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Confartigianato Asti, «Per ripartire diamoci una mano tutti insieme»

L’assistenza quotidiana della Confartigianato alle aziende astigiane per fronteggiare disposizioni ed effetti dell’emergenza

L’assistenza quotidiana alle aziende

Negli uffici della Confartigianato di Asti il lavoro non si è mai fermato nei giorni dell’emergenza sanitaria che stiamo attraversando. All’ordinaria assistenza che viene fornita alle aziende iscritte e a quanti si rivolgono all’associazione degli artigiani di piazza Cattedrale si è, anzi, aggiunto il compito di rispondere alle tante richieste originate dal momento di difficoltà sul fronte lavorativo. A partire dalla richiesta di informazioni circa le attività che potevano proseguire il lavoro o che invece rientravano nel lockdown, fino alla presentazione delle domande per ottenere il Bonus Covid di 600 euro stabilito dal Governo per il mese di marzo. «Sono state 700 le domande fin qui presentate, ma ne arriveranno ancora nei prossimi giorni – spiega il direttore di Confartigianato Giansecondo Bossi – E il lavoro proseguirà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane per continuare a fornire assistenza alle aziende nell’affrontare i passi che si renderanno necessari per fronteggiare la crisi che attraversiamo». Ad esempio l’assistenza sul fronte delle nuove linee di credito, ma anche l’impegno, insieme a sindacati dei lavoratori, altre associazioni di categoria e Comune di Asti per sveltire l’assegnazione della cassa di integrazione.

Il direttore della Confartigianato di Asti Giansecondo Bossi

Preoccupazioni e speranze

«Contiamo che nel giro di poco tempo siano a disposizione i finanziamenti per le aziende di cui lo Stato si è fatto garante e che saranno erogati in base a regole precise – sottolinea Bossi – Di certo il momento è accompagnato da grande incertezza e preoccupazione, ma dobbiamo mantenere un relativo ottimismo, augurandoci che attraverso le riaperture delle attività lavorative, che saranno probabilmente graduali, si possa ripristinare il flusso economico. Ovviamente non si possono nascondere le pesanti difficoltà che si stanno attraversando e le preoccupazioni per i tempi di recupero, che potrebbero quantificarsi anche in 6-8 mesi». «Se per buona parte il mese di marzo, bene o male, ha generato fatturato, con le aziende che in qualche modo hanno portato avanti la loro attività, i veri problemi stanno arrivando adesso. Le problematiche sono estese: dalle attività che senza la libera circolazione delle persone hanno poca possibilità di svolgere il loro lavoro alle aziende che esportano e che devono fare i conti con Paesi che registrano ancora alte punte nel numero di contagi e in cui le restrizioni saranno ancora forti anche nei giorni a venire». «Basti pensare ad esempio all’attività di un negozio di fotografia: senza clienti che possano recarsi in vacanza o che possano riunirsi per feste o cerimonie, la quantità di lavoro è certamente limitata», suggerisce il direttore di Confartigianato, associazione che nell’Astigiano riunisce 1.800 imprese.

Il direttore Bossi: «Una lezione da cui trarre insegnamento»

C’è chi ha tratto dallo stravolgimento della vita sociale ed economica provocato dal diffondersi del Coronavirus una necessaria occasione di riflessione su tanti aspetti della realtà che abbiamo creato negli ultimi decenni. Giansecondo Bossi è senz’altro uno di questi: «La scelta di aver demandato molte produzioni all’estero, dalle mascherine protettive a viti e bulloni, per fare degli esempi, ci rendiamo conto di quanto venga pagata pesantemente. E poi la mancanza dei contatti umani e del piacere di conversare con qualcuno anche di fronte ad un semplice bicchiere di vino e di parlare con l’altro guardandosi negli occhi: gesti che abbiamo finora dati per scontati, demandando una larga parte dei rapporti interpersonali a telefonate o messaggi. Spero che quanto stiamo vivendo e il prezzo che in molti si troveranno a pagare possano rappresentare una lezione da cui trarre insegnamento», si augura Bossi.
E la riflessione va anche a ciò che tutti quanti potremo fare in concreto per “ripartire”. «Penso a settori come quello del turismo pesantemente penalizzato o ad attività come quelle dei nostri pasticceri, che vedono fortemente limitate le loro produzioni artigianali proprio in un periodo caratterizzato dalle festività pasquali: credo che avremo bisogno di darci una mano tutti insieme per ricostruire quello che abbiamo perso in queste settimane, attraversando una crisi di tali proporzioni – prosegue Giansecondo Bossi – Mi auguro che in futuro si possa magari tornare ad apprezzare la piccola bottega sotto casa che ci ha garantito un servizio importante in questo periodo; o che si possa ad andare qualche volta in più al ristorante per sostenere i le attività di ristorazione; o, ancora, fare una vacanza in più in Italia per sostenere tutte quelle aziende e attività che operano nel settore turistico».

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