Alternanza scuola-lavoroCoinvolti 5 mila studenti
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Alternanza scuola-lavoro
Coinvolti 5 mila studenti

E’ partita anche nell’Astigiano, seppure a “diverse velocità”, la nuova attività obbligatoria che caratterizza da quest’anno le scuole superiori: i percorsi di alternanza scuola–lavoro.

E’ partita anche nell’Astigiano, seppure a “diverse velocità”, la nuova attività obbligatoria che caratterizza da quest’anno le scuole superiori: i percorsi di alternanza scuola–lavoro.
Introdotti dalla legge 107 del 2015 (la cosiddetta Riforma della Buona scuola), coinvolgono i quasi 5mila studenti che frequentano il triennio delle superiori astigiane.

Come emerso mercoledì, in occasione della conferenza stampa convocata dall’Ufficio scolastico territoriale per presentare due importanti eventi sull’argomento. «Si tratta di un epocale cambiamento di mentalità – ha sottolineato Franco Calcagno, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale – in quanto in Italia eravamo rimasti fermi all’impostazione in base a cui un ragazzo si formava con lo studio e poi cercava lavoro. Impostazione che poteva andare bene ancora negli anni Settanta, ma che ora è diventata inadeguata. Primo, perché il periodo degli studi si è dilatato notevolmente. Secondo, perché in qualsiasi campo un lavoratore deve sottoporsi ad una continua formazione se vuole avere opportunità di miglioramento o riuscire a cambiare impiego se necessario».

Ecco che, allora, l’alternanza scuola–lavoro è stata introdotta al pari di qualsiasi altra materia, quindi sottoposta a valutazione e inserita in orario scolastico. «Anche nell’Astigiano – ha proseguito Calcagno – la maggior parte delle scuole ha già cominciato i percorsi, che consistono in 200 ore totali per gli studenti dei licei e 400 ore per quelli degli istituti tecnici e professionali. Ore da effettuare presso un’azienda o un Ente pubblico (più in generale, presso un gruppo di lavoro organizzato, compresi sindacati e associazioni di volontariato) sotto la supervisione di un insegnante tutor. Il percorso di formazione si completa con corsi di formazione a scuola per apprendere nozioni di economia e sicurezza sul lavoro».

Le esperienze in azienda possono essere svolte durante l’anno scolastico – inserite nell’orario settimanale al posto di un’altra materia o protagoniste di una settimana in cui si sospendono le lezioni frontali  – oppure durante l’estate. Per lo svolgimento delle attività le scuole hanno già ricevuto gli appositi fondi (in Piemonte vanno da circa 15 a 60mila euro ad istituto, a seconda del numero degli alunni e del monte ore da effettuare) da spendere per attività di trasporto, insegnanti tutor, corsi di formazione. Per le aziende, invece, non è previsto alcun incentivo.

«Sia all’istituto Monti sia al Giobert, scuole di cui sono dirigente – ha aggiunto Giorgio Marino, intervenuto alla conferenza stampa –  abbiamo già avviato l’attività, stipulando apposite convenzioni con aziende ed Enti (tra cui numerosi Comuni) interessati ad accogliere i ragazzi. Convenzioni importanti, in cui si pongono per iscritto clausole quali la responsabilità civile, le questioni assicurative, e così via. Ho notato molto interesse, appunto, da parte delle Amministrazioni pubbliche, ma anche delle aziende, che però sono preoccupate per l’elevato numero di studenti che dovrà, per legge, seguire questi percorsi».

Di convenzioni e “buone pratiche” inerenti all’alternanza scuola–lavoro si parlerà in due incontri promossi dall’Ufficio scolastico territoriale. Il primo sarà giovedì 3 marzo al liceo scientifico “Galilei” di Alessandria, in cui il mondo della scuola si confronterà su questa nuova attività. Tra i pochi relatori esterni al settore ci saranno Paolo Avidano (esperto esterno area manager gruppo bancario) che parlerà delle “competenze trasversali che fanno la differenza nel lavoro”, e Antonio De Benedetto, presidente dell’associazione Albergo Etico di Asti che promuove attività coinvolgendo in qualità di lavoratori persone affette dalla sindrome di Down. «Abbiamo voluto contattarli – ha spiegato Calcagno – per riflettere sulle qualità che devono avere i ragazzi per entrare nel mondo del lavoro e avere consigli su come coinvolgere al meglio gli studenti disabili in questo progetto».

Il secondo momento sarà, invece, mercoledì 9 marzo alle 10 all’istituto “Artom” di Asti, quando dirigenti e insegnanti incontreranno tutti gli attori del mondo produttivo ed economico locale, in modo da mettere in contatto “domanda” e “offerta” relativa ai nuovi percorsi. «Sarà presente anche la Camera di Commercio – ha concluso Calcagno – che sta predisponendo un portale internet dedicato, appunto, a mettere in contatto scuole e aziende, in modo da facilitare l’avvio di nuove convenzioni».

Elisa Ferrando

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