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Da Canelli la protesta delle agenzie viaggi escluse dal Bonus Piemonte

Lettera ai vertici della Regione per chiedere di essere inseriti nella lista delle categorie da sostenere visto il blocco del turismo

Dimenticate dal “Riparti Italia”


La pioggia (attesa) di denaro alle imprese danneggiate dall’emergenza Covid-19 ha “dimenticato” le agenzie di viaggio e i piccoli tour operator locali. Filiera che occupa migliaia di addetti in tutta Italia e che, in Piemonte, si è rafforzata nell’ultimo decennio. Grazie al traino dell’inserimento dei Paesaggi vitivinicoli di Langa, Roero e Monferrato nel club Unesco il turismo è in costante ascesa, con pacchetti personalizzati per vacanze tra le colline del vino. «Ma il nostro lavoro è indirizzato
soprattutto a mete per giovani, coppie, viaggi di nozze, soggiorni all’estero dalle capitali ai luoghi esotici sino alle realtà meno conosciute. O, meglio, così era sino a tre mesi fa». A parlare è Filippo Guastavigna che, con Fabio Destefanis, gestisce Carioca Viaggi, una delle tre agenzie cittadine che offrono tour e viaggi di lavoro a centinaia di vacanzieri e business-man della Valle Belbo.

Disdette a raffica

L’esplosione della pandemia ha di fatto azzerato l’attività. «Le disdette non si contano. Gli sposi, perché non possono più sposarsi, hanno cancellato le loro mete o messo in stand by il futuro, le chiusure delle frontiere in molti Paesi è limitante. Sì, l’Italia, ma per noi il lavoro sul territorio italiano è stato sino ad ora marginale. A dirla tutta, non vedo chi oggi prenoterebbe un hotel o una vacanza in resort con questi chiari di luna» aggiunge, sconsolato.

Categoria non inclusa

A parte i 600 euro destinati alle imprese dal decreto “Cura Italia”, di aiuti non ne sono arrivati. «Anzi, con sorpresa, amara, abbiamo notato che la nostra categoria non è stata presa in considerazione nel “Bonus Piemonte” – sottolinea Guastavgna -. Ci sono un po’ tutti, manchiamo solo noi». Così, presa carta, penna e calamaio con i colleghi tour operator della città hanno scritto una lettera indirizzata al Governatore della Regione, Alberto Cirio, e all’assessore, canellese, Marco Gabusi. «Per manifestare la nostra preoccupazione» dice.

Lettera a Gabusi e Cirio

«Abbiamo preso visione del “Bonus Piemonte” e con molto rammarico ci siamo accorti della totale assenza di attenzione per il nostro settore “Agenzie di viaggio e turismo codice ATECO 79.11.00″ – si legge nella missiva spedita in piazza Castello, a Torino -. Vorremmo far presente che le nostre attività sono chiuse dal primo DPCM, cioè dai primi di marzo, ma già precedentemente il nostro fatturato era pressoché azzerato.  Al momento attuale non abbiamo ancora una data di riapertura precisa, ma questo poco importa in quanto, a differenza di tutte le altre categorie indicate dal provvedimento, non potremmo contare su una ripresa del lavoro almeno fino ai primi mesi del 2021. Mancheranno i clienti – sostengono –, mancherà il prodotto da vendere e mancherà la possibilità di muoversi a causa di restrizioni per uscita dal territorio nazionale e di ingresso in altri permarranno.  Inoltre, abbiamo appreso proprio ieri che nel “Riparti Piemonte” le misure riferite al turismo riguardano contributi in conto capitale legate a fondi europei e non a fondo perduto veramente poco utili per le agenzie di viaggio in quanto ci domandiamo su cosa investiamo in un momento come questo dove dobbiamo capire come pagare l’affitto».

L’impegno di Gabusi

La risposta di Marco Gabusi non si è fatta attendere, con una telefonata a Gianfilippo Guastavigna. «Ho preso atto di quanto hanno fatto presente le agenzie di viaggio – rimarca l’assessore regionale ed ex sindaco di Canelli -. Comprendo la loro preoccupazione ed ho assicurato che discuteremo il problema con i colleghi di giunta cercando di porvi rimedio quanto prima. Tutto il comparto produttivo piemontese deve ripartire, nessuno escluso».

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