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Asti, verde urbano o giungla? Cresce il malcontento sul decoro della città

Il consigliere Malandrone ironizza sulla crescita indistinta di qualsiasi erbaccia nel parco del Tanaro dove "sembra di attraversare una foresta di mangrovie"

Asti: il verde urbano cresce incontrollato e la situazione, secondo il consigliere comunale, è sfuggita di mano. Segnalazioni anche da via Torchio

Il verde urbano, in diverse zone di Asti, cresce rigoglioso, pure troppo. E’ se una città verde è bella, quella dove il verde diventa una specie di giungla alla Salgari, potrebbe non essere esattamente il posto migliore dove vivere.

Ma il problema non è così semplice, né la colpa può essere addebita solo al Comune: gli spazi pubblici, infatti, devono essere curati dalle aree verdi, o dall’Asp come previsto dai contratti di servizio, ma intorno ai condomini, alle ville, vicino alle recinzioni di confine delle proprietà private, il taglio delle erbacce è di competenza dei cittadini che spesso si dimenticano o non hanno alcuna voglia di mantenere decorosa la propria parte di “bene pubblico”.

Al di là di ciò, gli inquietanti casi segnalati dal consigliere comunale di minoranza, Mario Malandrone (Ambiente Asti) sono chiaramente di competenza del Comune e interessano soprattutto zone al confine tra i rioni San Paolo, Tanaro e il parco lungo lo stesso fiume “dove sembra quasi – denuncia ironicamente il consigliere – che l’amministrazione abbia voluto scegliere l’idea di verde urbano sinergico. Cioè lasciamo crescere tutto indistintamente. E così nei parchi si può giocare allegramente alla caccia al cestino, si assiste a una battaglia tra l’illuminazione pubblica ed un cespuglio, ci si può sedere su panchine con seduta erbosa, le auto hanno la sensazione di attraversare il Pantanal, o una foresta di mangrovie”.

“C’è una mancanza di piano del verde urbano”

“Quando dicevamo di preservare il verde, come Ambiente Asti, – continua Malandrone – non osavamo così tanto, sottolineavamo il prendersi cura del verde. La pulizia e lo sfalciamento dei cordoli stradali si sa che sono compito dell’Asp, i parchi compito del Comune. Abbiamo assistito ad una mancanza di piano del verde urbano pubblico e privato, ad un’assenza di un regolamento e ad una mancanza di investimenti su una gestione appropriata, come era con l’ufficio aree verdi, già smantellato prima dell’arrivo del sindaco, ora assistiamo all’incuria che si manifesta in modo prorompente. La mancanza di manutenzione è impressionante in tutta la città, ma nel rione del sindaco (Tanaro ndr) sembra quasi che si stiano creando i presupposti per un approccio diverso, selvaggio. Amiamo il bosco e la foresta e gli ecosistemi, ma nei parchi ci sembra eccessivo questo approccio”.

“Per anni abbiamo contestato l’abbattimento di alberi, – conclude il consigliere – non di erbacce. Il verde ha bisogno di un piano serio, investimenti e coordinamento. Lo ripetiamo dal 2017, dai primi consigli, ora è chiaro che qualcosa non funziona”.

In Scotti il taglio “a macchia di leopardo”, ma l’assessore spiega il motivo

Da via Torchio e via Scotti altri cittadini hanno segnalato che nelle aree verdi è stata tagliata l’erba che era cresciuta, anche in questo caso, “del tutto incontrollata e oltre ogni limite accettabile”, “ma le erbacce lungo i marciapiedi non sono sono state tolte: perché?”

A questa domanda replica l’assessore ai lavori pubblici Stefania Morra: “Proprio mercoledì sono iniziati i lavori di sfalcio e taglio dell’erba in via Scotti e nella zona di via Torchio, ma alcune parti sono di competenze della ditta incaricata, altre dell’Asp. Quest’ultima deve tagliare l’erba lungo i cordoli e sui marciapiedi. Non tocca all’Asp, però, tagliare l’erba che spunta dai muretti dei condomini. Lì è di competenza dei privati che devono provvedere a farlo. Chiedo solo che venga dato loro il tempo di poter concludere i lavori prima di partire con le segnalazioni. In via Scotti, in particolare, i lavori saranno conclusi entro venerdì”.