La Nuova Provincia > Attualità > Calamandrana: Monica riconosce i gemelli avuti con la compagna Giovanna
AttualitàNizza Monferrato -

Calamandrana: Monica riconosce i gemelli avuti con la compagna Giovanna

Unite civilmente lo scorso anno, hanno deciso di mettere su famiglia ricorrendo, in Spagna, alla fecondazione in vitro: ecco la loro storia

Il sindaco ufficializza il riconoscimento dei gemelli di Monica e Giovanna

Venerdì mattina, in municipio a Calamandrana, con una vivace e amichevolmente affollata cerimonia, Monica Caldi ha riconosciuto i figli gemelli avuti con la compagna Giovanna Lo Scalzo. Due bimbi vivaci, pressoché neonati, presenti alla mattinata di festa con gli occhioni sbarrati e assistiti dagli altri parenti e amici mentre il primo cittadino Fabio Isnardi prendeva atto, in forma ufficiale, del riconoscimento. Quindi le firme di rito e un brindisi in compagnia. Quella di Monica e Giovanna è una coppia dalla lunga storia comune. Residenti in Valle Bormida, unite civilmente lo scorso anno, dopo il “sì” in municipio hanno deciso di mettere su famiglia. Un viaggio in Spagna, presso una clinica specializzata, ha permesso loro di ricorrere alla FIVET o fecondazione in vitro. Quindi la gravidanza e il parto al Sant’Anna di Torino, con il riconoscimento di maternità automatico per Giovanna, ma non per Monica.

Dopo i no in altri Comuni, l’opportunità data loro dal sindaco Isnardi

«Ci siamo rivolte ad alcuni comuni dalle nostre parti, affinché fosse registrato l’atto – raccontano. – Sembravano esserci però alcune difficoltà normative, o forse di volontà. Il risultato era che l’opportunità ci veniva negata». Trascorsi circa 3 mesi, amicizie comuni le hanno condotte a Calamandrana, dove era stata loro segnalata la disponibilità del Sindaco a formalizzare l’atto. Chiarisce Monica: «Non erano in ballo tanto i nostri diritti, quanto il diritto dei nostri figli di avere entrambi i genitori, quelli che li hanno voluti. Per questa ragione abbiamo insistito e siamo felici di essere riuscite ad arrivare fino in fondo». Alcuni dei comuni interpellati, per ufficializzare il riconoscimento, avrebbero addotto problemi burocratici. Mancherebbero in effetti le leggi adeguate ad affrontare questo specifico caso. Commenta Giovanna: «Abbiamo trovato porte chiuse e la risposta era che non c’è una norma specifica. Ma se non c’è, allora scegliere a favore o contrari, per un sindaco, è una questione ideologica».

Mentre a Verona si celebrava il Congresso mondiale delle famiglie

Ed è lo stesso primo cittadino Fabio Isnardi a non nascondere l’importanza che attribuisce al proprio gesto; tanto più nella stessa settimana in cui, a Verona, si svolge il “Congresso mondiale delle famiglie”. Commenta il Sindaco: «Non possono certo dire che io sia contrario alla famiglia tradizionale. Penso sia importante aiutare le famiglie, per esempio con gli asili. Come Unione Collinare “Vigne&Vini”, di cui sono presidente, stiamo valutando di riaprire la sezione del nido». Il punto, ribadisce, è un altro: «Quello che dobbiamo sempre ricordarci è che esistono anche altre tipi di famiglie, oltre a quella tradizionale. Per esempio quelle omosessuali, oppure quelle monogenitoriali. Succede per esempio che per tanti motivi, bambini si ritrovino ad avere un solo genitore, a volte per volontà, a volte come conseguenza di una disgrazia». Per questa ragione Isnardi ha offerto la propria disponibilità a Giovanna e Monica. E poiché normativamente esisteva una certa complessità, si lascia andare a un ringraziamento: «Grazie a Loredana, dell’ufficio anagrafe, che ha seguito la pratica».

Un Commento

  • gabriele ha detto:

    So che non è politicamente corretto dirlo, ma qualcuno si pone il problema che quei bambini non potranno mai chiamare qualcuno “papà”… ah, ma non è un problema, avere papà e mamma è una cosa da medioevo… per quanto riguarda la frase ” i gemelli avuti con la compagna Giovanna”, sarebbe bene ricordare che, per “avere” figli, ci vuole una componente maschile d una femminile, due uomini o due donne insieme non possono “avere” figli… se per “avere” s’intende “generare”… anche la frase “ha permesso loro di ricorrere alla FIVET o fecondazione in vitro” non è corretta, in quanto è stata solo una delle donne a ricorrere alla fecondazione in vitro, ed il figlio l’ha avuto con il seme di un uomo… e non potrebbe essere diversamente… ma ormai anche la lingua italiana e la logica vengono piegate al politicamente corretto… almeno qui sono due donne ed almeno i bambini potranno dire “mamma”… peggio ancora quando sono due uomini ad “avere” figli: in quel caso, quei poveri bambini non potranno mai chiamare nessuna “mamma”, la parola più bella del mondo non la potranno mai dire. Mah.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente