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Piano di programmazione

La nuova mappa delle scuole dal settembre 2024

Due nuovi istituti comprensivi al posto del primo e quinto circolo didattico – Il Penna e l’Artom saranno accorpati

Un’importante novità caratterizzerà dall’anno scolastico 2024/2025 le scuole cittadine.
Per quanto riguarda il primo ciclo di istruzione (dalle materne alle medie) scompariranno definitivamente i circoli didattici – con la cancellazione degli ultimi due rimasti, il primo e il quinto circolo – a favore degli istituti comprensivi. Per quanto riguarda, invece, il secondo grado (scuole superiori), l’istituto agrario Penna sarà accorpato all’istituto Artom.
Sono questi i principali interventi contenuti nel Piano regionale di programmazione della rete scolastica dalle materne alle superiori, conosciuto anche come piano di dimensionamento, messo a punto dal Comune (per il primo grado) e dalla Provincia (competente per le scuole superiori).

Il commento dell’assessore Bologna

«Abbiamo agito – spiega l’assessore comunale all’Istruzione, Loretta Bologna – in obbedienza alle richieste arrivate dalla Regione Piemonte: raggiungere i 1.200 studenti per ciascun istituto comprensivo tra materne, elementari e medie, favorendo la continuità didattica che non era garantita dai circoli. Per farlo ci siamo incontrati più volte con i dirigenti scolastici e poi con i sindacati. Ora le sigle sindacali non si dicono d’accordo, ma posso assicurare che, nel corso della riunione nella Sala Tovo della Provincia, abbiamo spiegato i criteri utilizzati: trovare soluzioni per andare incontro alle esigenze dei dirigenti scolastici e, soprattutto, evitare la perdita di posti di lavoro. L’importante è stato intervenire: in caso contrario avrebbe agito l’Amministrazione regionale senza conoscere la realtà locale, calando dall’alto decisioni che potevano non corrispondere alle esigenze del territorio. I dirigenti hanno studiato e concordato con noi questa modifica, sottoponendola anche ai consigli di istituto. Le decisioni sono state prese innanzitutto utilizzando il criterio dello stradario, per rispettare la vicinanza tra istituti. Inoltre abbiamo sfruttato questa occasione per studiare una “mappa” che eviti scuole con classi troppo numerose e altre con pochi alunni, tenendo anche conto di un fattore. L’aumento di studenti le cui famiglie si sono trasferite dai paesi della provincia ad Asti: tra il 2019 e il 2023 sono stati 180».
«Questo piano – conclude – procederà poi con un ulteriore tassello. L’obiettivo sarà infatti arrivare. in futuro, alla creazione di quattro istituti comprensivi in città».

Cosa cambia nel primo ciclo

A livello di primo ciclo, quindi, le scuole medie Brofferio e Martiri della Libertà, che da diversi anni sono guidate dallo stesso dirigente, verranno separate. La Brofferio formerà un istituto comprensivo con le scuole dell’infanzia Bosco dei partigiani, Agazzi e Cattedrale e le primarie Buonarroti, Salvo d’Acquisto e Oberdan di Portacomaro Stazione. La Martiri della Libertà un istituto comprensivo con materna XXV Aprile, materna di Serravalle, primaria Donna di Serravalle e primaria Rio Crosio.
La primaria Dante, finora inserita nel primo Circolo didattico, andrà nell’istituto comprensivo 2 che comprende, come scuola media, la Goltieri. La primaria Savio, sempre del primo circolo, sarà invece inserita nell’istituto comprensivo 3, che comprende, a livello di scuola media, la Parini.

Le conseguenze sulla scelta della scuola media

Questa “rivoluzione” comporterà anche conseguenze per le famiglie. «Per quanto riguarda la scelta della scuola primaria – spiega Franco Calcagno, dirigente reggente del V circolo didattico – non ci saranno novità, in quanto le domande verranno vagliate in base ai soliti criteri, in primis lo stradario, ovvero la vicinanza della residenza alla scuola. Riguardo alla scelta della scuola media, invece, il meccanismo cambierà. Gli alunni che frequenteranno la scuola primaria di un determinato istituto comprensivo saranno iscritti automaticamente alla media dello stesso istituto. Se non vorranno, dovranno chiedere un nulla osta per cambiare, che solitamente viene concesso. Dopodiché, però, scegliendo la scuola media di un altro istituto comprensivo passeranno “in coda” agli alunni di quell’istituto, per cui la domanda verrà accettata, in base ai soliti criteri, solo se ci saranno ancora posti a disposizione».
Cambieranno quindi le regole per le famiglie con bambini frequentanto le primarie degli attuali primo e quinto circolo. «Finora – conclude Calcagno – non avevano il posto garantito in nessuna scuola media, anche se le iscrizioni erano solitamente indirizzate alle scuole più vicine alla primaria frequentata».

L’accorpamento tra gli istituti Penna e Artom

Per quanto riguarda le superiori, invece, l’unica novità riguarda l’accorpamento dell’istituto agrario Penna e dell’istituto tecnico Artom.
A spiegarne le ragioni Tiziana Gaeta, sindaco di Capriglio e consigliere provinciale con delega alla programmazione della rete scolastica. «In base ai parametri della Regione – spiega – l’istituto agrario Penna, scuola dall’indirizzo fondamentale per una provincia come la nostra, è sottodimensionato: è infatti l’unico in provincia di Asti ad avere un numero di studenti pari a circa 500, inferiore quindi alla soglia minima di 700 alunni. Così abbiamo pensato di unirlo all’Artom, dato che sono caratterizzati da una didattica affine. Le due scuole, compresa la sede distaccata di San Damiano, saranno accomunate dallo stesso dirigente, Franco Calcagno, che attualmente guida l’Artom, dato che il posto da preside del “Penna” è attualmente in reggenza. Abbiamo cercato di ragionare e prendere una decisione che speriamo essere la migliore. In passato, per esempio, il Penna era già stato abbinato ad un’altra scuola superiore, il Giobert, ma l’esperimento non aveva dato i risultati che erano stati prefissati. Così abbiamo optato per l’Artom».
«Certo – conclude – capisco che i sindacati lamentino che ora in provincia gli istituti comprensivi scenderanno da 27 a 25, ma abbiamo dovuto obbedire ad una direttiva regionale».

Le tappe future

Ora l’iter prevede ancora alcune tappe: la pratica di competenza del Comune è stata approvata dalla Giunta venerdì scorso e passerà al vaglio del Consiglio comunale il primo lunedì di ottobre. Dopodiché, entro il 4 ottobre, ci sarà la conferenza dei servizi, dopodiché dalla Provincia la pratica sarà inviata alla Regione.

Il commento della Uil

Contrari al piano di programmazione i sindacati. «L’avvio di una nuova procedura di dimensionamento – commenta Diego Meli, segretario provinciale e regionale Uil scuola – ci trova completamente in disaccordo alla luce dei numeri comunicatici, che porterebbero alla nascita di nuovi “mostri didattici”. La politica vede ormai da troppo tempo un percorso di dimensionamento che guarda soltanto ai numeri e non alla funzionalità delle istituzioni scolastiche. Saremmo invece felici di confrontarci su un piano che cerchi di eliminare gli sprechi e gli eventuali “rami secchi” per reinvestire le risorse risparmiate per la costruzione di strutture scolastiche sicure e funzionali».

La posizione di Flc Cgil, Cisl scuola e Sanls Confsal

Contrari anche Flc Cgil, Cisl scuola e Snals Confsal. «Siamo contrari sia al modus operandi, visto che siamo stati convocati solo dopo la definizione delle soluizioni, sia all’unica ipotesi presentata».
Per poi entrare nel merito delle decisioni. «Dai dati parziali dell’ipotesi formulata per il primo ciclo sembrerebbe che i cinque istituti comprensivi che nasceranno avranno all’incirca lo stesso numero di studenti. Questo porterebbe alla creazione di soprannumerari, anche in considerazione del calo demografico che non è stato tenuto in dovuto conto. Inoltre, in questa ipotesi, la scuola dell’infanzia Agazzi verrebbe associata a un diverso istituto comprensivo rispetto alla primaria Savio, anche se sono state sempre legate da continuità per i bambini della zona. Inoltre l’incrocio delle diverse graduatorie d’istituto e l’esercizio legittimo delle opzioni da parte dei lavoratori minerebbe la continuità didattica delle classi».
«Per quanto riguarda, poi, il secondo ciclo – continuano – l’accorpamento tra gli istituti Penna e Artom prospetta un numero inferiore di soprannumerari rispetto all’altra ipotesi parallela, l’accorpamento di Giobert e Penna, ma porterà il numero degli alunni della nuova istituzione a 1660 circa, superando abbondantemente il parametro di 1500 previsto dall’atto di indirizzo della Regione. Queste ipotesi, inoltre, ridurrebbero il numero delle autonomie scolastiche da 27 a 25 già per il prossimo anno scolastico con conseguente perdita di posti (dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi, assistenti amministrativi e collaboratori scolastici) e potrebbero portare, in futuro, ad ulteriori azioni di dimensionamento, mettendo a rischio altre istituzioni scolastiche più fragili in termini di iscritti. Quindi proponiamo di richiedere alla Regione la deroga di un anno per valutare in modo più dettagliato le scelte opportune coinvolgendo tutti i dirigenti scolastici della provincia».

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