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Centri estivi, la Giunta regionale ha approvato le linee guida definitive

All’insegna delle misure di sicurezza per evitare contagi da Coronavirus. Inserite nella delibera anche le fattorie didattiche

Centri estivi, approvate le linee guida regionali

L’anno scolastico “a distanza” sta terminando e molte famiglie, tra la ripresa del lavoro dopo il lockdown e la prospettiva di tre lunghi mesi di vacanze estive dei bambini, stanno cercando di organizzarsi. Senza poter contare, finora, sui “punti fermi” del passato. In primo luogo sull’apporto dei centri estivi, la cui attività partiva dal primo lunedì delle vacanze scolastiche.
Con l’obiettivo di rispondere alle esigenze delle famiglie la Giunta regionale ha approvato venerdì scorso, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali e alla Famiglia Chiara Caucino, la delibera che disciplina la programmazione e la gestione dei centri estivi, cui sono state aggiunte le fattorie didattiche, all’insegna delle misure di sicurezza per evitare contagi da Coronavirus.
Le linee guida sono divise in tre parti: la prima è dedicata alle indicazioni operative; la seconda alle fattorie didattiche; l’ultima agli accordi che consentono agli organizzatori di centri estivi di avvalersi dei volontari del Servizio civile universale in affiancamento agli educatori e agli operatori di cui dispone.
«Confrontandoci con le autonomie locali, gli enti religiosi, il Terzo settore, il mondo cooperativo e le scuole paritarie – ha affermato l’assessore Caucino – abbiamo condiviso le misure formalizzate nella delibera (linee guida definitive, che saranno ufficializzate nei prossimi giorni con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale, ndr). In questo modo rispondiamo alle legittime richieste di Comuni, operatori, famiglie, bambini e ragazzi».
«L’inserimento della rete delle fattorie didattiche piemontesi all’interno della delibera – aggiunge l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo, Marco Protopapa – riconosce il ruolo delle nostre aziende agricole anche nella capacità di offrire percorsi educativi ai bambini, ma anche a ragazzi, adulti, anziani e alle persone più fragili. Inoltre, in situazione di emergenza sanitaria, la fattoria didattica risulta essere un contesto ottimale per le attività che si svolgono all’aperto, nella riduzione dei rischi da contagio».

Esclusi i bambini tra gli 0 e i 3 anni

Destinatari dell’attività, concessa dal Governo a partire dal 15 giugno (anche se non è detto che associazioni o Enti riescano ad organizzare l’attività per questa data, considerate le difficoltà), sono i bambini e i ragazzi fra i 3 e i 17 anni. Per la fascia 0-3 anni, invece, ad oggi tutte le attività educative sono sospese per effetto del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 16 maggio scorso.
«È nostro intendimento – ha puntualizzato l’assessore Caucino – consentire lo svolgimento delle attività in ogni struttura, immobile o area che disponga dei requisiti di agibilità ai sensi del Dpr 380 del 2001, la cui sussistenza dovrà essere dichiarata nella Scia secondo un modello che sarà predisposto dagli uffici regionali. La capacità ricettiva, in linea generale, non potrà superare i 100 posti. Laddove la struttura consenta la gestione di numeri maggiori, sarà possibile realizzare più moduli da 100. Cosa molto importante è che deve essere sempre possibile identificare una “zona filtro” per operatori e utenti, destinata al triage e alle operazioni di vestizione e svestizione».

Gli educatori

«Per quanto riguarda il personale – prosegue l’assessore – si dovrà prevedere un coordinatore di età non inferiore a 18 anni con esperienza triennale documentata, operatori maggiorenni e personale ausiliario adeguato alle esigenze. In via complementare, potranno essere coinvolti in affiancamento volontari, anche del Servizio civile, e adolescenti di 16/17 anni opportunamente formati».
Il rapporto fra personale educativo e minori dovrà essere pari a: 1:6 per i bambini in età di scuola dell’infanzia, 1:8 per quelli in età 6-11 anni, 1:10 in età 12-17 anni. L’inserimento di minori disabili dovrà essere valutato con i servizi sociali che li seguono; in tal caso, dovrà essere previsto un ulteriore operatore per ogni minore accolto.
«Gli operatori professionali o volontari dovranno essere formati – specifica Caucino – sulla prevenzione del Covid 19, sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e sulle misure di igiene e sanificazione».

L’accesso quotidiano

L’accesso di bambini e ragazzi al centro estivo dovrà essere preceduto da una scheda di pre-triage quotidiana, che raccoglierà le informazioni sullo stato di salute. E questo sia in modo diretto (tramite la rilevazione della temperatura corporea) sia in modo indiretto (compilazione di un questionario). Gli ingressi e le uscite dovranno essere scaglionati almeno di 5-10 minuti e gli orari dovranno essere ampi. In ogni caso, sarà accolto un solo minore alla volta.

I pasti

I pasti verranno consegnati dal personale in servizio. Dovrà essere sempre garantita la distanza di sicurezza tra i ragazzi e, ove non fosse possibile, l’accesso alla mensa dovrà essere organizzato per turni. È possibile la consumazione del pasto all’aperto, qualora gli spazi lo permettano, garantendo la distanza interpersonale di sicurezza e rispettando la divisione dei gruppi. Al termine del pasto si dovrà provvedere alla disinfezione dei tavoli e dei piani di appoggio utilizzati.

Le mascherine

Altro aspetto rilevante del protocollo sanitario è il fatto che dai 3 ai 6 anni non sia consigliabile l’uso delle mascherine. Dopo i 6 anni è opportuno utilizzarle ad eccezione dei momenti di attività ludico-motoria, durante i quali andrà comunque sempre assicurato e mantenuto il distanziamento sociale.

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