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Consumatori raggirati in acquisti on line ricevono il rimborso dalla banca grazie alla Casa del Consumatore

Stefano Santin: “A volte i consumatori non valutano attentamente l’affidabilità del sito web da cui si accingono ad acquistare ed incappano in venditori tutt’altro che onesti”

Si è conclusa felicemente la brutta esperienza di due consumatori che avevano effettuato degli acquisti on line e pur pagando in anticipo con la carta di credito non avevano ricevuto ne la merce  ne il rimborso.

“In occasione delle imminenti vacanze natalizie – esordisce Stefano Santin della Casa del Consumatore – due nostri associati hanno effettuato degli acquisti on line. Il primo aveva prenotato un viaggio aereo all’estero per tutta la famiglia, annullato pochi giorni dopo il pagamento, ed il secondo aveva acquistato un costoso elettrodomestico ricevendolo danneggiato. Vane sono state le rimostranze nei confronti delle società venditrici”.

I malcapitati hanno contattato la Casa del Consumatore che è riuscita a fargli recuperare circa 1.200 euro per il viaggio ed euro 800 per l’elettrodomestico danneggiato. L’associazione a tutela dei consumatori attraverso la procedura denominata  chargeback che viene attivata presso il circuito interbancario, solo dopo aver contestato e provato il mancato adempimento del venditore on line.

“A volte i consumatori non valutano attentamente l’affidabilità del sito web da cui si accingono ad acquistare ed incappano in venditori tutt’altro che onesti. Se il pagamento è stato effettuato con carta di credito o attraverso circuiti elettronici di pagamento, vi è la possibilità di recuperare quanto pagato” dichiara Stefano Santin consulente in tematiche bancarie di numerose trasmissioni.
Per ottenere il chargeback ci si può rivolgere alla propria banca, ma è consigliabile presentare la richiesta direttamente al circuito emittente la carta di credito con la quale è stato effettuato il pagamento, perché non di rado tale procedura rimane sconosciuta persino agli impiegati, trattandosi di uno strumento di cui si sono dotati i circuiti delle carte di credito.

Se, invece, il pagamento è stato effettuato attraverso un sistema di pagamento digitale, quale ad esempio Paypal, ci si può avvalere degli strumenti di contestazione o reclamo previsti dal sistema stesso.

“Il chargeback può rappresentare una soluzione efficace anche nei casi in cui il consumatore riceva un bene difettoso e il venditore declini, illegittimamente, qualsiasi responsabilità. È opportuno che il consumatore disponga di tutta la documentazione necessaria a fondare la richiesta di chargeback e cioè copia dell’ordine effettuato, ricevuta del pagamento e copia della corrispondenza intercorsa con il venditore”  continua Stefano Santin. “È inoltre consigliabile documentare con foto e video il momento in cui si riceve e scarta il pacco poiché, in caso di prodotto danneggiato, sarà più facile dimostrare che l’articolo è stato ricevuto in quelle condizioni”.

Quando invece il pagamento è stato effettuato tramite bonifico bancario, non è possibile ottenere la restituzione dell’importo versato. “Una volta che il bonifico bancario ha avuto esecuzione, se il venditore non è disposto a restituire la somma, ottenere il rimborso diventa molto più complicato; ecco perché, spesso, i venditori truffaldini richiedono il pagamento tramite bonifico bancario. L’assenza di modalità di pagamento alternative o, talvolta, pur in presenza di queste, l’insistenza del venditore ad effettuare il pagamento tramite bonifico, adducendo anche temporanei supposti malfunzionamenti del pagamento via carta di credito, dovrebbe allertarci sull’affidabilità.  Prima di effettuare un acquisto – conclude Stefano Santin- consigliamo di consultare il sito www.shoppinverify.com che è il portale gestito dalla nostra associazione che verifica tutte le recensioni dei consumatori relative ai siti irregolari. Con la prevenzione si possono evitare le brutte sorprese. il consumatore disponga di tutta la documentazione necessaria a fondare la richiesta di chargeback e cioè copia dell’ordine effettuato, ricevuta del pagamento e copia della corrispondenza intercorsa con il venditore”  continua Stefano Santin. “È inoltre consigliabile documentare con foto e video il momento in cui si riceve e scarta il pacco poiché, in caso di prodotto danneggiato, sarà più facile dimostrare che l’articolo è stato ricevuto in quelle condizioni”.

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