima e carnefice fa davvero a pugni"

Il Consiglio comunale di Asti approva la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre

Ancora un Consiglio comunale dai toni accesi quello che si è svolto mercoledì sera in via telematica. A coordinare i lavori è stato il nuovo presidente Walter Rizzo, recentemente eletto al posto del dimissionario Giovanni Boccia, rimasto però tra i banchi della maggioranza. Fin dall’inizio si è capito che sarebbe stata una riunione “sopra le righe” quando il consigliere di Uniti si Può, Mauro Bosia, ha presentato un ordine del giorno, firmato da 11 colleghi della minoranza, per chiedere la revoca della cittadinanza onoraria di Asti a Benito Mussolini. Tutto questo mentre l’aula si apprestava a votare la concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, testimone dell’Olocausto e sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti. «Nel 1924 è stata fatta una delibera in cui è stato insignito Mussolini della benemerenza di cittadino onorario – ha esordito Bosia – e secondo me questo odg dovrebbe essere approvato da tutto il Consiglio comunale. Concedere la cittadinanza onoraria alla Segre, senza revocare quella a Mussolini, sarebbe anche un controsenso: una è perseguitata e l’altro mandante delle persecuzioni. Dobbiamo farlo per gli astigiani che sono morti in guerra. Lo dobbiamo alla Città, a Liliana Segre, a noi stessi perché è importante stringerci attorno ai nostri valori, democrazia, resistenza e antifascismo, che hanno fatto questo Stato».

L’odg finisce in coda

Ma, come ricordato dal presidente Walter Rizzo, i lavori dell’assemblea prevedevano al primo punto la concessione della cittadinanza alla Segre, quindi l’eventuale revoca di quella concessa a Mussolini è finita in coda. O almeno così sembrava.
E’ stato il sindaco Maurizio Rasero a motivare la decisione di concedere a Liliana Segre l’importante benemerenza e spiegare l’iter seguito per arrivare alla votazione in aula: «E’ la conclusione di un lungo percorso che è diventato ancora più lungo per via del Covid. L’amministrazione comunale ha voluto fortemente concedere questa cittadinanza, ma mi ricordo anche un confronto con la consigliera Angela Motta a riguardo. Abbiamo poi avviato l’iter e c’è stata l’approvazione in Giunta».
Parole ascoltate dai presenti e dalla stessa consigliera Motta che ha aggiunto: «Ribadiamo oggi l’impegno a preservare il ricordo e il rispetto della memoria e della storia e per dire ai cittadini di Asti che non bisogna dimenticare il passato. Purtroppo la senatrice Segre ha comunicato di non essere più disponibile a fare conferenze in presenza, ma sicuramente il suo esempio è importante e dobbiamo valorizzarlo con questa piccolo gesto che farà grande la nostra Città».

La querelle sulla revoca della cittadinanza al Duce

Però, al di là delle formalità del voto, ad accendere la miccia della querelle è stata la decisione di non approvare il nuovo ordine del giorno per revocare la cittadinanza onoraria al Duce.
Non solo. La consigliera Angela Quaglia ha sottolineato anche «il taglio del contributo all’ISRAT di martedì sera che non si sposa molto bene con la cittadinanza onoraria a Segre», «così come avrei accolto, – ha aggiunto – senza tante discussioni, la proposta di cancellare, la cittadinanza a Mussolini prima di concedere quella alla Segre perché avere vittima e carnefice fa a pugni».
La cittadinanza alla senatrice è stata approvata con 29 voti favorevoli e un fragoroso applauso alzatosi dalla piattaforma digitale.
«Bastano 5 minuti per togliere quella cittadinanza»
Sono stati gli ultimi minuti di Consiglio ad alzare i toni tra le parti quando il sindaco ha chiesto di non proseguire l’assemblea oltre il limite delle 3 ore e senza la votazione del nuovo odg.
«Secondo me è un po’ pericoloso finire qui, – gli ha risposto Mauro Bosia – Personalmente potrei dedurre che la maggioranza lascia il Consiglio prima per non votare questo ordine del giorno. Ma bastano 5 minuti per farlo».
«In questo caso – ha aggiunto il consigliere Mario Malandrone – si lascia il dubbio su quello che è l’intendimento di questo Consiglio. Su che basi progettiamo il futuro se non facciamo un taglio netto con il passato?» ha poi aggiunto citando «le infami Leggi Razziali».
Critiche per la scelta della maggioranza di non affrontare subito la “questione Mussolini” sono arrivate dalla consigliera Maria Ferlisi («Oggi la storia della Segre deve soppiantare quella di Mussolini») e dal consigliere Michele Anselmo («Penso che sia un argomento scottante in casa della maggioranza è questo è vergognoso»). Parole che hanno fatto arrabbiare il sindaco pronto a replicare a tono: «Vergognose sono le dichiarazioni che mi stanno attribuendo. Voi dove eravate in questi anni? Avete avuto sindaci e amministratori che non hanno revocato quella cittadinanza. Azzardatevi a definirmi fascista! Io neanche sapevo che c’era questa cittadinanza». Alla fine, con un voto a maggioranza di 16 a 10, è stato deciso di discutere della revoca nel prossimo Consiglio utile.

Riccardo Santagati

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