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Il caso

Asti: Rasero chiede aiuto alla Provincia nella “guerra” contro i colombi

Sono troppi, creano danni agli edifici e rischi di natura igienica: è necessaria un’azione più incisiva che non escluda la soppressione degli esemplari catturati

La situazione non è come quella, apocalittica, raccontata nel film “Gli uccelli” di Hitchcock, ma la guerra contro gli uccelli infestanti, in primis i colombi, è in corso anche ad Asti e in questo momento la città sta perdendo.

Per quanto si faccia nel tentativo di limitare il numeri dei colombi, sono sempre troppi e continuano a creare molti problemi di decoro, danni agli edifici e rischi igienico sanitari. Ad Asti è in vigore un’ordinanza, la 72 del 26/08/2019, che impone ai cittadini la rimozione di escrementi, carcasse, nidi uova e la disinfestazione delle proprietà interessate, il tamponamento di aperture e anfratti, l’installazione di dissuasori e decreta l’assoluto divieto a chiunque di somministrare alimenti di qualsiasi genere ed in qualsiasi luogo. «Tutti sistemi assolutamente incruenti – fa sapere il sindaco – L’esito, nonostante tutte le restrizioni, non è stato quello sperato. La presenza dei colombi continua ad essere elevata ed a produrre effetti negativi nei termini sopra evidenziati».

Ora il sindaco di Asti Maurizio Rasero ha deciso di alzare il livello di guardia e di estendere la “guerra” contro i colombi anche alla Provincia.

È con una lettera, inviata al presidente dell’Ente provinciale Paolo Lanfranco, che Rasero chiede di valutare la creazione di un piano provinciale di contenimento come già avvenuto a Cuneo.

«Un piano pluriennale di controllo del piccione di città – scrive il sindaco a Lanfranco – che individua, fra le altre misure, la limitazione delle problematiche in argomento mediante gabbie di cattura. La cattura viene effettuata ad opera delle competenti amministrazioni comunali che, operando in recepimento a tale piano di controllo approvato dal’ISPRA, agiscono nel rispetto delle norme vigenti in materia. La rimozione di esemplari, attuata in affiancamento alle misure strutturali già adottate, può accelerare i tempi di limitazione delle criticità descritte. In questa accezione risulta accettabile affiancare alle sopra indicate azioni incruente la cattura con gabbie attivate con esca alimentare. Come sostenuto da ISPRA non sussistono, infatti, elementi ostativi alla eventuale soppressione dei colombi catturati sotto i profili sia normativo sia conservazionistico. Va comunque, in ogni caso, esclusa la liberazione in altro sito dei colombi catturati».

Rasero chiede alla Provincia di attivarsi rapidamente per valutare la possibilità di creare un piano coordinato così da offrire alle amministrazioni comunali un’arma in più contro l’invasione dei colombi.

«Analizzeremo la proposta del Comune di Asti e valuteremo con gli uffici competenti quali azioni potremo mettere in campo» replica Lanfranco interpellato dal nostro giornale.

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Una risposta

  1. Finalmente!
    Vanno abbattuti poi, i superstiti, sterilizzati. Ne resteranno comunque troppi.

I commenti sono chiusi.

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