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Baristi e ristoratori di Asti: «Azzerare le tasse locali»

Gli operatori chiedono che siano congelate Tosap e TARI e ringraziano l'assessore Coppo per il suo progetto di "tavolini condivisi", rimasto però inattuabile

Ad Asti una nuova associazione di baristi e ristoratori uniti nella ripartenza

Baristi, ristoratori, titolari di attività da “street food” stanno cercando di capire quali saranno le regole della ripartenza che permetteranno loro di andare avanti, pur con le limitazioni sui coperti (alcuni perderanno fino al 50% dei posti a sedere) e nel rispetto del distanziamento sociale di sicurezza. Ad Asti è nata una nuova associazione, “Attivi e positivi”, che raggruppa già 75 attività del centro, ma non solo, pronte a confrontarsi tra loro e con l’amministrazione comunale per trovare una quadra tra le nuove regole e le esigenze delle singole imprese. Molti associati, qualche giorno fa, si erano presentati in piazza San Secondo per consegnare al sindaco, simbolicamente, le chiavi delle varie attività a dimostrazione di quanto l’emergenza abbia messo in crisi l’intero settore della ristorazione.

«E’ in quel momento che ci siamo anche confrontati tra noi e abbiamo deciso di fare qualcosa in più – spiega Corrado Camerano titolare del Voglia Matta di Asti – Così abbiamo creato un gruppo e iniziato a fare proposte all’amministrazione sempre tenendo ben presente che ci saranno limiti da rispettare. In particolare abbiamo instaurato un buon dialogo con l’assessore Marcello Coppo che aveva proposto una formula interessante per estendere dehor, tavoli e sedie sul suolo pubblico e in condivisione tra i locali». L’ipotesi di Coppo, pur sostenuta da una raccolta firme, non è stata ritenuta fattibile nel breve periodo dal resto dell’amministrazione comunale e prevedeva che fosse un soggetto terzo a predisporre, nel centro stotico, tavoli e sedie i cui posti si sarebbero prenotati a seconda dell’esigenza, non in via esclusiva, pagando “a consumato”.

“Perché non fare una mini Douja?”

«Era una buona proposta da cui partire, – continua Camerano che coordina il nuovo sodalizio insieme a Monica Esposito di Oeuf ed Enzo Scullino del Cavallino Alato – Però ringraziamo l’assessore per aver comunque proposto qualcosa di nuovo. Ora chiediamo al Comune di aiutarci eliminando ogni genere di burocrazia e l’azzeramento di tutte le tasse locali come la Tosap e la Tari così da venirci incontro sulle richieste di occupazione di suolo pubblico. Poi, dal momento che non ci saranno molti dei grandi eventi in programma, vorremmo suggerire di creare, insieme ai Consorzi della Barbera e del Moscato, ma non solo, una specie di “mini Douja” nelle zone del centro e sempre nel pieno rispetto delle nuove regole».

Estensione dei dehor dove possibile, ma molte scelte non dipendono dal Comune

A gestire la partita dei dehor e degli spazi esterni per i bar sarà il Comune, ma in ottemperanza delle norme che stanno per essere varate con un nuovo Decreto Legge regionale.

«Possiamo aiutare i gestori a sapere in tempo dove non potranno essere messi dehor e tavoli per ragioni di sicurezza o per mancanza di spazi di passaggio – commenta l’assessore al commercio Coppo – e pensiamo di dare delle linee guida entro giovedì».

Ma in estate vedremo piazza San Secondo trasformarsi in un grande “caffè” con tavoli e sedie su tutta la superficie esistente, anche nella parte rialzata? «No, non sarà utilizzata quella parte di piazza – replica Coppo – sebbene a me non sarebbe affatto dispiaciuta come idea. Ma la linea passata è di non concedere quell’area perché il centro della piazza sarà usato da cittadini di passaggio. Stiamo verificando se sedie e tavoli si possano mettere a corona della piazza perché, come da legge, bisognerà garantire gli spazi per il transito dei mezzi di soccorso».

Il messaggio lanciato dal Comune e dall’assessore al commercio è però abbastanza chiaro: «Chi si potrà ampliare lo farà – spiega – anche a costo di sacrificare dei parcheggi». C’è anche un ragionamento che riguarda piazza Alfieri dove la zona davanti ai portici Anfossi potrebbe essere liberata dal traffico, e quindi concessa all’uso di bar e locali, solo al termine dei lavori per realizzare il doppio senso di marcia davanti ai portici Pogliani. «Però nella piazza dovrà restare il mercato del mercoledì e del sabato, – conclude Coppo – perché in questo momento non riusciamo a spostarlo per le vie del centro storico, né mettere tutti i banchi in piazza del Palio».

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