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Ripristino

Avanti con i lavori, da Chivasso ad Asti in treno nel 2023

Entro l’estate la linea fino a Montiglio, che accoglierà inizialmente i convogli storici

Proseguono gli interventi di ripristino degli impianti tecnologici della linea Asti-Chivasso, anche se non ci sono ancora tempi certi per il ritorno dei treni, che sarà inizialmente limitato a quelli storici. È quanto emerso in un incontro tra i sindaci, con l’assessore regionale ai trasporti Marco Gabusi e il direttore della Fondazione FS Luigi Cantamessa; presenti anche il consigliere regionale Gianluca Gavazza e l’onorevole Carlo Giacometto, che da tempo sostengono il ripristino della linea.

Appare al momento impensabile, secondo Gabusi, tornare a utilizzare la linea per i treni ordinari, a causa della bassa utenza a fronte di costi elevatissimi di gestione. La Fondazione FS supporterebbe invece la gestione dei treni storici, che in una prima fase potrebbero essere finanziati dall’assessorato al turismo, ma per i quali occorrerebbe poi reperire altre risorse private.

Oltre alla ricollocazione delle sbarre ai passaggi a livello e posa delle nuove linee elettriche, si sta effettuando la riqualificazione delle stazioni, alcune delle quali dopo la chiusura della linea erano state affittate per ospitare attività di promozione del territorio o pubblici esercizi.

Il fabbricato viaggiatore di Montiglio-Murisengo sta ritornando all’originario splendore, restaurato e ritinteggiato nel caratteristico color giallo-ocra e sistemato all’interno per ospitare mostre o altre iniziative; anche la piccola costruzione che ospita i servizi igienici è stata restaurata, mentre sono iniziati i lavori nel magazzino merci.

La stazione di Cocconato, che ospitava il ristorante-pizzeria The Rocket (chiuso durante il lockdown e non più riaperto) è invece in stato di abbandono e deturpata da un’orribile struttura metallica vetrata verde addossata alla facciata verso i binari. Sta crollando la piccola stazione di Cocconito-Bonvino (istituita nel 1945 e soppressa nel 1963), mentre quella di Sant’Anna-Robella presenta porte e finestre murate e un’inguardabile ritinteggiatura color rosa. Sembrerebbero insussistenti i rischi di cedimenti strutturali della galleria fra Cocconito e Brozolo (2.300 metri), all’origine dell’improvvisa chiusura delle linea nel luglio 2011 e per la cui messa in sicurezza si parlava di un costo di 700 mila euro.

I fabbricati viaggiatori e gli altri manufatti di servizio lungo la linea risultano caratterizzati tutti dallo stesso aspetto architettonico: il disegno sobrio, ma dignitoso, denota accuratezza nella progettazione sia a livello compositivo, con vaghi richiami agli stilemi tardo ottocenteschi, sia per la scelta dei materiali. Tutti i fabbricati viaggiatori presentano le medesime caratteristiche tipologiche a livello distributivo; in funzione dell’importanza della località e del traffico previsto variano invece le dimensioni. Gli edifici nelle stazioni maggiori, come Montiglio e Cocconato, presentano dal lato ferrovia la facciata suddivisa in cinque campi, a simmetria centrale, mentre dal lato strada la facciata è caratterizzata, secondo il gusto Liberty, da un volume emergente, una piccola torretta posta all’angolo dell’edificio.

L’intera linea dovrebbe essere riattivata da Chivasso a Montiglio entro l’estate e inserita nel progetto “Binari senza tempo” promosso dalla Fondazione FS; per la tratta fino ad Asti il ripristino è previsto nel 2023. Sembra definitivamente abbandonata la proposta, che aveva fatto molto discutere, di ricoprire i binari con pannelli per realizzarvi una pista ciclabile.

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