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Canelli, ordinanza severa: «Si può bere alcol solo nei bar»

Dopo le tante segnalazioni di ubriachi in giro e di bottiglie abbandonate per strada

Firmata dal sindaco Lanzavecchia

«La cosa più spiacevole per un sindaco è mettere la firma in calce ad un’ordinanza restrittiva. Ma, adesso, non potevo far finta di nulla: occorre maggior senso civico». Paolo Lanzavecchia sfoglia le pagine dei social e legge le mail arrivate sull’indirizzo di posta elettronica istituzionale. La sua ordinanza sulla “tutela della sicurezza urbana e il decoro del centro abitato” che prevede il consumo di alcolici solo nei bar e nei dehors di pertinenza ha scatenato reazioni contrastanti. C’è chi l’ha salutata con “faccine” sorridenti, pollice alzato e applausi. Altri l’hanno bollata come una «limitazione alla libertà personale», l’ennesima dopo tre lunghi mesi di lockdown. Rivela, il sindaco: «Prima di firmare il documento ho riflettuto a lungo. Ma le scene che ho visto postate sui siti web e il degrado in alcuni spazi urbani mi hanno convinto a dover essere rigido su queste situazioni, per la salvaguardia della salute dei cittadini e il decoro della città».

Il sindaco Paolo Lanzavecchia

A causa delle bottiglie abbandonate ovunque

Tutto prende le mosse dalla prima settimana di apertura dopo il tutto-chiuso che ha costretto gli italiani a lunghi periodi di quarantena. Anche Canelli non è stata esente da eccessi, seppur circoscritti, nel primo weekend di libera uscita. Assembramenti, ripetuti anche nei giorni a venire, consumo di alcol nelle piazze del centro e nei polmoni verdi da nord a sud del concentrico, abbandono di bottiglie vuote un po’ dappertutto.

Valida fino a fine emergenza Covid

Così è maturata la stretta. Da martedì scorso è vietato «sino alla cessazione dell’emergenza Covid-19», scrive il sindaco, «al fine di prevenire l’assembramento in luoghi pubblici e reprimere eventuali comportamenti difformi, il consumo di bevande alcoliche al di fuori delle aree pertinenziali dei pubblici esercizi». Segue la lista dei luoghi off limits per bere anche solo una birra seduti sulla panchina o un muretto: le piazze Gancia, Cavour, Zoppa, Amedeo D’Aosta, Gioberti, i giardini di piazza della Repubblica, nell’ampio spazio del parco Boncore, in via Tempia nell’area verde adiacente il supermarket Lidl e nei giardini tra via Filipetti e via Giovanni 23°. Non proprio i luoghi della movida, ma pur sempre punti di ritrovo di giovani, e non solo, dal facile chiacchiericcio in barba al distanziamento sociale agevolato da (spesso abbondanti) libagioni di bevande a fermentazione di malto d’orzo e luppolo.

Anche tanti ubriachi in giro

Racconta, Paolo Lanzavecchia, di aver ricevuto «decine e decine di mail, telefonate, messaggi whatsapp con segnalazioni sdegnate di comportamenti incoerenti con quanto stabilito dalle norme di prevenzione al coronavirus. Soprattutto, e questa è la cosa peggiore, persone in stato di alterazione alcolica o, comunque, alticci. Fenomeno già presente in precedenza, ma limitato, che, invece, è esploso con l’emergenza pandemia. E’ nostro dovere contrastare e fermare questi comportamenti nocivi per se stessi e la salute pubblica».

Esercenti dei bar concordi

Argomento non secondario, il decoro urbano. «Bottiglie vuote, soprattutto di birra, sono abbandonate dappertutto. Ce lo dicono gli operatori ecologici e i cittadini che, nelle loro passeggiate, li scovano in ogni angolo. Una brutta immagine per la città, anche perché su ordine e pulizia la nostra amministrazione punta molto. Ordinanza, la mia, che ha trovato d’accordo anche gli esercenti dei bar, che in questo modo riescono a gestire meglio il distanziamento sociale in sicurezza».

Assembramenti ancora non consentiti

C’è, anche, chi ha storto il naso sulla birretta consumata fuori dei locali, quasi fosse una colpa, e non anche l’infuso di thè o la gazzosa. «Semplicemente, le segnalazioni ricevute vanno in quel senso – chiarisce il primo cittadino -. C’è chi dice: vabbè, non posso bere birra in compagnia all’esterno, mi chiudo in casa con gli amici. Ricordo che gli assembramenti sono vietati dalle disposizioni governative. Poi, io sono fautore del consumo di una bottiglia di Moscato Canelli o di spumante delle nostre cantine storiche in compagnia una volta che le disposizioni lo permetteranno. Anzi, sostengo i prodotti canellesi. Ma sempre con il dovuto buon senso».

Si fa leva sulla sensibilità civica

Disposizione restrittiva che Lanzavecchia spera di poter superare in tempi brevi. Puntando, soprattutto, sull’informazione e la sensibilizzazione. «Con l’assessore Silvia Gibelli stiamo lavorando su una cartellonistica innovativa che colpisca la curiosità e coinvolga i canellesi, ma anche i turisti, sul mantenimento del decoro pubblico. Avvieremo, poi, una campagna di sensibilizzazione sul tema. Credo siano queste le strade giuste per far rinascere la nostra città».

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