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Coronavirus: 50 tamponi positivi nella casa di riposo di Montechiaro

Positivo un dipendente del centro commerciale

19 le vittime tra gli anziani ospiti

Ancora una vittima da Coronavirus alla casa di riposo di Montechiaro. Martedì sera si è spento Domenico Pianta conosciutissimo in paese che a distanza di qualche giorno ha raggiunto la moglie Cristina portando a 19 il numero dei decessi tra gli ospiti. Immediato il messaggio di cordoglio personale e a nome di tutta l’Amministrazione del sindaco Paolo Luzi che in queste difficili settimane non ha mai mancato di informare i cittadini sull’andamento dell’emergenza e sui provvedimenti presi dalla direzione della struttura e dai colloqui con Asl e Prefetto. Di pochi minuti fa i risultati dei tamponi effettuati sugli ospiti e i dipendenti della residenza Arnaldi e riconducibili a Montechiaro. Di 70 tamponi effettuati, 18 sono risultati negativi, 2 non sono stati ancora refertati e 50 sono positivi compresi i 19 decessi. Dei 31 positivi in vita 4 sono residenti in paese, 1 positivo residente ma ospite di un’altra casa di riposo, 26 gli anziani positivi ospiti della casa di riposo. A questi si aggiungono 19 tamponi positivi di anziani ospiti della struttura ma non residenti a Montechiaro per un totale di 45 anziani positivi.

Porsitivo un dipendente del centro commerciale

Sempre nella giornata di martedì la notizia di un nuovo positivo a Covid 19 residente in paese e dipendente del centro commerciale di località stazione. Nel pomeriggio è stata notificata la quarantena e contemporaneamente il titolare del centro commerciale ha contattato il sindaco precisando che il dipendente colpito dal virus è in congedo per malattia presso la propria abitazione già da 23 giorni, durante i quali non ha avuto più nessun contatto con il resto del personale, e che le sue condizioni di salute non sono preoccupanti. Un nuovo campanello d’allarme in un paese già fortemente provato dall’emergenza sanitaria e che ha indotto il sindaco a rivolgersi nuovamente al Servizio di igiene e sanità pubblica manifestando preoccupazioni e auspicando tamponi per tutto il personale così da poter rassicurare gli utenti e l’intera popolazione. Una richiesta pienamente accolta e condivisa anche dal titolare del centro commerciale che ha subito provveduto alla sanificazione di tutto il locale, la terza dall’inizio della pandemia dopo quel primo caso di positività di una dipendente del reparto macelleria lo scorso 18 marzo. Una situazione non facile per i titolari del negozio che hanno però sempre dimostrato massima attenzione e collaborazione e ai quali il sindaco ha assicurato massimo impegno e sostegno riconoscendo l’importanza commerciale della struttura per tutto il bacino della Val Rilate.

Il Prefetto: il centro commerciale è aperto non c’è pregiudizio per la salute pubblica

Alla richiesta del sindaco sono seguiti due colloqui telefonici con il Prefetto, l’ultimo un paio di ore fa, e dei quali il sindaco Luzi ha voluto informare i cittadini in un lungo videomessagggio. Il Prefetto, ha spiegato Luzi, ha rinnovato le raccomandazioni sul distanziamento sociale e sull’uso di guanti e mascherina all’interno e all’esterno del centro commerciale e precisato che non spetta al sindaco preoccuparsi dell’esito positivo di un dipendente di un centro commerciale così come stabilito per legge. Spetta bensì al medico di famiglia, primo interlocutore dell’Asl, ricostruire gli eventuali contatti con il paziente positivo e all’Asl stabilire quali misure di prevenzione mettere in atto. Se il centro commerciale è aperto, ha sottolineato il Prefetto nel suo colloquio con il sindaco Luzi, significa che le condizioni igienico sanitarie sono adeguate alla regolare attività e non c’è pregiudizio per la salute pubblica. Inoltre, ha precisato ancora il Prefetto, il sindaco non ha la facoltà di pretendere i tamponi, lasciando ogni valutazione all’Asl di competenza, e non ha alcun potere di ordinanza. Mi è stato detto, ha concluso Luzi nel suo videomessaggio ai cittadini che: «Qualora io avessi contezza di segnalazioni positive di dipendenti di esercizi commerciali non dovrò preoccuparmi delle conseguenze perché a monte qualcuno avrà già tratto le necessarie considerazioni ed eventualmente i necessari provvedimenti». 

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